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sabato 10 marzo 2012

Se la i-Miev di Mitsubishi alimenta anche l'abitazione...

...il concept energetico del futuro è “MiEV House”: il vehicle-to-building è servito! 



Fedele al proprio ruolo di pioniere della mobilità elettrica sin dal 1966, Mitsubishi Motors Corporation (MMC) amplia gli orizzonti, contemplando negli sviluppi futuri anche problematiche riguardanti le infrastrutture.
Per questa ragione – fra varie iniziative – MMC è uno dei membri fondatori dell'Associazione CHAdeMO, che ha l'obiettivo di promuovere le auto elettriche attraverso il perfezionamento tecnico dei sistemi di ricarica rapida, la standardizzazione dei metodi di ricarica e lo scambio internazionale di competenze relativamente ai sistemi di ricarica (http://www.chademo.com/indexa.html).
E, sempre per lo stesso motivo, Mitsubishi Motors ha deciso di sviluppare un'innovativa concept house:
“MiEV House”.

Intelligente
Presentata in anteprima assoluta al Motor Show di Tokyo 2009 e ulteriormente rifinita per l’edizione 2011, MiEV House è una sorta di "casa ecologica" che riflette sulle sfide poste dall'efficienza energetica e dal riscaldamento globale attuando una gestione razionale dei consumi – dalla domotica ai veicoli elettrici/ibridi plug-in (EV/P-HEV), fino alle "smart grid" – mediante sistemi MMC per la gestione dell’energia (Energy Management System, EMS) e per l’integrazione dei veicoli elettrici (Electric Vehicle Integration System, EIS).

­‐ EMS (Energy Management System): Mitsubishi Motors ha eseguito svariate prove sul campo per individuare le modalità di impiego più efficaci degli EV/P-HEV e delle batterie degli EV riciclate, nel tentativo di sviluppare smart grid per lo sfruttamento efficiente dell'elettricità all'interno di abitazioni, aziende e comunità locali.
Nell'ambito di tali innovazioni, Mitsubishi Motors ha avviato una collaborazione con Mitsubishi Corporation e Mitsubishi Electric per lo sviluppo di un EMS (Energy Management System), un'interfaccia intelligente in grado di integrare le smart grid elettriche con la capacità energetica di bordo di EV e P-HEV per la tipologia di servizio Vehicle-to-building (V2B).
Questo sistema interattivo contribuisce all'ottimizzazione dello sfruttamento energetico, rendendo disponibile a case e altri edifici la potenza elettrica immagazzinata nelle batterie a elevata capacità dei veicoli EV/P-HEV. Così facendo, sarà possibile distribuire il consumo energetico fra giorno e notte (quando la domanda è nettamente inferiore), eliminando i picchi registrati nelle ore di punta.
EMS, inoltre, agisce assicurando che la carica delle batterie degli EV avvenga negli orari in cui il livello dei consumi è minimo.



‐ EIS (Electric Vehicle Integration System): Mitsubishi Motors sta lavorando anche alla messa a punto di un EIS (Electric Vehicle Integration System) - in comunicazione con l'EMS domestico - addetto al monitoraggio continuo dell'autonomia residua delle batterie di trazione EV/P-HEV e alla razionalizzazione dei processi di ricarica della batteria stessa per soddisfare i programmi di utilizzo del veicolo del proprietario.
In questo modo, la batteria degli EV/P-HEV sarà sempre completamente carica e pronta per il viaggio - un enorme vantaggio per il conducente, oltre che una soluzione per ridurre i costi complessivi dell'elettricità.
Dal momento che EIS mantiene la batteria sempre carica e pronta per la guida, c’è sempre energia nella batteria di trazione utilizzabile anche per altri scopi.

Avveniristica
MiEV House di Mitsubishi Motors dimostra che gli EV/P-HEV non sono funzionali solo al trasporto:
possono contribuire a ridefinire la gestione dell'energia in una regione o un intero Paese e, di conseguenza, ridurre i consumi e le emissioni, riciclando le batterie di trazione come accumulatori di energia aggiuntivi all'interno di MiEV House.
Gli studi, tuttavia, sono ancora in fase iniziale e stanno prendendo in considerazione altre potenziali aree di applicazione, a medio o lungo termine:
­‐ Recentemente, l'attenzione è stata concentrata sull'uso delle batterie di trazione degli EV a elevata capacità come fonte per la produzione di energia in caso di emergenza.
Risultato: Mitsubishi Motors sta sviluppando un sistema che consenta di collegare gli EV a un alimentatore esterno per fornire fino a 1,5 kW di potenza.
Il MiEV Café, presentato in occasione del Motor Show di Tokyo 2011, ha fornito un esempio pratico delle potenzialità degli EV, usando un prototipo di questo sistema per alimentare grandi elettrodomestici.
­‐ Sul lungo termine, Mitsubishi Motors ha avviato un progetto in collaborazione con WiTricity Corporation, un'azienda americana, e la giapponese IHI Corporation per la ricerca e lo sviluppo di sistemi di ricarica wireless (non inclusi nello stand del Motor Show di Ginevra 2012) per gli EV di facile implementazione.
I sistemi di ricarica wireless si servono di un trasmettitore di potenza integrato nel manto stradale per trasferire energia elettrica ai veicoli dotati di un apposito ricevitore.
Introdurre questa tecnologia sul mercato significa rendere possibile la ricarica rapida wireless ai semafori o nei parcheggi dei centri commerciali o di altre infrastrutture - persino una casa intelligente, come la MiEV House esposta al Motor Show di Tokyo 2011 -, incrementando la fruibilità degli EV.

venerdì 3 febbraio 2012

Micro storage: allo studio una soluzione in collaborazione con il settore automotive

NISSAN & ABB: ALLO STUDIO L’UTILIZZO DELLE BATTERIE DI SECONDA VITA DI NISSAN LEAF PER IMMAGAZZINARE ENERGIA

Questa partnership pone le basi per valutazioni tecniche e commerciali delle unità di energia delle batterie di Nissan LEAF


Nissan North America, Inc. e ABB, insieme a 4R Energy e Sumitomo Corporation of America, hanno siglato una partnership tesa a valutare le possibilità di riutilizzo delle batterie agli ioni di litio che alimentano Nissan LEAF, la prima vettura 100% elettrica prodotta su larga scala per il mercato mondiale.

L’accordo ha lo scopo di analizzare e testare le possibili applicazioni commerciali e per uso domestico delle batterie agli ioni di litio, utilizzate in precedenza sui veicoli elettrici, in modo da sfruttarle come sistemi di stoccaggio dell’energia. Questi sistemi permettono di immagazzinare energia dalla rete elettrica nei momenti di basso utilizzo, restituendola alla rete nei periodi di picco della domanda, migliorandone così le prestazioni o consentendo di fornire energia in caso d’interruzione della corrente. L’idea è sviluppare un prototipo del sistema, che utilizzi i moduli della batteria della Nissan LEAF e abbia una capacità di almeno 50 (kWh, poco oltre la capacità impiegata da due LEAF) - sufficiente a fornire corrente elettrica a 30 abitazioni per un’ora.

"La nostra capacità di gestire l'intero ciclo di vita della batteria del veicolo elettrico, anche dopo il suo utilizzo sulla vettura, è molto importante per Nissan”, ha dichiarato Ken Srebnik, Senior Manager, Nissa North America Corporate Planning. “Con lo sviluppo delle reti intelligenti, le innovazioni applicate ai sistemi di stoccaggio dell’energia stanno diventando sempre più diffuse: Nissan è orgogliosa di lavorare con ABB, 4R Energy e Sumitomo per contribuire a portare queste innovazioni sul mercato”. 4R Energy è una joint venture tra Nissan Motor Co., Ltd e Sumitomo Corporation per condurre ricerche e prove sul campo sull’utilizzo delle batterie agli ioni di litio di seconda vita, utilizzate in precedenza sui veicoli elettrici. Il sigla "4R" sta per: “Riutilizzo, Rifabbricazione, Rivendita, Riciclo”.

Le batterie dei veicoli elettrici, come quelle utilizzate su Nissan LEAF, hanno un ciclo di vita più lungo rispetto a quelle utilizzate su pc e cellulari. Dopo 10 anni conservano, infatti, una capacità energetica pari al 70% di quella nominale iniziale. Questa longevità consente di riutilizzarle per applicazioni diverse da quelle automotive e meno impegnative, anche dopo che hanno esaurito il proprio ciclo di vita sul veicolo: per esempio, per la creazione di “smart grid” nei sistemi di gestione energetica avanzata e/o per immagazzinare e conservare l’energia prodotta in maniera diffusa da piccoli impianti a fonte rinnovabile.

“Questo protocollo d’intesa ci consentirà di valutare la possibilità di mettere in commercio un sistema integrato di conservazione dell’energia e sviluppare un prototipo che consenta l’effettivo riutilizzo delle batterie di Nissan LEAF,” ha dichiarato Bruno Melles, Direttore Responsabile AAB Medium Voltage della divisione Power Products. “Siamo ansiosi di lavorare con i nostri partner per portare i sistemi d’immagazzinamento dell’energia ad uno stadio più avanzato”.

Si prevede che le innovative soluzioni di mantenimento dell’energia diventeranno un elemento chiave delle nuove “smart grid” (reti intelligenti), e contribuiranno ad aumentare efficienza, affidabilità e performance della rete elettrica. Questi sistemi permetteranno di integrare più facilmente nella rete le fonti di energia rinnovabile - come quella eolica o fotovoltaica. Con questo accordo, inoltre, sarà possibile valutare l’idoneità delle batterie Nissan per l’utilizzo nell’ambito dell’industria energetica, come soluzione economicamente efficace per stoccare l’energia.

Essendo pioniera nello sviluppo del business per il 'riutilizzo' delle batterie dei veicoli elettrici in applicazioni alternative, 4R ENERGY collabora con piacere con ABB, e con Nissan, leader mondiale nella produzione di vetture elettriche, ha dichiarato Kazuaki Mori, Direttore dell’International Business Development Division di 4R Energy Corp. "Vogliamo contribuire alla creazione di una società a basse emissioni che utilizzi fonti di energia rinnovabile integrate a Smart Grid di ultima generazione e alle comunità di veicoli elettrici di tutto il mondo".

martedì 4 ottobre 2011

NISSAN e General Electric per le smart grid domestiche bidirezionali e le rinnovabili

Accordo tra Nissan e GE per promuovere la diffusione delle auto elettriche

Collaborazione fra le due aziende per lo sviluppo di nuove tecnologie finalizzate ad accelerare l'ingresso della mobilità elettrica nella vita di tutti i giorni

Con l'obiettivo di dare impulso all'elettrificazione dei trasporti, GE e Nissan hanno siglato un accordo di collaborazione, della durata di due anni, che punta ad accelerare lo sviluppo di infrastrutture di ricarica efficienti, affidabili e intelligenti per promuovere l'adozione su vasta scala di veicoli elettrici come Nissan LEAF.
Le attività di ricerca congiunte di GE e Nissan si concentreranno principalmente su due aree.  La prima riguarda l'integrazione delle auto elettriche negli impianti domestici e commerciali, mentre la seconda interessa le dinamiche di ricarica e l'impatto che la circolazione di milioni di auto elettriche avrà in futuro sulla rete.
Stand-alone Energy System with "LEAF to Home" “Gli Stati Uniti e il resto del mondo hanno imboccato la strada della mobilità elettrica, e per il settore automobilistico questo significa allacciare rapporti di collaborazione che vanno al di là del tradizionale panorama dei costruttori automobilistici,” ha detto Mark Little, Senior Vice President e Director di GE Global Research. “Tra i nuovi interlocutori ci sono innanzitutto le aziende che producono e distribuiscono energia. GE, in quanto importante fornitore di impianti e servizi per l'energia, ha tutte le carte in regola per aiutare il settore automobilistico ad alimentare milioni di veicoli elettrici attraverso la rete.”
“Le collaborazioni come questa partnership per la ricerca siglata con GE consentono a Nissan di rafforzare il suo impegno per una mobilità a emissioni zero su vasta scala”, ha spiegato Carla Bailo, Senior Vice President per le attività di ricerca e sviluppo di Nissan Americas. “Con le sue vaste competenze nel settore dell'energia, GE potrà aiutare Nissan a preparare il mercato alla diffusione di auto elettriche come Nissan LEAF e ad offrire più valore ai nostri clienti, sia oggi che in futuro.” 
Con questa partnership di Ricerca e Sviluppo, due grandi aziende che operano in importanti settori industriali collaboreranno allo scopo di promuovere l'adozione delle auto elettriche. GE, che produce o distribuisce il 25% dell'elettricità mondiale, apporterà tutto il suo know-how in fatto di infrastrutture energetiche per rispondere a una sfida di portata globale: integrare milioni di veicoli elettrici nella rete. Con il modello totalmente elettrico Nissan LEAF, Nissan è la casa automobilistica leader sul fronte dei veicoli a emissioni zero ed è impegnata a sviluppare nuove tecnologie e partnership per velocizzare la diffusione su vasta scala delle auto elettriche e per garantirne l'integrazione nella rete.
Nelle due aree oggetto di ricerca sono già stati avviati diversi progetti. Uno di questi vede i ricercatori delle due aziende impegnati a studiare il modo di inserire le auto elettriche come Nissan LEAF nel concetto generale di Smart Home di GE. Gli ingegneri di Nissan stanno sviluppando delle soluzioni per collegare in maniera integrata il veicolo all'impianto elettrico delle abitazioni, cercando anche di capire come l'aggiunta di un'auto elettrica può incidere sui costi dell'elettricità e modificare i carichi elettrici domestici complessivi.
In un altro studio, i ricercatori utilizzeranno i dati aggregati sui consumi ed effettueranno sofisticati esperimenti di simulazione e modellazione per analizzare l'effetto che milioni di auto elettriche potrebbero avere sul nostro sistema di distribuzione dell'elettricità.
In tutti questi progetti, si cercherà di dare una risposta a una serie di importanti domande. Ad esempio:
Come sfruttare i sistemi di gestione intelligente dell'energia utilizzati nelle case e negli uffici per supportare la gestione delle operazioni di ricarica degli EV? Come approfittare dei sistemi di immagazzinamento dell'energia e delle fonti rinnovabili, come i pannelli solari domestici, per gestire e soddisfare in maniera affidabile il fabbisogno energetico delle auto elettriche? Esistono, ad esempio, delle soluzioni innovative per collegare direttamente le stazioni di carica alle fonti di energia rinnovabili?
I ricercatori di Nissan stanno studiando l'impiego del flusso energetico a due vie tra il veicolo e l'abitazione, attraverso la presa di ricarica rapida basata sullo standard CHAdeMO, quale soluzione per ridurre i consumi elettrici nelle ore di massima domanda, o per utilizzare il veicolo come sistema energetico di emergenza. Dal canto loro, i ricercatori di GE hanno avviato dei programmi per capire in che modo utilizzare questi sistemi per soddisfare le esigenze di ricarica dei veicoli senza pesare eccessivamente sulla rete.
L'attività di GE sarà condotta principalmente presso il suo centro ricerche di Niskayuna, a New York, dove gli ultimi studi sui trasporti elettrici e le tecnologie per le "smart grid" favoriranno i programmi di ricerca congiunti. Nissan svolgerà invece le proprie attività di ricerca, che si concentreranno anche sull'integrazione della tecnologia di ricarica veicolo-casa, presso il Nissan Technical Center North America, situato a Farmington Hills, con il supporto del Nissan Advanced Technology Center giapponese.

venerdì 5 agosto 2011

Nissan rivela V2Home il nuovo sistema di fornitura dell'energia elettrica tramite Nissan LEAF



Con V2Home e un semplice upgrade del software CHAdeMO di gestione della ricarica il flusso di energia diventa bidirezionale

Attraverso un nuovo sistema messo a punto dalla Nissan, l’energia accumulata nella batteria della vettura elettrica auto dell'anno 2011 può essere fornita all’abitazione in caso di interruzioni di corrente o cali di tensione. Il dispositivo potrebbe raggiungere il mercato già nel 2011.


Novità avanzata nel campo dell'energia in casa Nissan. Il gruppo automobilistico ha presentato V2Home, un innovativo sistema che permette alle batterie agli ioni delle Leaf di “condividere” la propria energia con le abitazioni. Il dispositivo è in fase di sperimentazione a Kan-kan-kyo, una casa costruita dalla Sekisui House Ltd, di fronte al quartier generale della Nissan a Yokohama, teatro anche del Smart Network Project, in modo da permettere alla società automobilistica di continuarne lo studio e lo sviluppo per allinearlo completamente agli attuali sistemi di alimentazione elettrica.
Attraverso ‘V2Home’, l’energia accumulata nella batteria della Leaf durante una ricarica può essere fornita all’abitazione in caso di interruzioni di corrente o cali di tensione, semplicemente collegando la macchina al pannello elettrico della casa e utilizzando un connettore collegato alla porta di ricarica veloce dell’auto. Completamente carica, una batteria al litio con una capacità di 24kWh sarebbe in grado di soddisfare le esigenze energetiche di una famiglia media giapponese per circa due giorni (che consumi 10-12 kWh al giorno).


(Attivare i sottotitoli in inglese)

Il sistema possiede una potenza di 6 kW, una tensione di 200V ed è controllato da un sistema PWM sinusoidale; ancora nelle sue prime fasi di sviluppo, ha già ottenuto l’accreditamento dall’Associazione CHAdeMO in quanto in grado di soddisfare gli standard di comunicazione richiesti per la ricarica veloce (ma in questo caso con una potenza molto inferiore agli impianti stradali) e stando ai piani della Nissan potrebbe arrivare sul mercato a primavera 2012. Tutte le Nissan Leaf vendute dal novembre 2010 possono essere compatibili con l'apparato bidirezionale dopo un semplice upgrade del software.
Se il dispositivo fosse installato a bordo veicolo peserebbe 30 kg dato che dovrebbero essere aggiunte le protezioni elettriche (magnetermiche e differenziali) dal costo di circa 500 euro presenti in un normale inverter per piccoli impianti fotovoltaici domestici.
Nel contesto del noto programma della casa giapponese volto alla realizzazione di una società a emissioni zero, si è tenuta la presentazione nella "Kan-kan-kyo"*1, una residenza realizzata da Sekisui House Ltd. di fronte al quartier generale di Nissan a Yokohama. La casa automobilistica continuerà a sviluppare e studiare come adeguare e connettere in modo completo il sistema alla attuale rete elettrica. Nissan intende commercializzare il sistema in Giappone entro l'anno fiscale in corso, attraverso il supporto di una serie di partner interessati al relativo sviluppo e distribuzione.
Il sistema in questione consente di alimentare un’abitazione con l'energia accumulata nelle batterie agli ioni di litio di grande capacità presenti sulla Nissan LEAF, attraverso un collegamento diretto con il quadro di distribuzione realizzato tramite il connettore inserito nella presa per la ricarica rapida della vettura. Il connettore, altamente versatile, sicuro e affidabile è conforme allo standard della CHAdeMO Association per i caricatori rapidi, adottato a livello globale.
Grazie a questo sistema, le batterie agli ioni di litio della Nissan LEAF funzionano come batterie di accumulo per le abitazioni in caso di blackout o crisi energetiche: con una capacità di 24kWh, una batteria agli ioni di litio è in grado di alimentare un'abitazione per circa due giorni*2.
Il passo successivo sarà la fornitura stabile di elettricità alle abitazioni e la riduzione della domanda di picco dell'elettricità, tramite la ricarica di Nissan LEAF nel periodo notturno o attraverso fonti rinnovabili, come l'energia solare, per utilizzarla poi nelle ore diurne in cui la domanda è maggiore.
Oltre a fornire elettricità questo sistema consente inoltre di ricaricare la vettura. Gli attuali possessori di Nissan LEAF saranno in grado anche di utilizzare questo sistema*3.


Dati tecnici del sistema

Sistema di controllo della potenza (PCS)
- Potenza: 6kW
- Sistema di controllo: sistema PWM sinusoidale
- Potenza sistema: 200V monofase a tre fili

Pannello operatore
- Display per la commutazione tra carica ed erogazione
- Display per potenza batteria, tensione in uscita e corrente in uscita

Dati tecnici connettore Nissan LEAF
- Connettore carica rapida (Dati tecnici CHAdeMo)

Nissan LEAF
- Adattamento del software di gestione di bordo alla funzione di fornitura dell'elettricità all'abitazione, oltre alla funzione di ricezione.

NOTE
*1: ‘Kan-kan-kyo’: Una residenza dimostrativa costruita da Sekisui House nell'ambito del progetto "Smart Network Project" su commissione del Ministero degli Interni e delle Comunicazioni.
Residenza: struttura in legno SHAWOOD, "The Gravis", realizzata secondo le specifiche per le abitazioni ecologiche "Green First"
Indirizzo: 5-1-17, Minatomirai, Nishi-ku, Yokohama City, Kanagawa (Block 54)
URL: http://www.sekisuihouse.co.jp/snpj-kankankyo/
Organizzatori dell'iniziativa "Smart Network Project": NTT DOCOMO, INC., NEC Corporation, NAMCO BANDAI Games Inc. e Sekisui House Ltd.

*2 Consumo medio di elettricità di un'abitazione standard in Giappone: 10~12 kWh/giorno
*3 A seguito dell’adesione al programma di fornitura dell’elettricità da sottoscrivere separatamente.

lunedì 30 maggio 2011

Mobilità elettrica, smart grid, innovazione

La tempesta d'innovazione che sta arrivando inonderà di concetti nuovi diversi fronti. Applicazioni innovate alla fine del decennio, ma anche prima. Ecco alcuni spunti.



Batterie: L'azienda Coulomb, con sede a Cambell, in Calfornia, ha ricevuto un finanziamento di 15 milioni di dollari lo scorso anno dal DOE (Department of Energy), più 22 milioni di finanziamenti privati, per installare 4600 stazioni di ricarica sul territorio statunitense entro la fine del 2011. In California ne saranno installate 1600 complessive, oltre 1400 in più di quelle attualmente esistenti. La spinta principale proviene dall’aumento dei prezzi dei carburanti, già sensibile adesso, ma destinato a peggiorare nei prossimi anni a causa dell’incremento esponenziale di “fame energetica” nei paesi in via di sviluppo. Il DOE sta anche finanziando la ricerca sulle batterie per autotrazione, con lo scopo di dimezzarne i costi e raddoppiare o triplicare la densità di energia entro i prossimi 3 o 4 anni: come dire che anziché una batteria da 10 kg, 900 euro e 100 km di autonomia oggi, nel 2015 sarà possibile percorrere la stessa strada con uno scooter con una batteria di 3 o 4 chili del costo di 450 euro, con una durata della stessa di forse più dei 1500 cicli di ricarica attuali. Obiettivo è produrre veicoli elettrici che costino tra i 14.000 e i 17.000 euro e che percorrano oltre 560 km con una singola ricarica e che possano essere ricaricati in meno di 5 minuti presso aree di servizio molto simili agli attuali distributori di carburanti. Tre anni fa in USA si produceva l’1% delle batterie del mondo, mentre ora è in programma di costruire 30 impianti di produzione di batterie, con la creazione di molti nuovi posti di lavoro.

Rete: Secondo un recente studio di Ricardo-National Grid (NG è il gestore della rete elettrica inglese) è possibile avere fra dieci anni servizi per la rete dai veicoli elettrici per aggiungere fra dieci anni un 6% in più di capacità di bilanciamento alla Rete UK  (+10% di notte) utilizzando le batterie dei veicoli elettrici connessi in rete per dare servizi alla rete stessa (servizi V2G). Si stima che la remunerazione dei servizi resi sarà di circa 50 sterline/anno (pari al 18% del costo annuale della ricarica del veicolo in UK). Anche nel resto d'Europa e auspicabilmente persino in Italia, fra dieci o 15 anni il numero dei veicoli elettrici circolanti (e le loro batterie, organizzate in cluster da operatori della filiera che facciano da aggregatore...) potrebbe essere di un certo interesse per un'applicazione del genere, senza che questo provochi troppi problemi per l'utilizzatore/proprietario dell'EV o alla batteria (vita utile). In sostanza, dovrebbe essere individuato un accordo in base al quale per un certo numero di ore al giorno o della notte l'elettroautomobilista, se e quando vuole, mette a disposizione un quantitativo di potenza (kW) e una certa percentuale di capacità della batteria (ad esempio il 40%) di un soggetto che si occupa di raccogliere le disponibilità e di creare cluster virtuali di batterie, indipendentemente da dove si connettano i veicoli, che possano essere visti dal gestore di rete, locale o meno, come accumuli "virtuali" di una certa consistenza minima. Il 40% della capacità della batteria non è una scarica profonda che dà particolarmente fastidio alla batteria, tenendo conto che un ciclo è definito come l'insieme di cariche e scariche parziali, frazionali, che corrispondono al consumo completo di una carica. Ad esempio, una batteria di una berlina media da 25 kWh di oggi (in futuro, anche di più) potrebbe mettere a disposizione della rete 2,5 kW per 4 ore (lasciando nella batteria circa 15 kWh, sufficienti per fare comunque un centinaio di chilometri in città...). Per raggiungere una soglia minima del cluster virtuale sarebbe sufficiente in una zona avere qualche migliaio di veicoli elettrici con una media batteria. Quando l'automobilista sa che non può mettere a disposizione della rete energia, comunica con l'applicazione di comunicazione mobile del veicolo (concetto sempre più diffuso) alla rete che per le successive  "x" ore la sua batteria è indisponibile. Gli scambi fra batteria del VE e rete andrebbero valorizzati. Questi scambi potrebbero anticipare il break-even dell'automobilista elettrico. Peraltro la batteria del veicolo dopo una vita utile a bordo di 8-10 (con un utilizzo automotive "tranquillo") ha ancora un valore residuo molto consistente per essere utilizzata off-board come elemento di storage fisso che è un'applicazione altrettanto tranquilla, sia singolo che modulare, per altri 10-12 anni almeno.



Opportunità e dinamiche di sviluppo: Insomma, il futuro che ci aspetta è un futuro con più elettricità e meno energia primaria. Soprattutto l’elettrificazione dei trasporti individuali (su gomma, quindi) comporterà, nei prossimi decenni, un mutamento delle logiche di consumo dell’energia. Gli studi sulle nanotecnologie che oggi infondono i prodotti allo studio di società come FastCap potrebbero portare a risultati industriali sui sistemi di accumulo dell’energia tali da far mutare completamente, nell’arco di alcuni decenni, la composizione del parco di autoveicoli. L’aumento, da una parte, della capacità delle batterie a bordo dei veicoli, mantenendo elevate prestazioni e ridotte dimensioni, e la riduzione, dall’altra, dei tempi di ricarica a tempi compatibili con una breve attesa a una "stazione di rifornimento elettrico" saranno i due fattori su cui si misurerà la velocità della rivoluzione della mobilità elettrica. La prospettiva entro cui inquadrare correttamente la "tempesta di innovazione" che sta per arrivare sul settore elettrico è, dunque, più generale: non riguarda solo le reti elettriche in senso stretto, ma investe l’intero sistema, comprendendo gli usi finali dell’energia, inclusi quelli oggi non praticati se non in modo assolutamente trascurabile, come la mobilità elettrica (individuale e commerciale). È auspicabile che il traguardo finale di un simile processo veda sempre al centro l’utente del sistema: produttori, consumatori e coloro, e sono sempre di più, che fanno entrambe le cose (o prosumer).




Deve scattare qualcosa nelle nostre menti di consumatori responsabili: Quindi più elettrificazione e più innovazione, per non soccombere all'aumento dei costi delle fonti di energia che sostengono le attività quotidiane, che oggi diamo per scontate. Il nuovo spot dell'Alleanza Renault-Nissan è una vera e propria campagna di comunicazione educativa, che fa vedere cosa vuol dire subire il sottosviluppo immobile, insalubre e costoso:



Scelte: Per trasformare questi concetti in scelte, è in atto un travagliato processo, ma forse ci siamo vicini. Per incentivare l’acquisto delle vetture elettriche in Italia è da poco ripartito l’iter dalla Camera per arrivare ad una proposta di legge che possa riuscire a smuovere qualcosa in tale ambito. Il testo definitivo della proposta, rielaborato dopo che ne sono stati scritti diversi, arriverà in aula entro giugno per poi iniziare a discutere sui possibili emendamenti. Le commissioni riunite hanno costituito un comitato ristretto che dovrebbe occuparsi di formulare un testo che istituisca gli incentivi statali. Proprio sugli incentivi sia all’acquisto di vetture elettriche sia alla realizzazione delle infrastrutture necessarie si è già d’accordo. Se si riuscisse a portare alla Camera il testo entro giugno, allora si potrebbe arrivare ad un decreto legge che potrebbe essere valido dal 2012. I lavori dell'indagine conoscitiva si sono conclusi con la missione a Capena (Roma) del 12 aprile 2011, presso la sede della società Nissan. L'On. Mario VALDUCCI, presidente delle Commissioni Riunite IX e X, il 25 maggio 2011 ha presentato il seguente resoconto:

Resoconto della missione a Capena (Roma) del 12 aprile 2011, presso la sede della società Nissan. 
COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE
Lo scorso 12 aprile una delegazione delle Commissioni IX (Trasporti) e X (Attività produttive, commercio e turismo) si è recata in missione allo stabilimento Nissan di Capena, nell'ambito dell'esame, in sede referente, delle proposte di legge C. 2844 Lulli e C. 3553 Ghiglia recanti «Disposizioni per favorire lo sviluppo della mobilità mediante veicoli che non producono emissioni di anidride carbonica». Hanno partecipato, per la IX Commissione, il presidente , Mario Valducci, e i deputati Giorgio Simeoni e Carlo Monai, per la X Commissione, la presidente, Manuela Dal Lago, e i deputati Lella Golfo, Andrea Lulli e Gabriele Cimadoro.
La giornata è iniziata con l'intervento dell'amministratore delegato di Nissan Italia, Andrea Alessi, che ha svolto una presentazione sulle tematiche connesse alla tutela ambientale e alla riduzione delle emissioni di CO2 generate dall'azienda automobilistica, a livello sia di filiera produttiva sia di veicoli prodotti e commercializzati. Alessi ha preliminarmente evidenziato come obiettivo dell'azienda sia azzerare le emissioni attraverso la produzione e la diffusione di una gamma di veicoli totalmente elettrici, tra i quali la Nissan Leaf (che ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di «Auto dell'anno 2011») rappresenta il primo progetto di un'autovettura totalmente elettrica prodotta in serie per il mercato mondiale e già commercializzata in tre continenti (Giappone, Nord America, alcuni Paesi europei: Portogallo, Irlanda, Regno Unito e Paesi Bassi). Il CEO di Nissan ha illustrato il percorso che ha portato l'Alleanza Nissan e Renault a giocare un ruolo di grande importanza nello scacchiere mondiale della trazione elettrica, a cominciare dai 4 miliardi di euro finora investiti per lo sviluppo di progetti di veicoli alimentati elettricamente. Le caratteristiche tecniche dei nuovi veicoli - ha sottolineato - consentono un elevato livello di autonomia (fino a 175 Km) sufficiente a coprire oltre l'80 per cento degli spostamenti quotidiani della popolazione europea residente soprattutto nelle grandi aree metropolitane. Di particolare interesse sono i dati relativi all'efficienza dei veicoli elettrici in confronto ai motori a combustione interna: si passa dal 18 per cento dei motori a benzina evoluti al 90 per cento dei veicoli elettrici. Rilevante appare, peraltro, l'analisi dei consumi energetici dal «pozzo alla ruota» (well to wheel). In questo caso si tiene conto delle emissioni di CO2 generate in fase di produzione dell'elettricità. Per effettuare un confronto corretto con le emissioni di CO2 delle autovetture, bisogna includere le emissioni di anidride carbonica derivanti dalla produzione benzina/diesel. Con il mix attuale di centrali in Europa, un'auto elettrica emetterebbe 55 gr/Km di CO2 nel processo well to wheel. Secondo i dati forniti dalla Nissan, nel 2007, le emissioni medie del parco macchine UE erano di 187 gr. di CO2 /Km.
La parte della relazione dell'amministratore delegato che ha destato maggiore attenzione nella delegazione parlamentare è stata quella relativa agli incentivi governativi dei singoli Stati europei indirizzati a favore di auto a trazione elettrica. È stata presentata una tabella (vedi infra) sugli incentivi massimi governativi riconosciuti in altri Paesi europei dalla quale si evince che la media continentale di incentivazione della mobilità elettrica si posiziona intorno ai 5 mila euro. Si passa dalla Danimarca, Paese che offre il maggior sostegno con un bonus di 19.500 euro sia per i privati sia per le aziende che acquistano un veicolo elettrico, al Portogallo che prevede un bonus per i privati di 5.000 euro, più 1.500 euro di rottamazione, più l'esenzione di 155 euro ogni anno per il bollo. L'attuale normativa italiana prevede l'esenzione del bollo (200 euro/anno) per 5 anni.

I presidenti Mario Valducci e Manuela Dal Lago hanno avuto parole di apprezzamento per i cospicui passi avanti promossi dalla tecnologia per le vetture elettriche. L'uno ha precisato che i provvedimenti in esame presso le Commissioni IX e X potrebbero essere approvati a breve, in un testo unificato, dalla Camera dei deputati per favorire la commercializzazione in Italia di auto elettriche. L'altra ha richiamato l'opportunità di intervenire con incentivi mirati per i mezzi a minore inquinamento al fine di conseguire una riduzione positiva delle emissioni di CO2, priorità europea, oltre che italiana, già ben definita. Posizioni condivise da tutti i parlamentari che hanno partecipato alla missione, i quali hanno altresì evidenziato l'esigenza di dotare il Paese di infrastrutture idonee a favorire la mobilità sostenibile, prevedendo anche libero accesso ai centri storici e parcheggi gratuiti per i veicoli elettrici.
La visita si è conclusa con una prova su strada della Nissan Leaf su un percorso extraurbano che ha consentito ai parlamentari di verificare le innovazioni tecnologiche del veicolo elettrico, nonché l'assenza di emissioni acustiche e inquinanti.



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OLANDA6.78313.923
NORVEGIA9.9529.952
PORTOGALLO5.000 1.500 rottamazione 155 euro/anno esenzione bolloEsenzione tasse (da 900 a 2.031) 155/anno esenzione bollo
SPAGNA6.4806.480
GRECIA3.5633.563
AUSTRIA2.8502.850
SVIZZERA2.0121.359
FINLANDIA1.8111.811
GERMANIA925925
ITALIAEsenzione bollo per 5 anni 200 euro/annoEsenzione bollo per 5 anni 200 euro/anno
SVEZIA570570
Nota: valori espressi in euro. Aggiornato al 15 febbraio 2011. Bonus massimi previsti secondo le normative dei singoli Paesi.

lunedì 21 febbraio 2011

Una strategia per i veicoli elettrici anche in Italia


Forse stanno cominciando ad arrivare i fatti in risposta alle domande del nostro post circa le azioni e le politiche che mettono in programma diverse realtà in Italia, mettendole a sistema per attivare un necessario sviluppo economico sostenibile, in pratica: fare di più con meno e meglio e... per tutti. Finalmente? Qui un lucido punto della situazione. E Milano parte.


Enel: nel 2020 i veicoli elettrici saranno sicuramente il 5% delle immatricolazioni, anche in assenza di una specifica politica nazionale. Saranno auspicabilmente molti di più per lo sviluppo economico e sostenibile del Paese con una oculata politica. Può essere fatto ed è necessario. C'è un buon inizio in Puglia con un progetto integrato su scala regionale. Decisiva sarà la sinergia orizzontale su scala nazionale tra istituzioni, aziende, case automobilistiche per la promozione del mezzo elettrico, gli incentivi all'utilizzo, la semplificazione della regolamentazione, la creazione di infrastrutture di ricarica. Emilia: al via un coordinamento su scala regionale per la mobilità elettrica. Piemonte: la Regione firma un bando da un milione di euro in collaborazione con altri enti europei su mobilità elettrica e innovazione con scadenza il 31 marzo. A Roma alleanza fra Acea e Enel e a Torino un progetto pilota per la città.


Nel 2020 i veicoli elettrici potranno costituire il 5% delle immatricolazioni in una forchetta che potrebbe essere anche maggiore se vi sarà collaborazione tra istituzioni, aziende e cittadini. La Toscana, con la sperimentazione che stiamo facendo a Pisa è uno degli elementi di forza della mobilità elettrica.
Enel crede che la mobilità elettrica da sola non sarà la soluzione a tutti i problemi del traffico, ma rappresenta senza dubbio una parte importante della risposta. Nel contesto del progetto E-mobility Italy, che Enel e Smart promuovono a Milano, Roma e Pisa, si sperimenta positivamente l'utilizzo dell'auto elettrica: a Pisa ci sono già 36 colonnine di ricarica nelle vie della città ed una decina di Smart circolanti. Presto saranno consegnate tutte le 25 Smart per capire abitudini, bisogni e possibilità di sviluppo su larga scala della mobilità elettrica a partire dal 2012.
Decisiva in questo senso sarà la sinergia tra istituzioni, aziende, case automobilistiche per la promozione del mezzo elettrico, gli incentivi all'utilizzo, la semplificazione della regolamentazione, la creazione di infrastrutture di ricarica. Enel sta cominciando alcuni progetti pilota, in partnership con case automobilistiche e con accordi con gestori di grandi flotte di mezzi, oltre all'impegno per le Smart Grids, reti elettriche intelligenti che prima della fine del decennio consentiranno di mettere in dialogo tramite la rete i siti di generazione diffusa anche da fonte rinnovabile con le utenze, utilizzando l'auto elettrica anche per lo stoccaggio di energia.


Puglia, mobilità elettrica e Smart Grids: una intera regione laboratorio dello sviluppo economico sostenibile
Il direttore della Divisione Infrastrutture e reti di Enel, Livio Gallo ha incontrato il presidente della Regione Puglia per dare vita a due progetti dedicati a fonti rinnovabili ed efficienza energetica
Prosegue senza sosta l’impegno di Enel nel Mezzogiorno d’Italia. Dopo l’accordo, nel dicembre scorso, tra la Regione Puglia ed Enel.si, per lo sviluppo delle energie rinnovabili attraverso l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti e sui lastrici solari, il Gruppo ora lancia altre due iniziative che portano innovazione nel territorio pugliese.
Il direttore della Divisione Infrastrutture e reti di Enel, Livio Gallo, ha infatti incontrato il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola per fare il punto sui programmi di ammodernamento e di innovazione della rete elettrica pugliese.
Sono partiti così due investimenti legati a “Poi Energia”, il programma operativo interregionale che coinvolge Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, finalizzati all’aumento della quota di energia da fonti rinnovabili attraverso un progetto di potenziamento degli impianti di distribuzione finanziato con 35 milioni e al miglioramento dell’efficienza energetica, tramite un’iniziativa di implementazione delle Smart Grids con una dotazione di 13 milioni. Entrambi i progetti sono già in fase di attuazione dopo la firma delle convenzioni e costituiscono la base per un programma più ampio di collaborazione con Enel Distribuzione per fare della Puglia un modello di avanguardia.
“Avremo 250-300 colonnine di ricarica su tutto il territorio e nel 2012 cominceranno a operare alcune di esse”, ha annunciato Gallo, a proposito del grande progetto pilota sulla mobilità sostenibile. “A oggi – ha aggiunto – la limitazione è data dalla presenza di autovetture elettriche: abbiamo accordi con Mercedes, Nissan, Toyota ma la disponibilità di auto comincerà a partire dal 2012”.
Anche sul fronte delle reti intelligenti, il passo è veloce. Sfruttando le peculiarità della regione, Enel sta infatti sviluppando una Smart Grids in grado di assicurare l’uso razionale dell’energia, dare un contributo concreto allo sviluppo sostenibile e consentire di accedere a tecnologie innovative come quella dell’auto elettrica, i porti verdi o l’illuminazione a Led. Unendo quindi l’elettromeccanica, l’elettrotecnica, l’informatica e le telecomunicazioni, saranno realizzati sistemi per trasportare grandi masse di dati, per elaborarle ed essere capaci di utilizzare meglio l’energia disponibile. “Possiamo costruire un progetto per rendere la Puglia una regione intelligente che, grazie alle Smart Grids, possa essere modello di riferimento per l’Europa”, ha commentato Livio Gallo. Secondo il governatore pugliese, si tratta “da un lato di ottimizzare l’infrastruttura e di renderla un vettore efficace, collegandosi il più rapidamente possibile alle fonti di energia, dall’altro di spremere il limone fino all’ultima goccia”.



Il modo di generare energia sta profondamente cambiando. Accanto al paradigma tradizionale “centralizzato”, con pochi grandi punti di produzione ed una rete con il principale compito di trasportare l’energia prodotta verso gli utenti, si sta affermando un nuovo paradigma “distribuito”, dove molto spesso lo stesso utilizzatore finale diviene auto-produttore di energia. La transizione verso il nuovo paradigma sembra ormai avviata ma vi sono diverse barriere da rimuovere perché il suo potenziale possa svilupparsi appieno. Una fra queste, indubbiamente tra le più significative, è quella delle infrastrutture e delle connessioni di rete, che devono “cambiare mestiere” e divenire sempre più in grado di comandare flussi bi-direzionali (da e verso l’utente) di energia, controllare una molteplicità di punti di immissione, ottimizzare i processi di load management in un contesto caratterizzato da fonti (quali quelle rinnovabili) con una forte discontinuità ed una bassa prevedibilità. Per rispondere a queste problematiche è necessario che la rete ed i dispositivi di generazione elettrica “distribuiti” diventino più “informatizzati” ed in grado di dialogare fra loro. Una sfida che deve essere raccolta sui due fronti: dalle imprese ICT che devono adattarsi ad un contesto estremamente peculiare quale la generazione di energia e dalle imprese di tecnologie nel settore delle rinnovabili, vere abilitanti delle cosiddette smart grid.




Emilia-Romagna il sistema regione per la promozione della mobilità elettrica
Mentre continua a svilupparsi il progetto E-mobility Italy, avviato in collaborazione con Daimler, Enel si è resa protagonista di un’altra rilevante iniziativa in campo di mobilità sostenibile tramite l’intesa stretta con la Regione Emilia Romagna lo scorso 3 dicembre. La firma ha avuto come cornice l’edizione 2010 del Motor Show, dove l’utility italiana figurava come sponsor principale del progetto “Electric City”. Al salone felsineo erano infatti presenti i colonnini di ricarica realizzati da Enel, sia lungo il percorso indoor interno al padiglione 30 creato per i test drive per il pubblico dei veicoli elettrici sia negli spazi espositivi di Smart e Renault. Erano presenti l’assessore alla Mobilità e Trasporti della Regione Alfredo Peri, il presidente di Enel Piero Gnudi, Livio Vido (Enel Ingegneria e Innovazione Spa), Livio Gallo (Enel Distribuzione Spa), il commissario straordinario del Comune di Bologna Annamaria Cancellieri, il sindaco di Reggio Emillia Graziano Delrio, gli assessori alla Mobilità dei Comuni di Reggio Emilia e Rimini, Paolo Gandolfi e Juri Magrini. “Con questo accordo siamo nella parte concreta e operativa dell'innovazione – aveva dichiarato Peri in occasione della firma. Questo protocollo inoltre ha una dimensione regionale: portiamo quindi tutto il sistema dell'Emilia-Romagna in una scommessa che comincerà a vedere i primi frutti operativi dall'anno prossimo. Coinvolgiamo le città, e quindi l'accordo si inserisce nell'organizzazione della mobilità urbana. Vogliamo prepararci ad avere una struttura a rete regionale, che sia in grado anche di far percepire ai cittadini che c'è in atto una rivoluzione nel campo delle motorizzazioni, e che noi stiamo già attrezzandoci per coglierla sin dall'inizio, come protagonisti attivi”. “Abbiamo siglato una nuova, importante intesa che arricchisce l'impegno di Enel per la mobilità elettrica, uno dei numerosi fronti che ci vedono impegnati nello sviluppo di nuove tecnologie a favore dell'ambiente” era stato invece il commento di Gnudi.
Il protocollo prevede progetti pilota, basati sullo sviluppo di un’infrastruttura innovativa per la ricarica dei veicoli elettrici, pubblici e privati, per il trasporto di persone e merci. Tre i Comuni coinvolti: Bologna che, come capoluogo di regione, caratterizzato da un sistema di mobilità complesso e articolato, può diventare un valido terreno di sperimentazione per la mobilità elettrica e la rete di ricarica, in particolare per spostamenti di area metropolitana; Reggio Emilia, che rappresenta un’eccellenza nella mobilità elettrica (in città e provincia è già attiva una vasta “flotta” di alcune centinaia di auto elettriche grazie al supporto di Til srl) e può garantire una base di esperienza e una disponibilità di mezzi per nuove sperimentazioni; e infine Rimini, dove avviare una sperimentazione di mobilità elettrica riferita al target turistico. Enel installerà complessivamente una sessantina di infrastrutture (che rappresentano una parte del sistema) per ricaricare i veicoli elettrici, suddivise fra i tre Comuni. La rete di ricarica verrà definita con un lavoro congiunto di pianificazione che terrà conto delle esigenze degli utilizzatori, dei flussi di traffico cittadino, dei regolamenti in vigore per la mobilità, delle specificità dei trasporti pubblici e delle caratteristiche urbane della città coinvolte nel progetto. I tre progetti pilota verranno quindi sviluppati con un programma congiunto che preveda l’individuazione dei contenuti della sperimentazione, la redazione di un piano di mobilità elettrica per ogni città e la definizione dei relativi investimenti nelle infrastrutture di ricarica. Un piano di implementazione includerà poi lo sviluppo reti, il piano di introduzione delle auto/flotte, la selezione dei clienti per la sperimentazione e il customer management. Il monitoraggio dei risultati permetterà infine di preparare il piano di estensione del programma complessivo. 
I veicoli elettrici utilizzati per le sperimentazioni nelle tre città saranno alimentati almeno per il 50% con energia certificata RECS, un sistema di certificazione internazionale per lo sviluppo delle fonti rinnovabili come acqua, sole, vento e calore della terra. Enel assisterà inoltre la Regione e i Comuni nei rapporti con le case automobilistiche più impegnate nei progetti di mobilità elettrica, con cui ha già sviluppato vorrà sviluppare accordi di cooperazione e progetti pilota. Secondo quanto previsto dal protocollo, la Regione e i Comuni coinvolti s’impegnano a studiare ed eventualmente sviluppare e integrare all’interno del programma altre iniziative di mobilità elettrica, anche attraverso collaborazioni e intese con aziende, enti, associazioni di categoria, Università e centri di ricerca. Punto qualificante del protocollo, l’individuazione e la proposta di misure di ordine regolatorio, normativo e amministrativo che incentivino e semplifichino l’uso della mobilità elettrica, anche presso gli organi nazionali competenti: il ministero dell’Ambiente, il ministero dello Sviluppo Economico e l’Autorità per l’energia elettrica e il gas.

Sessanta colonnine da Enel, una quarantina da Hera. Si sta delineando così un primo asse della mobilità elettrica, a beneficio dei cittadini che abitualmente si muovono sulla direttrice delle città lungo la via Emilia, che troveranno punti di ricarica a intervalli di circa 30 chilometri fra Reggio Emilia e Rimini. 
Dopo la sigla, nel dicembre scorso, del protocollo d’intesa con Enel e i Comuni di Bologna, Reggio Emilia e Rimini, la Regione ha stretto ora un patto con un nuovo gestore – Hera SpA – ampliando la rete dei Comuni (con l’ingresso di Modena e Imola) coinvolti nel piano “Mi Muovo elettrico”. Due i progetti pilota previsti dal programma “L’Hera della mobilità elettrica in Emilia-Romagna”, uno per il Comune di Imola e l’altro per il Comune di Modena, basati sullo sviluppo di infrastrutture innovative – una quarantina in tutto, che verranno istallate entro la fine dell’anno 2011 – per la ricarica dei veicoli elettrici destinati al trasporto di persone e di merci, da installare in sede sia pubblica che privata. 
La fase di avvio della sperimentazione comporterà un investimento da parte di Hera per la realizzazione e l’installazione delle infrastrutture. La Regione e i Comuni di Modena e Imola coinvolgeranno i propri uffici competenti e, dove necessario, le agenzie della mobilità e le aziende di servizio pubblico nel campo della mobilità, del trasporto pubblico e dell’energia.




Piemonte, mobilità elettrica e innovazione: la Regione firma un bando da un milione di euro. Scadenza entro il 31 marzo.
La Regione Piemonte punta a dare impulso a nuove idee nel campo della mobilità elettrica attraverso un bando da un milione di euro, che offre agevolazioni a progetti innovativi che possano cambiare radicalmente il modo di concepire gli spostamenti umani, passando, naturalmente, per la sostenibilità. La scadenza per presentare i propri progetti è prevista per il 31 marzo. Possono partecipare piccole e medie imprese, imprese e centri di ricerca piemontesi.
Si tratta di un milione di euro, facenti capo al Programma 2006/10 per le attività produttive, che la Regione ha destinato al bando, volto a creare una sinergia di qualità tra la ricerca dei Paesi dell’UE in materia di mobilità sostenibile e, in particolare, di mobilità elettrica ed è un’iniziativa di largo respiro, che parte dall’Europa e da Electromobility+, il progetto che vede impegnati i Paesi membri nella creazione di soluzioni sostenibili per il futuro.
I destinatari, come ricorda una nota, sono “le piccole e medie imprese, le grandi imprese e i centri di ricerca piemontesi che dovranno creare un consorzio, con partner da scegliere tra gli Stati membri che partecipano a Electromobility+, che sono Francia, Germania, Austria, Olanda, Svezia, Norvegia, Danimarca, Finlandia, Polonia, Turchia, Regione Fiandre (Belgio), Andalusia (Spagna)”.
Un requisito fondamentale, inoltre, è che “la quota del progetto transnazionale di ricerca realizzata dall’impresa piemontese non potrà essere inferiore al 20 per cento” ovvero, la dimensione minima del progetto in termini di spesa ammissibile non può essere inferiore a 500.000 euro e la componente piemontese deve essere di importo non inferiore a 150.000 euro.
Non è certo una sfida facile, anche perché occorrerà realizzare un corretto mix tra risparmio energetico, sicurezza, durate dei nuovi veicoli. Ogni consorzio dovrà presentare un progetto di ricerca industriale o di sviluppo sperimentale che faccia capo alla mobilità elettrica. Particolare attenzione dovrà essere riservata allo sviluppo delle settore elettrico per i veicoli, ai motori ibridi, ai motori a idrogeno, alle infrastrutture, alle politiche e ai progetti economici per il potenziamento e la diffusione dei nuovi sistemi di trasporto.
Il 31 marzo è il termine ultimo per inviare le proprie domande di ammissione all’agevolazione, esclusivamente da parte del coordinatore del progetto attraverso il sistema centrale EPSS (Electronic Proposal Submission System) e rispettando le modalità di presentazione dell'istanza.



Roma. Enel e Acea hanno firmato il 28 febbraio un MoU per la mobilità elettrica a Roma e in altre regioni. Previsti 100 punti di ricarica in selezionate aree entro l'anno. 
L'amministratore delegato e Direttore generale di Enel, Fulvio Conti, e l'Amministratore delegato di Acea, Marco Staderini, hanno firmato oggi un protocollo d'intesa per lo sviluppo congiunto dell'infrastruttura di ricarica per la mobilità elettrica.
Fulcro dell'accordo, spiega una nota, la collaborazione tra le due Aziende al fine di accelerare la convergenza delle soluzioni tecnologiche di ricarica dei veicoli elettrici in un unico standard nazionale ed europeo, promuovendo presso gli enti regolatori la definizione di un assetto legislativo che favorisca la mobilità elettrica.
A questo scopo, il memorandum siglato prevede il lancio di test e progetti pilota congiunti di mobilità elettrica a Roma e in altre città e regioni italiane, a valle di specifici accordi con i soggetti istituzionali competenti; lo sviluppo nel medio termine dell'infrastruttura di ricarica per i veicoli elettrici a Roma, nonché accordi con costruttori di veicoli elettrici finalizzati alla sperimentazione e alla diffusione dei veicoli nei territori di comune interesse, e la valutazione di possibili iniziative di ricerca e sviluppo congiunte anche in ambito europeo.
"Enel sta lavorando da tempo allo sviluppo della mobilità sostenibile, a partire dalla capitale d'Italia, che è stata la prima nel nostro Paese ad avviare la rivoluzione della mobilità senza emissioni e silenziosa - ha sottolineato l'Amministratore delegato, Fulvio Conti. "Con i nostri nuovi partner e compagni di viaggio proseguiremo sulla strada della ricerca di soluzioni e standard capaci di alimentare il parco veicoli elettrici in modo sempre più avanzato e intelligente, incoraggiando così la diffusione della mobilità elettrica che può fornire un enorme contributo in termini di miglioramento ambientale delle nostre città."
"Come Acea intendiamo sviluppare soluzioni di mobilità per integrare le fonti di produzione rinnovabile (a partire dall'impianto fotovoltaico realizzato a Commercity che, con i suoi 5MWp, è il più grande in Italia in ambito urbano) e siamo quindi lieti di aver firmato questo accordo che ci consente di sperimentare con Enel le soluzioni per realizzare un'infrastruttura di ricarica efficiente e capillare" - ha dichiarato l'Amministratore delegato, Marco Staderini. 
A Roma si intende realizzare un progetto per incentivare la mobilità elettrica in ambito urbano. Per portarlo avanti c'è l'intenzione di stanziare un investimento complessivo di 650 mila euro, messi a disposizione dalla Comunità Europea e dal Ministero dell'Ambiente.

Si tratta di un investimento importante con il quale avvieremo un progetto sperimentale di micro-mobilità per la realizzazione di tre stazioni nelle quali saranno messe a disposizione dei cittadini una cinquantina di veicoli elettrici tra bici, microcar e autovetture. L'idea è quella di proporre agli utenti l'uso di tali mezzi per raggiungere la propria destinazione finale una volta scesi dai mezzi pubblici.
Il progetto, coordinato dall'Assessorato all'ambiente, coinvolge anche: Enel, Centro Trasporti e Logistica della Facoltà di ingegneria dell'Università la Sapienza, Società Sistematica ed Agenzia per la Mobilità. Con la sperimentazione della micro-mobilità, Roma Capitale amplia il ventaglio delle iniziative a favore della mobilità elettrica e sostenibile quale contributo alla lotta contro le emissioni climalteranti e l'inquinamento da traffico.


A Torino si vuole attrezzare la città per i veicoli elettrici e si punta alla promozione di un progetto pilota per la mobilità elettrica
Firmata ed approvata in Comune una mozione che impegna sindaco e giunta "ad attivarsi presso Iren (attiva anche a Genova e in alcune città dell'Emilia) e presso le case costruttrici di veicoli elettrici al fine di promuovere a Torino un progetto pilota sulla mobilità e sull'infrastrutturazione elettrica”. E' stata approvata con 31 voti favorevoli la mozione, primo firmatario Agostino Ghiglia, che “impegna il sindaco e la Giunta comunale ad attivarsi presso Iren e presso le case costruttrici di veicoli elettrici al fine di promuovere a Torino un progetto pilota sulla mobilità e sull'infrastrutturazione elettrica”.
L’iniziativa prende le mosse dalle limitazioni al traffico veicolare che diventano sempre più stringenti in città. Nel documento i firmatari ricordano che i Comuni di Milano, Roma e Pisa hanno stipulato con Enel e con una nota casa automobilistica un accordo denominato 
E-MOBILITY ITALY, in osservanza del quale l'utility si impegna ad installare e mantenere 400 punti di ricarica dedicati ai veicoli elettrici e la casa costruttrice a mettere a disposizione i veicoli ed auspicano che Torino si muova nella stessa direzione.



Diventare un automobilista sostenibile. Le risposte alle domande e le soluzioni.

Un video di 3 minuti veramente ben fatto con le risposte a 5 domande fondamentali! 
E' la situazione negli USA, ma non è troppo distante dalla nostra realtà.



I veicoli elettrici già sono presenti sul mercato. Ormai è una questione di tempo, ma prima o poi ci sarà un aumento importante di vendite.

Ma cosa sappiamo veramente sui veicoli elettrici? Spesso leggiamo commenti su articoli, blog e video da parte di persone che probabilmente non ne hanno mai vista una dal vivo e si limitano a riportare quanto detto da altri. GOOD, in questo video, si pone le classiche domande spesso discusse sui veicoli elettrici a chi ne possiede uno.

Come risponderà alle domande che spesso ci chiediamo chi possiede realmente un veicolo elettrico?

sabato 18 dicembre 2010

Veicoli elettrici funzionano bene con le smart grid e la fonte rinnovabile

Con la gestione smart della rete si attenua l'impatto sulla rete di distribuzione. È il risultato dello studio RSE con scenari di mobilità al 2030 di Celaschi e de Nigris del Dipartimento Tecnologie T&D (TTD) – RSE S.p.A.


L’accresciuta attenzione alla qualità dell’aria soprattutto nelle grandi città, l’impegno verso il raggiungimento degli obiettivi ambientali europei al 2020 nonché il significativo aumento del costo dei prodotti petroliferi, unito al superamento di una serie di ostacoli tecnologici, hanno fatto sì che il tema della mobilità elettrica stia godendo di un rinnovato interesse dopo alcuni decenni in cui si erano viste poche applicazioni di nicchia.
Oltre ai programmi di ricerca attivati dai costruttori automobilistici sulle tecnologie specifiche del veicolo (accumulo, controllo, trasmissione, ottimizzazione energetica, ecc.) è aumentato anche l’interesse a valutare i possibili impatti tecnici, economici ed ambientali di una diffusione di massa dei veicoli elettrici.
Per analizzare questi aspetti è stato avviato nel 2009, presso RSE (ex ERSE) il progetto di Ricerca di Sistema “Impatto sul sistema elettrico della potenziale diffusione dei veicoli elettrici” finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico.
Il progetto, incentrato sull’analisi del comportamento dei veicoli ricaricabili da rete (individuati dalla dicitura plug-in) sia dotati di solo motore elettrico (PEV) sia dotati di motore elettrico in aggiunta a quello endotermico (PHEV), ha visto come primo passo la determinazione di uno scenario di mobilità elettrica che a partire dal 2010 si estende fino al 2030. Per la definizione di tale scenario si è tenuto conto di numerosi parametri: previsioni (ISTAT) di crescita della popolazione, trend di crescita del parco autovetture circolanti, percorrenze in auto, segmentazione del parco veicoli in funzione delle categorie tecnologiche e del tipo di alimentazione. Queste analisi hanno condotto ad uno scenario di riferimento che oltre a dover essere realistico doveva anche consentire una valutazione di entità non trascurabile di impatto sul sistema elettrico e sul comportamento ambientale. Focalizzando l’attenzione sui veicoli (PEV/PHEV) si è arrivati a formulare l’ipotesi che al 2030 i veicoli elettrici plug-in possano rappresentare circa il 25% del parco circolante ed avere un market share del 50% (con una prevalenza dei veicoli PHEV rispetto a quelli PEV).
Il secondo step logico del progetto è stata la valutazione del consumo energetico dei veicoli PEV/PHEV. Utilizzando una metodologia, messa a punto dal Politecnico di Milano basata su rilevazioni tramite accelerometri e girometri inerziali interfacciati con un rilevatore di posizione GPS, in funzione delle caratteristiche fisiche del veicolo (peso, caratteristiche geometriche ecc.), dello stile di guida e delle tipologie di percorso, è stato ricavato il profilo di consumo energetico specifico.
Alla luce dell’evoluzione del parco auto circolante e dei consumi energetici specifici individuati, è stata quindi condotta un’analisi per valutare, a partire dalle percorrenze medie dei veicoli, la domanda di energia elettrica associata.
A questo riguardo sono stati elaborati due scenari caratterizzati uno dalla presenza e l’altro dall’assenza del previsto sviluppo dei veicoli elettrici. Dal loro confronto sono poi state effettuate valutazioni dell’impatto sul sistema elettrico. Il risultato sintetico finale è che al 2030, in base allo scenario ipotizzato, la domanda relativa alla ricarica dei veicoli elettrici implicherebbe un aumento della domanda di energia elettrica di poco superiore al 4% e la crescita del parco di generazione necessario a soddisfare l’incremento della domanda elettrica risulta anch’essa limitata.
Questo risultato dimostra come l’inserimento di flotte anche significative di veicoli elettrici non sposti significativamente le necessità di generazione rispetto ai trend evolutivi previsti.
Dall’analisi dell’impatto ambientale dovuto alla progressiva affermazione del veicolo elettrico plug-in in sostituzione di veicoli tradizionali a combustione interna, si è visto che ciò comporta una significativa riduzione delle emissioni per i trasporti su strada con valori che vanno dal 14% al 27% in funzione dei diversi inquinanti considerati.
È stato infine valutato il potenziale impatto sulla rete elettrica di distribuzione in bassa tensione della ricarica di veicoli PEV/PHEV. Le elaborazioni sono state realizzate facendo riferimento ad un modello di rete riconosciuto valido a livello europeo, utilizzando un profilo di carico che prevede un’ipotesi di penetrazione dei PEV/PHEV variabile tra il 5% ed il 20%, ed un profilo di ricarica di tali veicoli incentrato sulla ricarica notturna.
I risultati ottenuti hanno evidenziato un aumento dell’utilizzo delle linee (o dei cavi) e dei trasformatori e una maggior caduta di tensione specialmente sui nodi lontani dalle partenze dei feeder. Inoltre l’inserimento della ricarica dei veicoli elettrici, se da una parte aumenta il carico notturno contribuendo a spianare il profilo, dall’altra contribuisce ad innalzare il livello di picco, specialmente per le utenze residenziali. Tali utenze hanno, infatti, il picco spostato verso la tarda sera, momento in cui le auto elettriche potrebbero essere verosimilmente collegate.
Una possibile soluzione al problema potrebbe essere rappresentata dalle reti elettriche intelligenti (smart grids), in quanto l’integrazione delle infrastrutture di ricarica con sistemi di gestione intelligente della rete elettrica (nei quali dovrebbero essere inclusi anche tecnologie per servizi a valle del contatore evoluti in concorrenza) potrebbe consentire di ottimizzare le potenze messe a disposizione per la ricarica dei veicoli elettrici e di rispettare i vincoli di rete imposti dalla normativa. Interessanti anche servizi resi alla rete da aggregati virtuali di accumuli fissi o dei veicoli stessi, messi in rete mediante servizi vehicle-to-grid (V2G) che possono facilitare la gestione dei flussi energetici e aumentare la produzione da fonte rinnovabile connettibilile e transitante per la rete e diffonderne maggiormente l'utilizzo.


da QE