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sabato 24 marzo 2012

La Bluecar a Ginevra 2012 in due versioni: normale e carsharing

Bolloré: il servizio auto elettriche Autolib si può estendere all'Italia



La tessera con cui l'abbonato al servizio di cars sharing Autolib apre l'auto elettrica.

"Autolib va benissimo. Milano, Torino e Roma potrebbero fare l'analoga esperienza in corso a Parigi". Così Vincent Bolloré, commentando l'andamento di Autolib, il progetto di car sharing con auto esclusivamente elettriche dal design di Pininfarina e prodotte in Piemonte dalla Cecomp. "Prima dobbiamo completare il progetto a Parigi e nell'Ile de France e poi potremo guardare ad altre città", ha aggiunto Bolloré, parlando a margine del Salone dell'Auto di Ginevra. Il 5 dicembre 2011 il servizio Autolib è stato lanciato a Parigi con 250 veicoli. Il servizio continuerà a crescere gradualmente con l'arrivo della Bluecar numero mille entro metà marzo. Nei prossimi due mesi saranno 1.750 le auto elettriche che circoleranno a Parigi, ha aggiunto Bolloré. Bluecar è costruita a Bairo, vicino a Torino, dalla Cecomp.







 Particolari della presa di ricarica illuminata a LED.


domenica 20 novembre 2011

MIA, autovettura elettrica urbana dalla Francia pronta pronta per l'Area C

LA SCOSSA DELLA MIA ELECTRIC DISIMPEGNA FLUIDA LA "PRATICA" URBANA ANCHE PER I PROFESSIONISTI NELL'AREA C
L'innovativa ed intelligente francesina ha dimensioni compatte e abitabilità eccellente con una dotazione di sicurezza completa. Con 1 Euro di elettricità fino a 90 chilometri di percorrenza con l'energia equivalente di un litro di benzina. L'accesso più facile e sostenibile alla città, anche nella ZTL o nell'Area C di Milano o nel Tridente di Roma dove si utilizzano sempre più spesso le targhe alterne.

Presentata in anteprima mondiale a marzo 2011 al Salone di Ginevra, la MIA è una nuova proposta nel mercato dei veicoli elettrici urbani. Ed è anche un progetto industriale concreto. La produzione in serie è iniziata a giugno 2011, ma la MIA poteva già essere ordinata dal mese di ottobre 2010 e poco dopo il lancio più di 100 ordini erano già stati trasmessi alla fabbrica. La caratteristica più evidente di questa vettura elettrica pura, che è stata progettata dall'ex capo progettista di Volkswagen Murat Gunak, è un sedile centrale di fronte alla strumentazione che permette al guidatore di entrare e uscire dalla macchina su entrambi i lati.

Questa disposizione del sedile offre al guidatore una vista perfetta del traffico cittadino mentre i passeggeri nella parte posteriore hanno un enorme spazio per le gambe. Le due porte scorrevoli e i ritagli nel tetto e nel pavimento concedono un accesso alla vettura particolarmente comodo. Inoltre, MIA offre un abitacolo estremamente spazioso rispetto ad altri veicoli di questa lunghezza. Oltre al modello standard con una lunghezza di 2,87 metri, sono disponibili due modelli con 3,19 metri di lunghezza: la quattro posti MIA L (con tre sedili posteriori) e la MIA K un piccolo furgone con un volume di carico di 1.500 litri e una portata utile di 400 chilogrammi.

La vettura si annuncia simpaticamente così: "Sono MIA, la macchina elettrica, non una qualunque! Sono qui nel mondo attuale perché la mobilità elettrica non è più un sogno futuribile, ma una vera e propria realtà.
Puoi guidarmi per 130 km, abbastanza per girare liberamente in città. Ti accompagnerò per tutto il giorno e se avessi bisogno di più spazio dài un’occhiata a mia sorella: la MIA L. Zero emissioni, zero rumori, pratica ed ELETTRICA!". Un oggetto così all'avanguardia e urbanamente sostenibile non è proprio il caso di farselo sfuggire e infatti, in Italia, ce l'ha E-move.me di Milano (dove sarà attiva l'Area C) nuovo brand della mobilità sostenibile di alta qualità. Thierry Boch, anima di E-move.me, ha scovato la MIA all'ultimo salone di Ginevra ed ora è il primo rivenditore in Italia, dopo un convincente passaggio all'EICMA 2011 dove ha sorpreso i visitatori del Green Planet: "MIA - afferma Thierry Boch - colpisce per la razionalità, per la simpatia, ma anche per il concetto di autovettura urbana vera e senza i compromessi di un semplice quadriciclo, piena di soluzioni ergonomiche innovative materializzate nel nostro presente prendendole in un futuro prossimo. La MIA promette di essere una piattaforma intelligente che si adatta alle esigenze presenti e future dei suoi utilizzatori che porta semplicità nella nostra vita".


        


Si adatta alle esigenze e vanta un prezzo accessibile, anzi il più accessibile del mercato: MIA è l'autovettura elettrica con più di due posti veri che viene proposta con prezzi a partire da poco più di 24.000 euro. E' una cifra che può sembrare elevata, ma vanno considerati i vantaggi e il controvalore dei veicoli elettrici: estrema competitività per i ridottissimi costi di esercizio (basta il 30% della cifra necessaria ai veicoli termici) e di manutenzione (si risparmia un quinto); in più, in diverse città, possono essere accordate facilitazioni che hanno un controvalore tangibile: entrare gratuitamente all'interno delle ZTL come l'Area C di Milano perché non si emettono inquinanti, utilizzare le corsie preferenziali, parcheggiare gratuitamente nei parcheggi a pagamento e, di giorno, in quelli riservati ai residenti.


La MIA di E-move.me in centro a Milano in piena Area C, davanti il Castello Sforzesco e per le vie di Brera: categoria M1, autovettura a tutti gli effetti con Airbag, ABS, cinture a tre punti... va su tangenziali e autostrade... è a 3 posti (passo corto) o a 4 posti (passo lungo). La versione standard è 27 cm più lunga di una Smart, ma al suo interno ha il doppio del volume abitabile.



Il cuore di MIA: la batteria
Un fagottino di energia
La batteria standard installata in tutti i modelli MIA ha una capacità di 8 kWh (chilowattora), è del tipo litio-ferro-fosfato (LiFePO4 o LFP) e dà un'autonomia di 80 - 90 chilometri con l'energia equivalente di un litro di benzina (a circa 1 euro). La batteria standard può opzionalmente essere sostituita da una più grande batteria da 12 kWh (120 - 130 km di autonomia) che è quella di serie nel Regno Unito. La batteria da 8 kWh richiede 3 ore per essere completamente ricaricata mentre la batteria da 12 kWh impiega 5 ore (assorbe 2,6 kW).
Le batterie consentono ricariche flessibili e anche tempi più brevi in quanto non soffrono dell'effetto memoria (perdita di capacità utilizzabile a causa di ricariche brevi o parziali): una ricarica di 10 minuti darà 8 chilometri di autonomia. Le batterie di MIA e MIA L e MIA K hanno un periodo di garanzia di 3 anni.



Autonomia
La MIA può essere equipaggiata con due batterie diverse offrendo la soluzione ideale per ogni proprietario. Indipendentemente dalla versione di batteria che si opta, entrambe le batterie offrono la flessibilità necessaria per la mobilità urbana e della vita in città.



Sicuri di essere sicuri
La sicurezza è stata uno dei fattori più importanti presi nella giusta considerazione sin dall'inizio. Questo assicura che tutti i modelli elettrici MIA soddisfano le norme di sicurezza europee per le autovetture della categoria M1 (la maggior parte). Oltre ad un airbag centrale per il guidatore ci sono i sedili con cinture di sicurezza a tre punti, l'equipaggiamento standard per la MIA include un sistema antibloccaggio (ABS) e frenata di emergenza (EBA). Di serie è anche dotata di sistema ISOFIX sui sedili della MIA e MIA L. In più lo speciale design del corpo macchina garantisce maggiore protezione per i pedoni. Questo assicura che la MIA fornisca una protezione per tutti sulla strada.


Esterno
Profondamente diversi
Come uno dei primi veicoli elettrici sul mercato, la MIA è ovviamente un po' catturasguardi. E' pratica, compatta e soprattutto: diversa. Il parabrezza molto inclinato e la posizione centrale del tergicristallo danno alla MIA il suo aspetto unico. Sbalzi corti nella parte anteriore e posteriore creano spazio aggiuntivo sul lato interno, così come una tenuta di strada sicura e confortevole. La MIA è disponibile dalla fabbrica in un bianco panna, alluminio satinato o look carbonio. I cerchi sono disponibili in colore rosso o nero.


La MIA: semplicemente pratica
La MIA è un veicolo elettrico pratico, il cui particolare aspetto disegna un sorriso sui visi della gente per strada: capita spesso con i veicoli elettrici. Tuttavia, l'aspetto della MIA non è tutto, come dimostrano le sue caratteristiche standard: porte scorrevoli su entrambi i lati con ritagli sul tetto e il pavimento per consentire un accesso confortevole e semplice, così come il carico e scarico di oggetti, nonché facilitare ai genitori l'introduzione e la rimozione dei bambini piccoli dalla macchina.




Sedile di guida centrale
Il posizionamento centrale del sedile di guida assicura una visione ottimale di entrambi i lati e una perfetta visuale a tutto tondo del traffico urbano.









Diametro di sterzata
Le sue dimensioni compatte ed il diametro di sterzata di 8,50 metri rendono la MIA una soluzione scattante e maneggevole per la mobilità urbana.






Si riscalda durante la sosta 
Il collegamento del riscaldatore di parcheggio alla presa di casa assicura una temperatura confortevole quando si entra nella MIA e si comincia una giornata in città.



Le versioni della MIA



MIA
Una vettura pratica per tre
La MIA, una tre posti che misura 2,87 metri di lunghezza, è il partner ideale per la città. Compatta e facile da manovrare, si inserisce anche in parcheggi stretti, il sedile centrale fornisce al conducente un eccellente visibilità. E non è tutto, perché ne beneficiano anche i passeggeri: il sedile del conducente centrale fa sì che i passeggeri nei sedili posteriori possono distendere le gambe e hanno anche una buona visibilità in avanti. Le porte scorrevoli si estendono dal soffitto fino al pavimento su entrambi i lati che la rende facile salire e scendere dalla vettura. La gamma di accessori opzionali permette ad ogni acquirente di dare un tocco personale al design della sua MIA.





MIA L
Una soluzione ideale in ogni occasione
Avete bisogno di ancor di più? Grazie ad una lunghezza di 3,19 metri, la MIA L ha un passo più lungo e maggior spazio per un quarto posto. Oltre ai vantaggi offerti dalla MIA standard - come il posto di guida centrale, i ritagli nel tetto e il pavimento o l'attrezzatura opzionale che consente di dare un tocco personale al design della vostra auto - la MIA L offre interni più ampi. La MIA L è resa operativa da una batteria di 8 kWh, standard per tutti i modelli MIA  che può essere sostituita da una variante più potente, se necessario.


MIA K
I pro per i professionisti
La MIA K è il furgone nella gamma MIA. Dato che ha un solo sedile, è la soluzione perfetta per il trasporto di merci in città, con oltre 1.500 litri di volume utile e una capacità di carico di 400 kg. Come la MIA L, misura 3,19 metri di lunghezza ed ha un diametro di sterzata di 8,50 metri. E' anche possibile inserire un altro posto nel retro del furgone, trasformando la MIA K in un pratico due posti. Può essere perfettamente equipaggiata con l'installazione di dispositivi opzionali, come ad esempio il pacchetto comfort o il pavimento in gomma, per soddisfare esigenze specifiche. Prezzo: circa 20.000 Euro, escluse IVA e IPT.





La produzione 
La MIA è andata in produzione il primo giugno 2011 presso lo stabilimento di Cerizay, in Francia. Sono state previste tre fasi di lancio. Più di 200 unità saranno prodotte dal 1° giugno al 15 settembre. Questi veicoli sono principalmente destinati al personale dell'azienda e a selezionati partner di distribuzione.
La produzione sarà progressivamente ampliata dal 15 settembre al 30 novembre: gli impianti aumenteranno la loro produzione da 100 unità al mese di settembre a 300 veicoli nel mese di ottobre e di 500 nel mese di novembre. La produzione andrà a regime dal mese di dicembre 2011, con 1.000 veicoli MIA prodotti al mese, cioè 48 unità al giorno.


Dati tecnici dichiarati


Lunghezza: mm 2870 o 3190
Larghezza: mm 1640
Altezza: mm 1550
Peso con Batteria da 8 kWh: kg 765 (o 786 MIA L)
Peso con Batteria da 12 kWh: kg 815 (o 836 MIA L)
Capacità di carico - 260 Litri (420 MIA L)
Batteria - 230V

Sistema di Frenata:
- Anteriore: Disco
- Posteriore: Tamburo
Numero posti: 3 (o 4 MIA L)

MIA K
Lunghezza: mm 3190
Portata utile: kg 400
Volume utile: 1.500 litri

Prestazioni

Velocità Massima: 100 km/h
Autonomia: 130 km

Il sito del produttore.

mercoledì 16 novembre 2011

Come Renault si è organizzata per applicare la trazione elettrica affidabilmente.

RENAULT: 28 MILIONI DI EURO INVESTITI NEL CENTRO PROVE VEICOLI ELETTRICI A LARDY
Nulla si improvvisa, bisogna prova a fondo e quindi investire.

Renault prosegue la politica della mobilità elettrica con il nuovo centro prove dedicato ai veicoli elettrici a Lardy (Francia). Il centro è il risultato di un investimento di 28 milioni di euro e di tre anni di lavoro di messa a punto degli organi elettrici. Fulcro strategico per l'implementazione delle nuove tecnologie "verdi", questo centro prove raggruppa la maggior parte delle strutture di collaudo di motori elettrici e batterie. Avviato nel 2009, il centro è stato progressivamente ampliato fino a occupare l'attuale superficie di 3.300 m2 con un centinaio di banchi prova. Da tre anni il polo conduce un programma di prove, messe a punto e convalide delle performance, dell'affidabilità e della sicurezza degli organi elettrici che equipaggiano i veicoli della gamma Z.E. Tre anni che hanno permesso ai tecnici e agli ingegneri di Lardy di maturare vaste competenze nelle tecnologie di propulsione elettrica:
 - 8 banchi prova per i motori elettrici per mettere a punto i motori e la relativa elettronica di potenza, valutandone le performance (coppia, potenza, efficienza, guidabilità, omologazione, sicurezza). Viene anche testata la resistenza dei motori a vibrazioni e cicli termici estremi, che rappresentano l'equivalente di 20 anni di funzionamento e/o 300.000 km.
 - 6 banchi prova per l'elettronica di potenza (caricatore, inverter, convertitore): collaudano la resistenza a bruschi sbalzi di temperatura associati a sollecitazioni elettriche.
 - 41 banchi in camere climatiche per le batterie agli ioni di litio: simulano l'invecchiamento accelerato delle batterie agli ioni di litio sottoponendole a cicli ripetuti di carica/scarica (normale, accelerata, rapida) totale o parziale, a diverse temperature.
 - 58 altri banchi riservati all'ottimizzazione delle performance delle batterie di avviamento a 12V e allo studio di una seconda vita per le batterie agli ioni di litio.


A questi numeri vanno aggiunti i banchi di prova che la Renault mette a disposizione per i propri partners tra i quali vi sono l'INERIS (Institut National de l'EnviRonnement Industriel et des riSques), il CNPP (Centre National de Prévention et de Protection) e la SNPE (Société Nationale des Poudres et Explosifs).

Tutto ciò che ha a che fare con l'elettronica dei futuri modelli ad emissioni zero, dalle parti più sofisticate a quelle basilari, viene testato nel centro di Lardy, dove una trentina di ingegneri esegue circa 170.000 ore di test. Sono previste ben 15 diverse prove che permettono di simulare condizioni d'uso estreme ai danni delle batterie agli ioni di litio riservate alla trazione dei veicoli. Il centro imita le peggiori ipotesi e fatalità come l'incendio, l'immersione, la caduta della batteria o il cortocircuito ed è a disposizione della Renault e delle aziende partner coinvolte nella costruzione dei veicoli elettrici. La sicurezza è garantita.

Il centro non è unicamente un sito di severi test, infatti, gli ingeneri che vi si dedicano sono stati appositamente formati per approfondire le ricerche sulle tecnologie di propulsione per i motori elettrici. Le prove dei componenti in condizioni estreme, richiede un'ottima conoscenza in diversi ambiti: meccanica, elettrotecnica, chimica (analisi dei gas), elettrochimica, termodinamica, crash test, misure e strumentazione. Questo implica che ogni test effettuato è uno spunto utile a trovare soluzioni e miglioramenti tecnologici per il futuro. "Il centro prove di Lardy accompagna l'offensiva di Renault sui veicoli elettrici, entrata ormai in una fase concreta con la commercializzazione di Kangoo Z.E. Il nostro obiettivo è proporre veicoli affidabili, brillanti e assolutamente sicuri. Lardy ci ha permesso di raggiungerlo con 170.000 ore di test realizzate nel 2011. L'ampliamento del polo ci permetterà di proseguire e accompagnare l'evoluzione delle nuove tecnologie, e di fare di Renault il leader della mobilità elettrica in Europa" ha dichiarato Jacques Prost, Direttore Ingegneria Meccanica di Renault.


Insomma, le novità tecnologiche vanno applicate, ma senza improvvisazioni o rincorse: fare i necessari investimenti nello sviluppo industriale dei componenti ripaga.

Fonte.

Alcune immagini del Centro prove dedicato ai veicoli elettrici a Lardy (Francia)



sabato 15 ottobre 2011

"EV Ready" prefigura lo standard interoperabile europeo di fatto, mentre il "Combi" ritarda. L'Europa spaccata fra efficienza, efficacia immediate e le scelte al ribasso

Il favore del mercato lo merita chi vende soluzioni e prodotti pratici e convenienti per i consumatori e che si diffondono perché graditi, non chi impone scelte di convenienza.


1 - Auto elettriche: Renault-Nissan e PSA verso standard di ricarica rapida anche in meno di  30 minuti.
La Citroen C-Zero, fra le altre vetture, dispone delle due tecnologie di ricarica: corrente alternata (3 kW) e corrente continua (alta potenza) con protocollo di controllo CHAdeMO.

Francia e Giappone unite per lo studio di uno standard unico di ricarica per le auto elettriche in Asia, Europa e Stati Uniti, basato sul protocollo CHAdeMO che sta avendo vasto consenso fra costruttori di appararati di ricarica e consumatori per i ridotti tempi dei servizi di ricarica (5, 10 o 25-30 minuti al massimo). L’Alleanza Renault-Nissan, il gruppo PSA Peugeot-Citroen e Mitsubishi Motors hanno annunciato l’intenzione di lavorare congiuntamente per promuovere un sistema comune per le colonnine di ricarica rapida. Per questo obiettivo è stato scelto come base il marchio attuale EV Ready di Renault e Schneider Electric. L’intenzione è di diffondere questa sola tecnologia in tutte le strutture di ricarica in Europa. Un progetto ambizioso che coinvolge cinque tra le maggiori case costruttrici del mondo e che impiega l'affidabilissimo CAN bus che è la tecnologia che fa parlare fra di loro tutti gli apparati delle nostre automobili.
Il marchio di conformità EV Ready è stato introdotto l’anno scorso ed è conforme a tutti gli standard esistenti, oltre a tenere in considerazione gli sviluppi futuri della normativa europea sulle auto elettriche. Tutti i criteri di certificazione saranno preparati, presentati e convalidati nel corso dei prossimi mesi.
L’individuazione e la scelta di uno standard unico per le centraline di ricarica è un punto cruciale nella dialettica che in futuro porterà alla diffusione capillare di questi sistemi propulsivi. L’iniziativa da parte di Renault, Nissan, Peugeot, Citroen e Mitsubishi in questo senso potrebbe dare a queste aziende un vantaggio competitivo notevole, in caso di successo.
Sono già oltre sessanta le realtà aziendali al lavoro sul progetto EV Ready, dai fornitori di energia ai produttori di pezzi e componenti. Per il momento la conformità è ancora legata all’autocertificazione da parte del gestore, ma si punta ad arrivare ad un processo certificato e riconosciuto a livello internazionale.

In Italia si stanno accordando Eni e l'Alleanza Renault-Nissan per i servizi di ricarica presso i punti vendita della rete di distributori di carburanti di Eni con servizi ad alta potenza sia in corrente continua (meno di trenta minuti), sia in corrente alternata (un'ora), sia sostituzione della batteria. Nelle aree di servizio tali apparati possono essere eventualmente alimentati con sistemi connessi in rete ma dotati di accumuli accumuli (storage) alimentati da fonti rinnovabili. In tale caso l'energia elettrica da fonti rinnovabili vale 2,5 volte ai fini del calcolo della quota obbligatoria di energia rinnovabile che serve utilizzare il settore trasporti.




2 - Auto elettriche: In arrivo il primo standard comune per la ricarica dei veicoli ma non si sa se funziona perché deve essere messo ancora in strada
Standard per chi e con quali prestazioni? 

Audi, BMW, Daimler, Ford, General Motors, Porsche e Volkswagen hanno raggiunto un’intesa per la realizzazione di uno standard di connessione per la ricarica veloce dei veicoli elettrici in Europa e negli Stati Uniti. Il sistema unirà in un unico connettore tutte le diverse configurazioni di ricarica attualmente esistenti.
Si tratta del Combined Charging System, piattaforma per la ricarica di veicoli elettrici in Europa e negli Stati Uniti.
Il sistema unisce in un unico connettore tutte le diverse configurazioni di ricarica e adotta il medesimo protocollo di comunicazione tra il veicolo e la stazione di ricarica (PLC, power-line communication utilizzato nei sistemi elettrici). Ciò permette ai veicoli delle case produttrici che hanno raggiunto l'accordo di utilizzare le stesse stazioni di ricarica veloce (è un'ora il tempo per fare rifornimento, ma solo disponendo a bordo del veicolo di un secondo carica batterie opzionale oltre a quello che si usa quando si ricarica la vettura a casa a bassa potenza).
I sette costruttori sono allineati nel ritenere che un approccio condiviso allo sviluppo dei sistemi di ricarica vada a vantaggio sia dei consumatori che dell’industria, nonché di chi dovrà pianificare la distribuzione sul territorio delle infrastrutture. Tuttavia in questo caso, è necessario duplicare su ogni veicolo, e quindi con costi non irrilevanti per i consumatori, l'apparecchio elettrico che converte da alternata a continua la corrente elettrica per essere immagazzinata nella batteria. La standardizzazione porterà all’adozione di una piattaforma comune che faciliterà la costruzione dei veicoli elettrici (seppur con peso aggiuntivo imbarcato a bordo e dovendo smaltire ingente calore), darà una spinta in avanti all’installazione dei sistemi di ricarica meno raffinati, e migliorerà l’esperienza del prodotto per i guidatori di veicoli elettrici (considerando in un'ora il tempo per recuperare un'autonomia accettabile).
La scelta del Combined Charging System come piattaforma comune è stata effettuata sulla base dell’analisi delle attuali strategie per le tecnologie di ricarica, in funzione dell’ergonomia dei connettori, e tenendo conto dei desideri dei clienti negli Stati Uniti e in Europa.
L’approccio comune dei costruttori in entrambi i continenti agevolerà la pianificazione delle infrastrutture future, e l’adozione di un protocollo di comunicazione comune permetterà l’integrazione dei veicoli elettrici nelle smart grid, le reti elettriche intelligenti, ma probabilmente non utilizzando una tecnologia conveniente per l'automobilista (maggiori costo, peso, calore, e lentezza del servizio) molto probabilmente evidenzierà carenze gravi rispetto ad altri sistemi, al momento più diffusi, che permettono di ricaricare in meno di mezz'ora l'80% della capacità della batteria (con meno peso a bordo, solo meno di 1000 euro di costo per l'apparato di ricarica ad alta potenza e meno calore da smaltire, perché il grosso del lavoro lo fa il caricabatterie esterno connesso alla rete elettrica.




Meno perplessità sull'efficacia dei servizi ci sono invece per i servizi di ricarica a bassa potenza tipici dei luoghi privati dove si sosta per più di 4 ore.
I sette costruttori si sono accordati anche nella scelta dell’HomePlug Green Phy come protocollo di comunicazione, facilitando l’integrazione dei veicolo elettrici anche con le future applicazioni della smart grid.
I costruttori indicano il successo negli USA dei sistemi standard di ricarica di primo e secondo livello (il primo per la ricarica a 120v, il secondo per quelle a 220v) come un esempio di quanto la standardizzazione possa facilitare l’adozione dell’elettrico e migliorare la soddisfazione del cliente per le ricariche a bassa potenza 8 e 16 ampere (rispettivamente per un veicolo medio 12 ore e 6 ore). L’approvazione dello standard J1772 (di primo e secondo livello) ha infatti garantito ai proprietari di veicoli elettrici la serenità e la sicurezza di poter effettuare la ricarica anche nelle stazioni di secondo livello. Prima della standardizzazione, non era possibile essere certi della compatibilità della stazione di ricarica con il proprio veicolo.
La nuova piattaforma di ricarica comune è retrocompatibile sia con il connettore J1772 (utilizzato nel mercato americano), sia con i sistemi europei basati sullo standard IEC 62196 di Tipo 2, che adotta un connettore della medesima forma.


Quale sarebbe allora la soluzione ottimale?
E' senz'altro vero che sarebbe meglio avere nella carrozzeria una sola apertura con un'unica connessione multifunzione e utilizzabile in maniera modulare (a casa la parte piccola della connessione, in strada la parte grande per l'alta potenza), ma occorre tenere conto delle prestazioni in funzione delle esigenze che ha l'automobilista che usa il veicolo elettrico: ricaricare per strada quando serve nel minor tempo possibile.
La connessione multifunzione quindi deve includere al proprio interno, oltre il segnale pilota che assicura la integrità istante per istante del collegamento elettrico, sia i segnali di controllo (non solo quelli PLC, i medesimi utilizzati per la bassa potenza) che i contatti di potenza per la ricarica in corrente alternata a bassa o media potenza e per la ricarica in corrente continua ad alta potenza.
La connessione deve anche ospitare sia i segnali del protocollo CHAdeMO (che utilizza il CAN bus, protocollo di comunicazione per l'automazione diffusissimo nel settore automotive per il telecontrollo istantaneo del caricabatterie di terra che effettua la modulazione di amperaggio e voltaggio della corrente in funzione della temperatura della batteria in carica che consente e ha dimostrato di massimizzare le prestazioni). Ad oggi non si sa se i segnali PLC siano in grado di pilotare il caricabatterie di terra istante per istante.
I sistemi di ricarica in corrente continua promettono sviluppi entro 5 anni con potenze di ricarica fino a 250 kW e circa 1 MW entro dieci anni per batterie con materiali nanostrutturati (nei prossimi 2-4 anni le batterie dei veicoli triplicheranno la capacità rispetto a quelle attuali).
I sistemi di ricarica in corrente alternata ad alta potenza ci sono, ma non sono utilizzati (se non a bassa potenza...) perché non sono diffusi i caricabatterie a bordo di alta potenza anche perché comportano un esborso di alcune migliaia di euro per ogni consumatore, contro i 10.000 euro investiti per servire 20 o 30 veicoli al giorno, prezzo di una infrastruttura ad alta potenza in corrente continua a cui basta un componente di bordo compatto e dal costo di meno di mille euro.
La battaglia vera sarà sull'affidabilità dei sistemi di pilotaggio e su chi sarà più veloce senza compromettere la vita della batteria. Il CHAdeMO oggi già funziona e i caricabatterie conformi sono interfacciati alla rete elettrica. Altri sistemi devono dimostrare il loro valore, ma non si può perdere tempo e soldi.

martedì 4 ottobre 2011

Autolib' parte!

A Parigi parte il servizio Autolib', l'auto elettrica pubblica condivisa, applicazione del concetto trasporto pubblico individuale
Parte il test del progetto di car sharing che cambierà il modo di spostarsi nella capitale francese. 
Ambizioso obiettivo: mettere in garage il concetto di “possesso di una vettura” rimpiazzandolo con quello di semplice “utilizzazione”. L'operazione e' stata annunciata in una conferenza stampa dal finanziere francese Vincent Bollore' il cui gruppo si e' aggiudicato dal comune di Parigi la concessione. Le Autolib' sono costruite nello stabilimento di Bairo Canavese (Torino) grazie ad una partnership tra Bollore', Pininfarina e Cecomb.


http://www.autolib.fr/

Ha debuttato ieri il progetto Autolib' nato dalla collaborazione tra Pinfarina, il gruppo Bollorè e Cecomb che porterà l'auto elettrica condivisa a Parigi. Si inizia con 66 vetture appositamente disegnate per dare maggiore forza al progetto di condivisione dell’auto, con la speranza di arrivare a mille colonnine di rifornimento entro il 2012

Parigi apre le porte al car sharing elettrico mettendo su strada 66 vetture elettriche appositamente progettate. Nonostante l’inizio scintillante, il sindaco della capitale francese ha già dichiarato di voler ampliare entro l’anno il progetto della Autolib, portando la flotta a tremila veicoli. Il regime da 35 milioni di euro è stato sostenuto fortemente dal sindaco Bertrand Delanoe che oltre ad ampliare la flotta vuole portare a mille il numero delle stazioni di ricarica nel perimetro cittadino entro la fine del 2012. Gli abbonati al car sharing pagheranno una quota associativa di 10 euro che gli permetterà di accedere al parco auto prenotando la propria vettura Bluecar, disegnata dall’italiano Pininfarina e dal gruppo francese Bollorè, con la possibilità di riconsegnarla in qualsiasi stazione del circuito. Le nuove vetture saranno in grado di percorrere fino a 250 chilometri con la batteria a pieno carico, per cui sono necessarie 4 ore di fermo alla colonnina di rifornimento.
Il lancio di Autolib è stato effettuato a seguito di uno studio condotto dalla Chronos TNS Sofres, il cui risultato ha evidenziato che un quarto della popolazione parigina ha ridotto o addirittura abbandonato l’utilizzo della automobile privata a causa dei costi elevati dell’assicurazione e del parcheggio a pagamento nelle aree cittadine. “Vogliamo convincere la gente a spostarsi dal concetto di possedere una vettura a quello di usare una macchina”, ha dichiarato alla Reuters il general manager di Autolib, Morald Chibout.
Frutto di questa collaborazione è infatti l'arrivo sulle strade parigine di una flotta di minicar elettriche, delle Bluecar noleggiabili tramite una specifica "carta elettrica" che i cittadini potranno ottenere sottoscrivendo un abbonamento su Internet o presso le stazioni di servizio facenti parte del progetto.
Grazie alla carta, che andrà semplicemente messa a contatto con l'apposito dispositivo installato sullo specchietto retrovisore esterno lato guida, si può così accedere ai servizi di Autolib', che mettono a disposizione queste compatte elettriche per spostarsi agevolmente da un punto all'altro della città, nel più assoluto silenzio, in maniera efficiente e senza inquinare allo scarico.
Le vetture a disposizione sono prodotte in Italia, nello stabilimento di Bairo Canavese e sono lunghe 3,65 metri, inoltre, hanno la particolarità di essere color grigio alluminio: una scelta ben precisa, nata dalla necessità di non dipingere la vettura in modo che sia totalmente ecologica, oltre che per distinguere la flotta di Autolib' dalle altre Bluecar in vendita.
Secondo quanto spiegato da Bollorè, le microcar Autolib' hanno alcuni vantaggi rispetto ad altri veicoli elettrici: "Le nostre batterie di nuova generazione litio-metallo-polimero (LMP) sono 5 volte più efficaci rispetto alle batterie dei concorrenti. Una volta scariche, si ricaricano senza perdere l'autonomia originaria. A differenza di quelle al litio, non si surriscaldano se non a elevatissime temperature: si infiammano a 180 gradi centigradi contro i 70 gradi centigradi di quelle della concorrenza".
Le vetture sono dotate di quattro posti, presentano un'autonomia più che sufficiente per muoversi al meglio in ambito urbano (ma il loro campo d'azione è valido per tutta l'Ile de France) e possono raggiungere una velocità massima di 130 km/h. Tra la dotazione è presente un sistema comandabile mediante schermo touchscreen in cui visualizzare lo stato di carica della batteria, eventuali anomalie e tutte le stazioni per il parcheggio libere della zona.
Quella appena iniziata è una fase di prova che durerà due mesi e vedrà protagoniste sessanta Autolib, mentre il lancio ufficiale è previsto il 5 dicembre, quando la flotta di minicar elettriche in servizio a Parigi passerà a 250 esemplari, per arrivare all'obiettivo di 3.000 vetture in circolazione nei prossimi anni.
I precedenti fanno ben sperare per Parigi. Il Velib, poco costoso, comodo, ha riportato tutti i parigini in sella alla bicicletta: ci sono stazioni in tutta la città, prelevare una bici è semplice, le "due ruote" sono molto caratteristiche quindi difficili da rubare, infine chiunque può usare il servizio dialogando con la carta di credito e l'apposito totem elettronico a ogni stazione (molto più complicato per esempio il servizio di "bike-sharing" a Roma o di Milano, e soprattutto limitato al solo perimetro del centro storico).
Gli utenti sono responsabili della pulizia, pena ammende. L'abbonamento - 12 euro al mese - si ottiene anche da terminali elettronici e fornisce un badge che serve a sganciare, aprire, chiudere l'auto. Non serve un deposito di garanzia. Per una giornata intera, 10 euro, più 7 euro per la prima mezz'ora. Per una settimana, 15 euro, più 7 euro per la prima mezz'ora.
La macchina pubblica potrà circolare nel perimetro amministrativo dell'Ile de France ovvero circa 50 chilometri. Al di là, il touch screen della vettura avverte l'utente che pagherà 2 euro ogni mezz'ora fuori zona. Secondo uno studio del comune, un Autolib' potrà sostituire circa 5 autovetture private in termini di funzionalità.
Per ottenere un ricavo, Bolloré ritiene che servano 80.000 utenti abbonati. Per il gruppo francese è una grossa scommessa. Bolloré ha investito quasi 1,5 miliardi di euro nella fabbricazione della vettura e della batteria elettrica di nuova generazione che spera di rivendere in altri paesi; ha reclutato in Ile de France oltre mille "ambasciatori" per pubblicizzare il progetto, assistere gli utenti, contenere il vandalismo. Solo l'assicurazione di ogni Bluecar costa al gruppo la bellezza di 2.500 euro l'anno.
Un concetto che – ricalcato da quello del noleggio delle biciclette – sembra convincere il primo campione di utenti soprattutto per la sua flessibilità ed economia rispetto a mezzi pubblici e taxi.
Dai 5 ai 7 euro per la prima mezz’ora, le tariffe proposte dal servizio Autolib, in associazione ad abbonamenti quotidiani, settimanali o annuali, dai 10 ai 144 euro.
Minimo sei anni, il tempo stimato dai vertici di Bolloré per monetizzare l’investimento in qualità dell’aria.
A Parigi e in 46 comuni limitrofi comincia dunque l'avventura di Autolib', il primo modello di auto elettrica a noleggio sul modello delle biciclette in libero servizio Velib'.

mercoledì 28 settembre 2011

Parigi: il car sharing elettrico Autolib si fa


Con Autolib la rivoluzione della mobilità urbana parte da Parigi, al via in autunno
Ecologico, economico, pratico e alla portata di tutti. È Autolib, il primo servizio pubblico di auto elettriche Bluecars, libero e per tutti, che prenderà il via in autunno a Parigi e in altri 45 comuni dell'Île-de-France, coinvolgendo una popolazione di 4.035.894 abitanti e i 27 milioni di turisti che ogni anno visitano la regione. Ambizioso e innovativo progetto del Gruppo Bolloré, avviato nel 2009, Autolib' verrà presentato ufficialmente il 1 ottobre ed è il più grande progetto al mondo di car sharing elettrico. A Parigi, sarà presto possibile avere un'auto a disposizione solo quando serve, anche solo per un'ora, grazie al servizio attivo 24 su 24, 7 giorni su 7 e pagando solo ciò che si consuma, senza l'obbligo di riportare le vetture nello stesso posto in cui sono state prelevate. Si elimina, così, non solo il problema del parcheggio, delle spese di manutenzione e del carobenzina, per la felicità dei guidatori, ma anche quello dell'inquinamento, per la gioia di tutti. Una vera e propria rivoluzione silenziosa che passa attraverso le Bluecars, automobili 100% elettriche che non producono microparticelle né gas e che si propongono di contribuire all'impegno della riduzione del 20% preso dalla Francia in vista del 2020. La Bluecar è alimentata da una batteria Lmp (Lithium Métal Polymère) riciclabile al 100% e con una vita di 200.000 chilometri: abbastanza per fare cinque volte il giro della terra. Composta di materiali non inquinanti, è in grado di stoccare, a parità di peso, cinque volte l'energia di una batteria tradizionale. In più, garantisce un'autonomia di 250 chilometri. Le 3000 Bluecars dovrebbero consentire, entro il 2014, una riduzione del parco auto privato di 22.500 veicoli per un equivalente di 164.500.000 chilometri percorsi in un anno dai veicoli più inquinanti. La regione ha scelto di partecipare alla creazione delle stazioni Autolib fuori Parigi, completando così la copertura del territorio, con un finanziamento che permetterà di creare 190 stazioni, senza la partecipazione economica dei singoli comuni.

lunedì 12 settembre 2011

Avviata la produzione in serie del LCV elettrico di Renault

A 47 giorni dall'inizio della commercializzazione il primo Kangoo Z.E. prodotto in serie esce dalle linee di produzione di Maubeuge 


Quarantasette giorni prima che i Kangoo ZE raggiungano gli showroom, viene assemblato a Maubeuge il primo esemplare prodotto in serie. Maubeuge è il sito di produzione esclusiva per la gamma Kangoo ZE che comprende Kangoo ZE e Kangoo ZE Maxi (a 2 e 5 posti). Eric Besson, ministro francese per l'Industria, l'Energia e l'Economia Digitale, e Carlos Ghosn, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Renault-Nissan, hanno visitato l'impianto di produzione e dato il via alla produzione della furgonetta 100% elettrica.



Preparazione all'aumento della produzione prima del lancio commerciale ad ottobre
Il primo Kangoo ZE è uscito dalla linea di produzione il 22 settembre 2010. Da allora, 68 veicoli sono stati prodotti nel 2010 e 281 entro la fine di luglio 2011. Questa pre-produzione è stata utilizzata per le operazioni pilota di roll-out dei veicoli elettrici sia in Francia, come ad esempio il progetto SAVE, che all'estero.
In vendita a partire da ottobre 2011 con un prezzo a partire da 15.000 euro (IVA esclusa ed inclusi € 5.000 di incentivi fiscali, in particolare in Francia), Kangoo ZE è il primo all-electric van a prezzo accessibile, progettato e fabbricato in Francia.
Per tenere il passo con la produzione, quasi 100 persone sono in corso di assunzione a Maubeuge entro il 2011. L'impegno concreto in Europa del Gruppo Renault-Nissan si fa sempre più consistente. E' un esempio da seguire, non troppo tardi. Però occorrerebbe aggiungere i componenti necessari per ricaricare in corrente continua ad alta potenza: la tecnologia nel Gruppo c'è per rifornirsi all'80% in meno di 25 minuti. Anche perché un produttore italiano dispone di questa tecnologia per un veicolo commerciale simile al Kangoo Z.E.




sabato 2 aprile 2011

La Nissan LEAF prenotabile in Francia dal 4 aprile. Pagamento flessibile.

Il prezzo è 30.990 euro al netto degli incentivi governativi (5.000 euro) e batteria inclusa: c'è una formula d'acquisto flessibile che dà accesso ad una vita più facile.
Nissan International SA ha annunciato che la Nissan LEAF 100% elettrica sarà venduta in Francia ad un prezzo di 30.990 euro, al netto degli incentivi e batteria inclusa. Gli incentivi del governo francese per l’acquisto di auto elettriche ammontano a 5.000 euro.
I prezzi sono stati annunciati in occasione della sesta edizione dell’EVER Monaco, manifestazione annuale organizzata nel Principato di Monaco che tratta i temi della mobilità ecologica e delle fonti di energia rinnovabili.
In Francia, allo scopo di facilitare l’adozione di veicoli elettrici da parte di clienti privati, sarà possibile acquistare la berlina compatta Nissan LEAF a emissioni zero, eletta Car Of The Year 2011, utilizzando una particolare formula di finanziamento.
Questa formula prevede che il cliente privato possa scegliere la durata del finanziamento (da 37 a 49 mesi), la somma da versare a titolo di anticipo e gli eventuali servizi opzionali quali manutenzione assicurazione sul credito. Per esempio, è possibile acquistare Nissan LEAF versando un anticipo di 10.339,44 euro e pagando una rata di 499 euro per 37 mesi. Dopo tre anni (36 mesi), il cliente ha la possibilità di scegliere se tenere la vettura, darla in permuta per acquistarne una nuova o restituirla al concessionario.
In Francia, i preordini della LEAF prenderanno il via il 4 aprile. Per effettuare la prenotazione, i clienti francesi dovranno semplicemente collegarsi al sito www.nissan.fr, configurare il loro veicolo e confermare l’ordine. La procedura è facile, veloce e prevede soltanto un deposito di 300 euro totalmente rimborsabili che il cliente dovrà versare al momento della conferma dell’ordine.
Nissan LEAF è dotata di un motore elettrico progettato da Nissan ed un inverter posizionati nella parte anteriore sotto il cofano, che alimentano le ruote anteriori. Il motore in corrente alternata sviluppa 80 kW di potenza, 108 CV e 280 Nm di coppia, sufficienti per raggiungere una velocità massima superiore a 145 Km/h.
Il motore elettrico è alimentato da avanzate batterie agli ioni di litio compatte di tipo laminato, con una potenza che supera i 90 kW. Nissan LEAF ha un’autonomia di 175 km (dato omologato secondo il New European Driving Cycle) tra una ricarica e l’altra, valore che la rende una proposta pratica e sufficiente a soddisfare le esigenze dell’80% degli automobilisti europei.
Il veicolo è equipaggiato di tecnologie quali sistema di frenata rigenerativa, aria condizionata (controllabile anche via internet), navigazione satellitare, retrocamera per il parcheggio, dispositivi telematici e informatici avanzati ed una presa per la ricarica rapida in pochi minuti (CHAdeMO) in corrente continua da almeno 50 kW ed è predisposta per ricaricarsi in corrente alternata fino a 32 ampere (7 kW) entro 4,5 ore.
Nissan LEAF è dotata di una tecnologia particolarmente evoluta, studiata appositamente per i veicoli elettrici: si chiama CARWINGS e comprende gli innovativi dispositivi telematici e IT installati sulla vettura. Questo sistema di connettività integrato, attraverso un display a colori touch screen da 7'', fornisce informazioni aggiornate sullo stato della batteria, sull’autonomia residua e permette di localizzare i punti di ricarica più vicini. Le informazioni di navigazione sono costantemente aggiornate e danno indicazioni accuratissime sulle condizioni di traffico, permettendo al guidatore di pianificare il percorso in maniera più efficiente. I guidatori possono, inoltre, controllare in remoto attraverso un computer o dal proprio telefonino le funzioni di climatizzazione della vettura per trovarla alla giusta temperatura prima di partire e risparmia energia della batteria.
La Nissan LEAF ha costi di gestione particolarmente bassi: in Francia il costo dell’energia necessaria
a percorrere 100 km è pari a 1,9 euro, mentre per una vettura diesel di pari dimensioni e allestimento è di circa 7 euro. Quindi il break-even arriva in media verso i 5 anni (considerando l'incentivo), ma l'opzione della flessibilità del rapporto contrattuale permette di fare scelte in futuro che possono dare accesso a condizioni migliori senza immobilizzare capitale: è quindi possibile iniziare a risparmiare da subito. Le consegne sono iniziate già in Giappone, Stati Uniti, Portogallo, Regno Unito e Paesi Bassi.

Nel 2009, il Principato ha firmato una partnership estesa con l’Alleanza Renault-Nissan per lo sviluppo della mobilità a emissioni zero nel territorio del Principato. Da allora, la rete infrastrutturale di Monaco è cresciuta da 176 punti di ricarica normale a più di 400 oggi. Il Principato sta installando anche due stazioni di ricarica rapida capaci di ripristinare da zero all’80% della capacità energetica di Nissan LEAF in meno di 30 minuti. I proprietari di vetture elettriche beneficiano anche di ulteriori agevolazioni: sgravi fiscali, accesso alle corsie preferenziali, spazi di parcheggio dedicati ai veicoli elettrici o a tariffe agevolate.