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sabato 24 marzo 2012

La Bluecar a Ginevra 2012 in due versioni: normale e carsharing

Bolloré: il servizio auto elettriche Autolib si può estendere all'Italia



La tessera con cui l'abbonato al servizio di cars sharing Autolib apre l'auto elettrica.

"Autolib va benissimo. Milano, Torino e Roma potrebbero fare l'analoga esperienza in corso a Parigi". Così Vincent Bolloré, commentando l'andamento di Autolib, il progetto di car sharing con auto esclusivamente elettriche dal design di Pininfarina e prodotte in Piemonte dalla Cecomp. "Prima dobbiamo completare il progetto a Parigi e nell'Ile de France e poi potremo guardare ad altre città", ha aggiunto Bolloré, parlando a margine del Salone dell'Auto di Ginevra. Il 5 dicembre 2011 il servizio Autolib è stato lanciato a Parigi con 250 veicoli. Il servizio continuerà a crescere gradualmente con l'arrivo della Bluecar numero mille entro metà marzo. Nei prossimi due mesi saranno 1.750 le auto elettriche che circoleranno a Parigi, ha aggiunto Bolloré. Bluecar è costruita a Bairo, vicino a Torino, dalla Cecomp.







 Particolari della presa di ricarica illuminata a LED.


La via all'efficienza: gli approcci diversi di Europa e Stati Uniti. Chi è più incisivo?

L'Europa punta sulla mobilità elettrica per raggiungere gli obiettivi che si è posta al 2050
Nei giorni scorsi al Parlamento europeo sono stati presentati 4 progetti (MOBI.Europe, ICT4EVEU, MOLECULES e sm@rtCEM) che si inquadrano nel programma della Commissione europea finalizzato all'appoggio della competitività e dell'innovazione (CIP), con l'obiettivo di dimostrare che la riduzione delle emissioni di CO2 collegate al trasporto sia nelle aree urbane che interurbane sia possibile, come anche aumentare il livello di conoscenza dei benefici della mobilità elettrica.
Del resto l'Unione europea si è posta un obiettivo ambizioso, cioè escludere qualsiasi veicolo a combustione interna dalle città e ridurre del 60% (rispetto al 1990) le emissioni di gas serra nel settore dei trasporti al 2050, obiettivo che può essere centrato solo attraverso un nuovo impulso alla ricerca indirizzata verso le nuove tecnologie e il consenso degli utilizzatori finali, cioè i cittadini.
I quattro progetti promossi dal Parlamento europeo hanno i seguenti obiettivi specifici: aumentare la cooperazione nel settore e supportare interoperabilità e standards comuni a beneficio degli utilizzatori finali; promozione della mobilità elettrica, da parte delle amministrazioni pubbliche, come una reale alternativa per la mobilità urbana e interurbana; testare e sviluppare standards per l'integrazione di sistemi di mobilità elettrica tra diversi paesi europei; testare soluzioni di ricarica intelligente (smart charging) dei veicoli al fine di aumentare l'efficienza della rete e contribuire ad una maggiore integrazione delle energie rinnovabili; dimostrare direttamente al pubblico i benefici prodotti dai nuovi veicoli, dai servizi ad essi associati e dall'interoperabilità delle soluzioni adottate a livello urbano, nazionale e transnazionale (con soluzioni di roaming tra paesi).
Uno dei progetti che ha destato maggiore interesse è MOBI.Europe, che presenta al suo interno le tre iniziative di mobilità elettrica che sono attualmente nello stato più avanzato in Europa: due di livello nazionale (MOBI.E in Portogallo e ecar IRELAND in Irlanda) e una di livello cittadino (Amsterdam electric). «Il nostro progetto - ha dichiarato João Jesus Caetano, coordinatore MOBI.Europe - riunisce dodici entità pubbliche e private, alcune delle quali sono pionieri e tra i principali attori del recente sviluppo tecnologico della mobilità elettrica in cinque paesi europei: Portogallo, Irlanda, Olanda, Spagna e Francia. MOBI.Europe è un progetto di integrazione, basato su sistemi Tic (Tecnologie dell'informazione e della comunicazione), che mira a garantire l'interoperabilità di quattro differenti iniziative in corso in Europa sia a livello di comunicazione che di business».
«Attraverso il progetto - ha continuato Caetano - contiamo di dare un contributo alla definizione di standards sia a livello di comunicazione che di business, che possano aiutare a creare, in un futuro molto prossimo, una infrastruttura europea per la mobilità elettrica pienamente interoperabile. Ci aspettiamo inoltre di mostrare come imprese europee stiano diventando i principali agenti di innovazione a livello mondiale in questo eccitante e promettente settore di sistemi intelligenti per la mobilità elettrica (smart-connected electro-mobility)». 

Incentivi auto elettriche 2012: negli USA Obama li innalza a 10mila dollari

obama
Auto elettriche, almeno negli Usa sembra stiano guadagnando lo spazio che meritano, visto che il Presidente Obama ha di recente annunciato che il nuovo bilancio 2012 prevede incentivi fino a 10.000 dollari per l'acquisto di veicoli elettrici.
Sale dunque la cifra stanziata dall'amministrazione Obama a vantaggio della mobilità sostenibile. Attualmente, per l'acquisto di un veicolo completamente elettrico, si ha diritto ad un credito d'imposta di 7.500 dollari (emanato ai tempi del suo predecessore, George W. Bush) che viene visualizzato quando si compila le dichiarazione dei redditi dell'anno. Ma grazie al nuovo piano di incentivi, gli sconti consentirebbero ai consumatori di tagliare ben 10 mila dollari dal costo stesso dell'auto elettrica, proprio al momento dell'acquisto.
Si tratta di un grosso passo in avanti, visto che molti dei modelli di auto alimentate ad elettricità sono ancora troppo costosi per i consumatori medi. In questo modo, ad esempio la Chevy Volt scenderebbe da 41.000 a 31.000 dollari, la Nissan LEAF da 36.000 a 26.000 e la nuova Mitsubishi a meno di 20.000.

Quest'ultima potrebbe essere già più accessibile, e comunque potrebbe essere considerato un buon investimento visto anche il rincaro globale dei prezzi dei carburanti. La mobilità americana presto potrebbe tingersi di verde.
E non è tutto. Lo sconto di 10.000 dollari potrebbe essere applicato anche ai veicoli a gas naturale e ad altri veicoli tecnologici ad energia pulita, o quelli a idrogeno.
E in Italia? Anche il Ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha fatto sapere di essere al lavoro per attuare un nuovo sistema di incentivi dedicati al settore delle auto elettriche. In Parlamento, promette Clini, si discuterà preso un disegno di legge bipartisan che sancirà l'avvio di nuovi incentivi: L'auto elettrica sta diventando un prodotto significativo, anche se di nicchia, per i sistemi urbani. Ci sono grandi case automobilistiche europee che stanno investendo su questo. Io spero che l'Italia riesca a consolidare la sua capacità produttiva per fare in modo che non succeda quello che è successo con il fotovoltaico. Siamo diventati importatori di moduli fotovoltaici, piuttosto che cogliere l'occasione degli incentivi per stimolare la produzione nazionale.


Se le tecnologie sono efficienti vanno diffuse e all'inizio, per un periodo limitato, possono essere incentivate con le risorse tolte alla tecnologie meno efficienti più diffuse, ma sovvenzionate. L'Europa promuove progetti pilota, gli Stati Uniti promuovono la costruzione fabbriche che producono le nuove tecnologie e contemporaneamente ne facilitano l'accesso dei consumatori consapevoli.

giovedì 22 marzo 2012

La Triennale con la LEAF - Conoscere e provare con mano l'emozionante tecnologia a zero emissioni

Nissan LEAF “THE TOUR”
23 marzo - 1 aprile: alla Triennale di Milano
Vicino al Fiat Café... un’innovativa e tecnologica manifestazione interattiva inaugura il lancio commerciale di Nissan LEAF in Italia. Prestissimo le prime consegne. 


Si inaugura domani la tappa italiana del Tour europeo dedicato alla pluripremiata LEAF e che in Italia dà il via al lancio ufficiale dell’elettrica di casa Nissan: il “Nissan LEAF TOUR” avrà luogo dal 23 marzo al 1 aprile presso la Triennale di Milano, punto di riferimento nel panorama artistico-culturale italiano ed europeo.

La sua sede, Parco Sempione - ovvero il “polmone verde” della città - sarà la cornice di questa manifestazione che coincide con l’inizio della commercializzazione italiana di Nissan LEAF, 100% elettrica prodotta in serie su scala mondiale ed è anche la prima elettrica ad aver conseguito il prestigioso premio “Auto dell’Anno 2011” in Europa, nel Mondo ed in Giappone, nonché il massimo punteggio sulla sicurezza: 5 stelle Euro N-Cap.

Per 9 giorni, Milano sarà la vetrina delle tecnologie e delle innovazioni legate ai temi della mobilità elettrica e offrirà al grande pubblico la possibilità di esplorare i benefici delle vetture a emissioni zero attraverso una serie di attività che avranno per protagonista Nissan LEAF: all’interno di un’ala dedicata, una mostra interattiva e la proiezione di un filmato in 3D, spiegheranno ai clienti i vantaggi della mobilità elettrica, mentre nell’area antistante l’ingresso della Triennale i cittadini milanesi, della Regione Lombardia, nonché il pubblico proveniente da tutta Italia, saranno invitati a sperimentare direttamente il piacere di un’esperienza di guida assolutamente silenziosa, brillante e pulita a bordo di LEAF.

La manifestazione avrà anche lo scopo di informare l’opinione pubblica sull’importanza di adottare, oggi più che mai, soluzioni di mobilità ecosostenibili, e offrirà elementi d’informazione e sensibilizzazione sui vantaggi in termini di riduzione delle emissioni inquinanti - atmosferiche ed acustiche – e sui benefici economici e operativi derivanti dall’utilizzo dell’auto elettrica: accesso gratuito a ZTL, parcheggi blu gratuiti, costi ridotti di funzionamento e di manutenzione, ecc.

La Conferenza Stampa d’inaugurazione del Nissan LEAF TOUR, prevista alle ore 12 di venerdì 23 marzo, sarà ripresa in diretta streaming dal portale “yahoo.it” e sarà accessibile ai clienti tramite il seguente link diretto: http://it.cars.yahoo.com/16032012/305/nissan-leaf-arriva-in-italia.html.

Nissan LEAF non solo è la vettura 100% elettrica attualmente più venduta nel mondo (oltre 25.600 unità a livello globale, vendute in 3 continenti – dato aggiornato a febbraio 2012), ma è la prova tangibile che la mobilità elettrica è già una realtà e che Nissan è leader di questa tecnologia.

Rivoluzionaria per concezione e contenuti, ma concreta quanto qualsiasi tradizionale autovettura a motore endotermico, Nissan LEAF è solo il primo passo verso la realizzazione di un modello di mobilità sostenibile a zero emissioni. LEAF è, infatti, il primo di un’intera gamma di rivoluzionari veicoli elettrici che Nissan produrrà e commercializzerà nei prossimi anni.








martedì 20 marzo 2012

REX e RIS: soluzioni per la aumentare la diffusione dei veicoli a trazione elettrica

Ospitiamo volentieri il testo seguente che prefigura una maggior diffusione dei veicoli a trazione elettrica anche a breve termine.



Considerazioni per la diffusione dei veicoli a trazione elettrica,
attraverso l’aumento della flessibilità d’impiego dei veicoli a batteria (BEV) e
dell’efficienza dei veicoli circolanti (ICE).


Premessa
Sarebbe interessante valutare la realizzabilità di due tipi di apparati distinti, che troveranno ampia applicazione per almeno 10-15 anni:
1. Range extender termico per veicoli a batteria: REX
2. Retrofit Ibrido seriale: RIS


In un periodo transitorio di 10-15 anni, prima della completa elettrificazione dei veicoli, è accettabile il concetto range extender, meglio se removibile e noleggiabile, montato su uno slot standard (attualmente non definito), fintantoché l'autonomia reale dei BEV non arrivi ad effettivi 300-400 km di autonomia a 130 km/h, ricaricabili in 5 minuti con batterie più leggere a costi accettabili (e mediante adeguata e diffusa rete di punti ad altissima potenza – quasi un megawatt, con storage – presso le aree di servizio).

D'altra parte non ha senso portare peso inutile come quello di un grosso motore termico che si utilizza poche volte all’anno. Come non ha senso un veicolo elettrico che pesi 2-2,2 t e che abbia 500 km di autonomia se ci giro all'80% in città e per brevi tragitti.

BENCHMARK. Il benchmark attuale da migliorare, almeno per l’autonomia elettrica, è Toyota Prius Plug-in, che adotta uno schema ibrido parallelo con batteria maggiorata:
1. Autonomia elettrica fino a 25 km.
2. Necessari 90 minuti per una ricarica completa utilizzando una presa elettrica convenzionale.
3. Consumi pari a 2,1 l/100 km, con emissioni di CO2 pari a 49 g/km.
4. In caso di esaurimento della batteria, la Prius Plug-in passa automaticamente al funzionamento in modalità full hybrid (HV), con emissioni e consumi pari rispettivamente a 85 g/km di CO2 e 3,7 l/100 km.
5. Autonomia totale superiore ai 1.200 km.
6. Abitabilità per 5 passeggeri adulti e una capacità del bagagliaio circa di 440 litri.
7. Prezzo: attorno ai 35.000 euro (?).

Altri schemi adottati da recenti veicoli possono essere interessanti, ma si tratta o di veicoli fuori target o non possono essere considerati per questioni di prezzo e di affidabilità (alcuni sono sotto esame).
Sono allo studio altri prototipi di carattere sportivo e di lusso con trazione integrale (un motore per ruota, montato nella massa sospesa) con range extender termico.

1. RANGE EXTENDER TERMICO PER VEICOLI A BATTERIA (REX)
La proposta è quella di aggiungere un compatto range extender (REX) da omologare per le vetture elettriche più diffuse o con potenziale di diffusione più elevato per aumentarne la diffusione attraverso l’aumento della fruibilità del veicolo elettrico a batteria anche su lunghe distanze, mantenendo un’elevata efficienza rispetto ai veicoli endotermici.
Occorre semplificazione del Nulla osta del Costruttore, ed avere un Collaudo in un unico esemplare.
Nel rendering il progetto dimostrativo della tedesca KolbenSchmidt.
Considerazioni preliminari sul range exterder per veicoli medi, in opzione removibile utilizzando uno slot standard.
1. L'estensore di autonomia è un motore a combustione interna che s'avvia se le batterie sono scariche, al fine di azionare il generatore che produce la corrente necessaria per alimentare il motore elettrico.
2. Il concetto è il seguente: per estendere l'autonomia dei veicoli elettrici dotati di batteria fissa (i nuovi futuri o quelli derivati da quelli riconvertiti) si può usare una batteria removibile o ancor meglio un generatore compatto mosso da un motore termico anche questo removibile. Al momento, un generatore elettrico removibile non esiste per questo tipo di applicazione. Le batterie sostituibili sì, ma sono enormi, grandi come quasi tutto il veicolo (il sistema c.d. BetterPlace va bene solo per flotte stanziali come distribuzione merci o i taxi; ad esempio, a Tokyo c’è una sperimentazione in corso).
3. Il modulo di generazione compatto endotermico removibile (serbatoio del combustibile + motore bicilindrico ottimizzato + generatore da 30 kWe) è compatibile con lo slot (o due slot) della batteria removibile standard.
4. L'ideale è arrivare ad uno slot di dimensioni standard da collocare in fase di progetto nel vano motore in posizione favorevole per non influenzare troppo il centro di gravità (o sperimentale: bagagliaio o sotto il pianale). In generale il concetto del range extender dovrebbe quindi essere basato su un cradle standard che potrebbe essere adottato dall'industria automobilistica o dai retrofitter per imbarcare a bordo, quando occorre, una batteria aggiuntiva o un modulo di generazione compatto, integrato e "autonomo" dotato delle necessarie connessioni input-output (controlli, potenza, aria, gas di scarico, bocchettone serbatoio accessibile).
5. Lo slot della batteria removibile standard ha forma regolare, dispone di connessioni (elettriche, idrauliche verso la batteria e verso il sistema di raffreddamento del veicolo) e sicurezze anti-manomissione e che impediscano il più possibile l’asporto non autorizzato.
6. Invece appare importante sviluppare e brevettare l'idea dello lo slot standard modulare per mettere da 1 a 3 batterie in serie o mettere a bordo il generatore removibile, solo quando serve oppure quando si viaggia lontano da infrastrutture di ricarica per il fast charging o da corsie elettriche attrezzate per la ricarica dinamica a risonanza magnetica. Il range extender modulare può essere acquistato o commercializzato per il noleggio (come le batterie di Renault/Betterplace). Lo slot (cradle o bay) o gli slot modulari quando sono vuoti possono essere utilizzabili come spazio di carico utile, con apposite protezioni per sicurezza o sporcizia.
7. Altra possibile applicazione è la batteria removibile con slot standard e non proprietario che implica un factor form della batteria condiviso e così come alcune caratteristiche salienti di base (connessioni elettriche, elettroniche e idrauliche per il controllo temperatura della batteria riscaldamento/raffreddamento standard e per ricambio rapido). Si tratta di una batteria accessoria in moduli compatti (di opportune dimensioni) e di forma regolare (oggi da 50 a 150 kg/3-10 kWh) da imbarcare solo quando si fanno lunghi viaggi (la cosa avrà ancora maggior senso anche quando i moduli delle batterie diventeranno meno pesanti e più densamente energetici) per non immobilizzare capitale e non avere a bordo peso inutile. Anche nella futuribile ipotesi che si sviluppasse la ricarica wireless dinamica (10 kWh) mediante apposite corsie di bobine risonanti, la soluzione del REX rimane la più flessibile e di immediata attuazione almeno per altri 20-25 anni. L’alloggiamento deve essere accessibile o dal fondo scocca o dal cofano del vano motore e la zona deve essere adatta per non influenzare troppo il centro di gravità. Tale slot deve essere installabile sui veicoli già circolanti sottoposti a retrofit dopo che sia stato rimosso il powertrain tradizionale (retrofit 100% elettrico + modulo).

FUNZIONI RANGE EXTENDER (REX):
1. Generatore/motore avvio motore termico.
2. Ricarica batteria/collegamento ad inverter veicolo.

SPECIFICHE DEL RANGE EXTENDER (REX):
1. Altezza del profilo: <15 cm;
2. Ingombri compatibili con i vani disponibili e non utilizzati a bordo veicolo (fondoscocca?);
3. Peso: 50-70 kg max a secco;
4. Ancoraggi meccanici di sicurezza;
5. Montaggio di un cradle con alcune parti fisse come le connessioni elettriche, idrauliche e pneumatiche (cavo di collegamento, presa aria, scarico, radiatore);
6. Potenza max 30 kWe in c.c. a 400V da fornire all'inverter (ingresso in c.c.);
7. Gestione dell’entrata in funzione su input dell'inverter/sistema gestione veicolo (upgrade del software?);
8. Serbatoio: 10 litri di benzina (100 kWh --> circa 35 kWh elettrici) che comunque consenta un raddoppio dell’autonomia in autostrada. Se possibile portare a 20 litri il serbatoio (l’autonomia triplica);
9. Per mantenere basso il profilo del range extender si potrebbe utilizzare motore endotermico Wankel da circa 500 cc circondato da celle di Peltier (che gira a regime costante di efficienza massima, potenza 35 kW) in mezzo a due generatori in c.c. piccoli (uno da una parte e uno dall'altra che avviano l’endotermico);
10. Coibentazione termica e acustica (e chiaramente con isolamento delle emissioni gassose e odorose);
11. Nel sotto-pianale, mediante il cradle montato stabilmente: presa aria, radiatore, scarico gas;
12. Il REX è dotato di celle di Peltier (ormai dal costo contenuto e con recuperi di energia termica prossimi al 5%) dove c'è calore residuo e aumentare i salti termici con opportuni raffreddamenti, scarico gas di combustione (filtrati ad acqua?), il radiatore (anche qui con le celle di Peltier) potrebbe essere collocato fisso al di sotto del pianale. Non si può utilizzare il circuito di raffreddamento presente a bordo (collegandosi ai tubi che raffreddano caricabatterie, motore, inverter e convertitore cc/cc del fast charging) perché lavora a temperature più basse;
13. Prezzo: 2000-3000 euro, prodotto di serie;
14. Mercato potenziale fino alla diffusione di batterie con materiali nanostrutturati ricaricabili in 5 minuti da 40-100 kWh, pesanti 250 kg.
Per la collocazione sul veicolo, ad esempio, si potrebbero sfruttare alcuni volumi presenti nel sottoscocca dei veicoli elettrici anteriormente o posteriormente.

ALCUNI ESEMPI
Ad un motore termico per aumentare l'autonomia dei veicoli elettrici ci sta lavorando anche Lotus Engineering, la divisione del gruppo Lotus che si occupa di consulenza tecnica in campo automobilistico: ha appena concluso una collaborazione tecnica e uno studio di mercato con Fagor Ederlan di Mondragon, il maggior gruppo mondiale di cooperazioni, proprio per giungere alla produzione del cosiddetto "estensore d'autonomia".
Lo studio ha portato ad un accordo con Lotus Engineering per sviluppare il motore per la produzione in serie e venderlo tramite Fagor Ederlan sul mercato automobilistico mondiale. L'estensore d'autonomia sviluppato dalla Lotus Engineering è un tre cilindri a benzina di 1.2 litri. Altri esempio impiegano bicilindrici di origine motociclistica.
Nelle vetture elettriche ad autonomia estesa, il motore a scoppio si avvia solo quando le batterie hanno un livello di carica sotto il 30% (l'autonomia elettrica è di circa 40-60 km su questa tipologia di vetture), di conseguenza l'efficienza del propulsore è una dote che passa in secondo piano rispetto alla leggerezza e alla compattezza del motore. Non a caso, l'azienda austriaca AVL ha sviluppato un gruppo generatore mosso da un motore Wankel, potente e dagli ingombri minimi.


2. RETROFIT IBRIDO SERIALE PER LE VETTURE CIRCOLANTI PIÙ RECENTI E DIFFUSE (RIS)

La proposta riguarda un retrofit elettrico omologato per le vetture esistenti, mantenendo una fruibilità accettabile anche su lunghe distanze, utilizzando il motore endotermico esistente come generatore, ma in grado all’occorrenza di essere connesso alle ruote. Occorre semplificazione del Nulla osta del Costruttore, ed avere un Collaudo in un unico esemplare. Una trasformazione del genere dovrebbe avere un prezzo contenuto in 12-14.000 euro al massimo.

FUNZIONI RETROFIT IBRIDO SERIALE (RIS)
1. Trazione elettrica/retromarcia;
2. Trazione seriale elettrica + termica (ibrido parallelo inseribile in autostrada);
3. Frenata rigenerativa;
4. Super capacitore fra motore elettrico e batteria di trazione (predisposizione per montaggio super nanocapacitore come quelli che impiegano materiali nanostrutturati delle dimensioni di una lattina da 50 cl in sviluppo presso FastCaps – fastcapsystems.com);
5. Ricarica batteria con motore endotermico a giri costanti;
6. Avvio motore termico mediante motore elettrico di trazione;
7. Scambio bidirezionale di energia con la rete, utilizzando l’inverter con le opportune protezioni per l’impianto elettrico a cui è connesso il veicolo;
8. Inverter con 8 canali (funzioni logiche mediante il software), con funzione di caricabatteria, anche oltre 3 kW/16A.

DESCRIZIONE. Anche per i veicoli circolanti potrebbe essere lanciata una sfida tecnica interessante: riconversione incentivata anche con norme di favore per l'accesso in città per chi trasforma in veicolo ibrido seriale a trazione elettrica e ricaricabile da rete un veicolo con motore endotermico, riducendo ad un terzo il serbatoio originario. Per fare questo occorre l'introduzione nell'ordinamento tecnico italiano (in altri paesi europei questa possibilità esiste già) di operare oculate modifiche ad un veicolo senza il consenso del produttore, utilizzando kit omologati con la procedura del collaudo in un unico esemplare (intervento del Legislatore).
La riduzione ad un terzo della capacità originaria del serbatoio del carburante, consente di installare nello spazio lasciato libero un modulo specifico per quel modello di vettura contenente la batteria di trazione (generalmente agli ioni di litio o meglio se litio polimeri, della capacità di alcuni kWh: circa 10); va sostituito all'interno della scatola del cambio il gruppo frizione con un motore elettrico piatto, raffreddato a liquido (da 40 a 60 kW, tipo gli YASA-750 di Yasa Motors).
All'interno del vano motore verrebbe alloggiato un inverter compatto, eventualmente anche con funzione di caricabatteria, e un supercapacitore (a materiali nanostrutturati, quanto prima) per recuperare più efficacemente energia durante le decelerazioni e ridurre il carico di lavoro per la batteria di trazione che è di capacità contenuta. Gli apparati elettrici di potenza sono raffreddati a liquido con circuito separato.
ELEVATA INTEGRAZIONE. L'inverter potrebbe in opzione essere strutturato per assolvere le funzioni di caricabatteria aggiungendo più linee di potenza bidirezionali e relative protezioni, oltre che gli altri flussi di energia da gestire durante i vari stati di funzionamento del veicolo. Una funzione importante ed innovativa è quella di scambiare energia con la rete (in opzione, in modalità wireless a risonanza magnetica) in maniera bidirezionale: a tal fine sarebbe interessante verificare la possibilità di utilizzare un inverter evoluto che incorpori anche le protezioni per cedere energia all’impianto elettrico a cui è connesso il veicolo.
IBRIDO PARALLELO INSERIBILE. All'interno della scatola del cambio verrebbe alloggiato un rinvio meccanico inseribile, gestito dall'elettronica del veicolo, per collegare il motore termico direttamente alle ruote durante andature autostradali o di particolare sforzo per aiutare il motore elettrico (utilizzare due frizioni elettromagnetiche?). Il sistema di gestione provvederebbe a ricaricare la batteria di trazione mediante inversione dei flussi di energia durante i rilasci o i tratti in discesa o durate le decelerazioni (i freni meccanici terminano in ogni caso la frenata) con accumulo temporaneo nel supercapacitore, connesso alla batteria tramite l’inverter. L'autonomia combinata elettrica e termica di un veicolo del genere potrebbe essere attorno ai 300 km, ricaricabili su strada in qualsiasi distributore di carburante, ma con un notevole risparmio di peso.
EVOLUZIONI. In opzione possono essere aggiunti motori elettrici compatti sull’asse privo di trazione per configurazioni più avanzate di recupero dell’energia in frenata o gestire una trazione integrale che includa un fine controllo di trazione. Uno schema simile era adottato, utilizzando un bicilindrico di origine motociclistica come range extender, dalla Mini della PML oggi Protean Electric.
CAMBIO INTEGRATO. Un altro fattore da considerare potrebbe essere un motore elettrico con cambio a diversi rapporti che aumenta la velocità a parità di giri, grazie alla demoltiplicazione. È prodotto in Italia da una ditta di Umbertine (PG) che costruisce i motori per le moto elettriche di BRAMMO e ZERO MOTORCYCLES.

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Considerazioni per la diffusione dei veicoli a trazione elettrica, attraverso l’aumento della flessibilità d’impiego dei veicoli a batteria (BEV) e dell’efficienza dei veicoli circolanti (ICE). by Daniele Bonafede is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 3.0 Unported License.
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Supercapacitori: il grafene disegnato con un comune laser da dvd

da Business magazine

Grafene, ideale anche per i supercondensatori

I ricercatori dell'UCLA hanno realizzato un supercondensatore con elettrodi in grafene, che mostra interessanti proprietà elettriche tali da renderlo idoneo per impieghi di stoccaggio energetico


I ricercatori dell'UCLA - University of California, Los Angeles hanno ideato un metodo per la realizzazione di particolari supercondensatori ed ultracondensatori elettrochimici impiegando ilgrafene per la produzione degli elettrodi, riuscendo così ad incrementare significativamente le prestazioni di questi dispositivi e rendendoli idonei ad impieghi di stoccaggio energetico.

I supercondensatori differiscono dai condensatori tradizionali che si possono trovare in qualunque dispositivo elettronico, principalmente per il fatto che possono conservare una quantità di carica considerevolmente superiore. Da qualche tempo vengono indagate le possibilità di impiegare i supercondensatori come dispositivi di stoccaggio energetico dal momento che possono caricarsi e scaricarsi in maniera molto più rapida rispetto alle batterie, ma sono ancora limitati da basse densità di energia, pari solamente ad una frazione di quanto possibile con le normali batterie.

Un supercondensatore in grado di abbinare le prestazioni di carica e potenza dei condensatori con la densità di energia delle batterie rappresenterebbe un passo avanti significativo nelle tecnologie di stoccaggio dell'energia. Per poter arrivare a questo traguardo sono pero necessari nuovi elettrodi che non solo mantengano un'elevata conducibilità elettrica, ma che mettano a disposizione una maggiore superficie rispetto agli elettrodi a carboni attivi dei supercondensatori tradizionali.

Le prestazioni di un dispositivo per lo stoccaggio di energia vengono valutate in base a due elementi, la densità di energia e la densità di potenza. Per semplificare, immaginiamo di utilizzare un dispositivo di questo tipo per alimentare un'automobile elettrica: la densità di energia indica l'autonomia dell'auto con una singola carica, mentre la densità di potenza ci dice quale sia la velocità massima raggiungibile.



I ricercatori dell'UCLA hanno utilizzato un comunissimo masterizzatore DVD con tecnologia LightScribe per la produzione di questi elettrodi, che sono composti da una rete di grafene che mostra eccellenti proprietà meccaniche ed elettriche, così come un'elevatissima superficie di scambio, ricoprendo un disco DVD con uno strato di ossido di grafite. I supercondensatori realizzati con questi nuovi elettrodi, denominati Laser Scribed Graphene (LSG), mostrano valori di densità energia molto elevati anche con differenti elettroliti, mantenendo l'elevata densità di potenza e l'eccellente stabilità di ciclo propria del supercondensatore. I supercondensatori così realizzati mantengono inoltre eccellenti proprietà elettrochimiche anche sotto elevato stress meccanico.

Richard B. Kaner, professore di chimica e di scienze ed ingegneria dei materiali, commenta: "Il nostro studio dimostra che i supercondensatori basati sul grafene conservano più carica rispetto alle batterie convenzionali, ma possono essere caricati e scaricati da centinaia a migliaia di volte più velocemente". "Qui presentiamo un metodo per la realizzazione di supercondensatori ad elevate prestazioni basati sul grafene mediante un approccio molto semplice che evita di dover re-impilare i fogli di grafene" gli fa eco Maher F. El-Kady, principale autore della pubblicazione su Science.

Gli elettrodi realizzati con questo metodo non mostrano i problemi che affliggono i convenzionali elettrodi a carbone attivo e che hanno rappresentato fino ad ora un limite alle prestazioni dei supercondensatori commerciali. Il laser LightScribe permette anzitutto la simultanea riduzione ed esfoliazione dell'ossido di grafite, producendo una rete aperta di LSG con una maggior superficie accessibile.

Gli elettrodi LSG sono inoltre caratterizzati da una buona robustezza meccanica e hanno maggior conducibilità rispetto ai carboni attivi (oltre 1700S/m rispetto ai 10-100S/m) il che si traduce nella possibilità di impiegare tali elettrodi senza la necessità di usare collettori di corrente come accade per i supercondensatori convenzionali a carboni attivi. Queste proprietà consentono agli elettrodi LSG di agire sia da materiale attivo, sia da collettore e la combinazione di entrambe le funzioni in un singolo strato porta ad avere un'architettura più semplice rendendo i supercondensatori LSG maggiormente efficienti dal punto di vista dei costi.

I supercondensatori commercialmente disponibili consistono di un separatore interposto tra due elettrodi con un elettrolita liquido che è avvolto a spirale e inserito all'interno di un contenitore cilindrico o impilato in una cella a bottone. Questi dispositivi però possono essere soggetti a pericolose perdite del liquido elettrolita e la loro conformazione non dona una sufficiente flessibilità per l'impiego all'interno di dispositivi elettronici.

Il team di ricercatori ha sostituito l'elettrolita liquido con un polimero gel che agisce anche da separatore, riducendo così lo spessore del dispositivo ed il suo peso, semplificando il processo di fabbricazione dal momento che non sono necessari speciali materiali per il packaging. Per valutare in condizioni reali il potenziale di questi dispositivi, il team di ricerca ha collocato uno di questi supercondensatori sotto costante stress meccanico per analizzarne le prestazioni, prendendo atto di come in realtà non vi siano effetti sulle prestazioni del dispositivo. "Attribuiamo le elevate prestazioni e la resistenza alla flessibilità meccanica degli elettrodi, assieme alle strutture di rete tra gli elettrodi stessi e l'elettrolita in gel. L'elettrolita si solidifica durante l'assemblaggio e agisce come una colla che mantiene assemblati i componenti del dispositivo" ha spiegato Kaner.

Questo livello prestazionale non è mai stato raggiunto in dispositivi commerciali e i risultati mostrano come i supercondensatori basati sul grafene possono portare a sistemi di stoccaggio di energia ad elevate prestazioni, per la prossima generazione di dispositivi elettronici portatili.


da Tom's hardware

Batterie elastiche che si ricaricano in fretta: grazie grafene

Grafene e un masterizzatore DVD con tecnologia LightScribe per creare elettrodi per supercondensatori con proprietà meccaniche ed elettriche eccellenti.

Basta un masterizzatore DVD con tecnologia LightScribe per creare supercondensatori per batterie a elevata autonomia dedicate all'elettronica del futuro - cioè quella flessibile. Secondo i ricercatori della UCLA (Università della California) i supercondensatori rappresenteranno il futuro dell'archiviazione energetica, poiché si caricano e scaricano più rapidamente delle batterie.

Il problema è che sono ancora limitati da una densità energetica troppo bassa, una frazione di quella offerta dalle batterie. Per eliminare questo limite servono perciò nuovi elettrodi capaci di mantenere un'elevata conduttività, ma anche di offrire una superficie maggiore rispetto ai tradizionali condensatori elettrochimici dotati di elettrodi a carboni attivi. Ed è proprio qui che entrano in gioco i masterizzatori DVD con tecnologia LightScribe.

Gli elettrodi realizzati attraverso con dispositivi sono composti di una rete espansa di grafene che mostra eccellenti proprietà meccaniche ed elettriche, oltre che una superficie molto elevata. Questo consente di creare condensatori EC (elettrochimici) al grafene ad alte prestazioni in grado di mantenere eccellenti attribuiti elettrochimici anche sotto elevato stress meccanico. Il processo è basato sul rivestimento di un DVD con una pellicola di ossido di grafite successivamente trattata con il laser presente all'interno di un lettore DVD LightScribe per produrre elettrodi di grafene.



Queste soluzioni, chiamate Laser Scribed Graphene (LSG), mostrano valori di densità energetica molto elevati in differenti elettroliti e mantengono un'elevata densità di potenza, con un eccellente ciclo di stabilità per i condensatori elettrochimici. "Il nostro studio dimostra che i nuovi supercondensatori al grafene archiviano più carica delle batterie tradizionali, ma possono essere scaricati e caricati da centinaia a migliaia di volte più rapidamente", ha dichiarato Richard B. Kaner, professore della UCLA. Gli elettrodi LSG non hanno gli stessi problemi di quelli a carboni attivi che finora hanno limitato le prestazioni delle soluzioni elettrochimiche commerciali.

Il laser LightScribe serve realizzare, nello stesso passaggio, una riduzione ed esfoliazione dell'ossido di grafite e produce una rete aperta di LSG con un'area maggiore e molto più accessibile. Questo si traduce in una capacità di archiviazione della carica più elevata da parte dei supercondensatori LSG. La struttura a rete aperta degli elettrodi aiuta a minimizzare il percorso di diffusione degli ioni nell'elettrolita, cosa cruciale nella ricarica di un dispositivo. Questo significa che i supercondensatori LSG possono di fornire potenza ultraelevata in un breve periodo di tempo, a differenza di quelli a carboni attivi.

Gli elettrodi LSG sono meccanicamente robusti e mostrano un'elevata conduttività (>1700 S/m) rispetto a quelli a quelli a carboni attivi (10-100 S/m). Ciò significa che gli elettrodi LSG possono essere usati direttamente senza la necessità di leganti o collettori di corrente, come un condensatore elettrochimico a carbone attivo tradizionale. Queste proprietà permettono all'LSG di agire sia come materiale attivo che come collettore di corrente in un condensatore elettrochimico. La combinazione di due funzioni in un unico strato porta ad avere un'architettura semplificata e rende i dispositivi con supercondensatori LSG convenienti.




A dispetto dei condensatori elettrochimici tradizionali con liquido elettrolita avvolto a spirale e confezionato in un contenitore cilindrico o impilato in una cella a bottone, il team ha usato un gel polimerico che funge anche da separatore, riducendo ulteriormente lo spessore e il peso del dispositivo, nonché semplificando il processo di fabbricazione perché non richiede particolari materiali d'imballaggio. Per valutare il potenziale di questa soluzione sotto condizioni reali i ricercatori hanno posto il dispositivo sotto uno stress meccanico costante per analizzarne le prestazioni, che non sono state influenzate.

"Attribuiamo le alte prestazioni e la resistenza alla flessibilità meccanica degli elettrodi, assieme alle strutture di rete tra gli elettrodi e il gel. L'elettrolita solidifica durante l'assemblaggio del dispositivo e agisce come collante che tiene insieme i componenti del dispositivo", ha dichiarato il professor Kaner. Questo metodo migliora l'integrità meccanica e aumenta il ciclo di vita del dispositivo anche in condizioni estreme.

Per tutte queste ragioni, i supercondensatori LSG potrebbe aprire la strada a sistemi di archiviazione ottimali per la prossima generazione di dispositivi elettronici portatili flessibili. Ovviamente siamo ancora in fase di ricerca, ma come abbiamo spesso visto nel corso della storia dell'umanità, ciò che si semina oggi può dare buoni frutti domani, per cui queste ricerche sono molto importanti.

sabato 17 marzo 2012

INFINITI EMERG-E Concept

L'EFFICIENZA ENTUSIASMANTE... CHE EMERG-E!
Vettura sportiva a trazione elettrica con batteria al litio, due motori per le ruote posteriori e generatore endotermico per estendere l'autonomia quando necessario. Ispiratevi. Tutto questo, presto, sulle auto normali. 


L’INFINITI EMERG-E Concept, che ha debuttato al Salone dell’Auto di Ginevra 2012, è un'efficientissima auto sportiva a propulsione elettrica con piattaforma anteriore-centrale che offre un’intrigante anteprima delle prospettive di Infiniti per il futuro. INFINITI EMERG-E è la prova tangibile dell’intenzione di Infiniti di produrre un’ammiraglia audace, che realizzi la promessa del marchio “Inspired Performance”, ovvero prestazioni ispirate. La concept presenta inoltre una gamma di nuove, entusiasmanti tecnologie che la casa giapponese adotterà nella sua ricerca dell’auto ad alte prestazioni ideale, coinvolgente e sostenibile. INFINITI EMERG-E aggiunge, inoltre, un tocco di freschezza al design di Infiniti, applicato per la prima volta a un’auto con piattaforma anteriore-centrale. INFINITI EMERG-E riveste una particolare importanza per il marchio anche per essere la prima Infiniti sviluppata in Europa. Non solo: nella ricerca della componentistica più innovativa e del patrimonio di conoscenze tecniche più ricco, la sua tecnologia avanzata trae deliberatamente ispirazione dalle competenze di fornitori che non rientrano fra quelli soliti. Una ricerca che ha portato Infiniti a partecipare all’iniziativa del Technology Strategy Board del Governo britannico,finalizzata a portare quanto prima sulle strade inglesi veicoli a basse emissioni. INFINITI EMERG-E è la quintessenza della filosofia delle Inspired Performance di Infiniti. È un’auto sportiva elettrica da 300 kW con due motori collocati centralmente, capace di accelerare da 0 a 100 km in appena 4 secondi e da 0 a 208 in un unico flusso di potenza da 30 secondi. E naturalmente, con un’autonomia di 50 km, si trasforma in uno spumeggiante veicolo urbano a zero emissioni, che diventano appena 55 g/km di CO2 (ciclo NEDC) quando entra in funzione quello termico a benzina. In una lunghezza di 4,464 metri, la compatta due posti INFINITI EMERG-E contiene due motori elettrici, una batteria agli ioni di litio, quattro inverter, un motore di combustione per l’estensione dell’autonomia (range extender) e un serbatoio per la benzina. Il tutto efficientemente racchiuso in una scocca estramemente aerodinamica e leggera caratterizzata da una fluidità di design che poteva portare solo la firma Infiniti. “È elegante e dinamica al tempo stesso e ha una potenza aggraziata”, ha sottolineato il Vicepresidente senior e Direttore Creativo Shiro Nakamura. “Le auto con piattaforma anteriore-centrale sono di solito più spigolose, mentre la carrozzeria dell’INFINITI EMERG-E è come seta che avvolge le ruote”.

La caratteristica particolare della concept EMERG-E è che contiene un insieme di tecnologie e soluzioni mai provate prima, così come imposto dai requisiti del TSB. Tra questi ultimi vi è anche la condivisione di diversi componenti tra i vari membri del consorzio, in quanto lo scopo è promuovere economie di scala per lo sviluppo, sebbene l'approccio alla loro implementazione differisca. EMERG-E è un'auto elettrica ad autonomia estesa, la cui propulsione è affidata al 100% a una coppia di motori elettrici EVO da 150 kW che muovono le ruote posteriori. Questi motori avanzati convogliano la loro potenza tramite un cambio monomarcia (XTRAC) creando quello che è, in effetti, un differenziale aperto, un sistema che riduce le perdite dovute alla frizione. Un inverter a quattro canali controlla i motori, la funzione di rigerazione dell'energia durante la frenata e l'invio dell'energia recuperata durante le decellerazioni a una batteria agli ioni di litio montata dietro i sedili. La batteria può essere alimentata mediante una presa di alimentazione domestica o a ricarica rapida, in corrente continua da 50 kW  in alcuni minuti, e contiene sufficiente energia per percorrere 50 chilometri in ambiente urbano, dopodiché entra in azione il motore a benzina che serve da generatore. Questo motore a tre cilindri, 1,2 litri e 35 kW è leggero e ultracompatto ed è stato studiato appositamente da Lotus Engineering come motore range-extender. Il sistema di propulsione ad alte prestazioni e basse emissioni di EMERG-E è installato all'interno di un telaio in alluminio leggero sul quale si innestano pannelli ultraleggeri in fibra di carbonio. Se si pensa che questo materiale è il 20% più robusto e il 50% più leggero del materiale composito normalmente utilizzato per le auto sportive, è facile capire come la struttura superiore in carbonio dell'EMERG-E contribuisca in grande misura a contenere il peso a vuoto della vettura entro i 1598 kg, un valore piuttosto basso per una supercar elettrica.











la trazione integrale ibrida seriale plug-in secondo Mitsubishi

La nuova Mitsubishi Outlander è una crossover a trazione integrale ibrida seriale ricaricabile da rete  


Dopo avere sperimentato e messo su strada l'auto totalmente elettrica i-MiEV, Mitsubishi commercializzerà entro l'anno fiscale 2012 la nuova vettura ibrida Plug-in derivata dalla nota versione a quattro ruote motrici e motore termico Outlander rinnovato.
La trazione elettrica sarà affidata all'asse anteriore mentre il motore a benzina agirà sull'asse posteriore, con una combinazione in sintonia tra l'una e l'altra secondo le condizioni d'uso stradali. I due motori fanno insistono sugli assi anteriore e posteriore indipendente.
Il veicolo utilizza un sistema ibrido plug-in con batterie ad alta capacità al litio che permette di percorrere 50 km in modalità esclusivamente elettrica, sufficienti per la maggior parte delle abitudini quotidiane.
A seconda del consumo di energia e della quantità di energia residua ancora presente nella batteria, il sistema dispone automaticamente l'avvio del motore a benzina in funzione di generatore elettrico. Nei percorsi in cui è possibile correre a velocità più elevate il motore termico posteriore entrerà in funzione come supporto al motore elettrico anteriore. Inoltre, mediante un pulsante, il guidatore avrà la libertà di selezionare il "Battery Mode Drive" quando vuole guidare tranquillamente e senza emissioni nelle zone residenziali o in campagna in modalità elettrica pura. Si potrà passare ad una "modalità di ricarica della batteria" durante gli spostamenti, controllando l'uso di batteria e utilizzando il motore come un generatore per ricaricare le batterie. Quando il conducente aziona i freni, ambedue i motori agiscono come un generatori in recupero dell'energia cinetica per usarla per la caricare della batteria.
La nuova Outlander Mitsubishi ibrida plug-in permetterà una percorrenza di oltre 800 km con emissioni di CO2 inferiore a 50 g/km.

Sistema ibrido plug-in a base elettrica di Mitsubishi Motors
 
Pioniere della mobilità elettrica sin dal 1966, nonché primo grande costruttore a lanciare la produzione in
serie di auto elettriche (i-MiEV nel 2009), Mitsubishi Motors rinnova costantemente il proprio impegno a
esplorare nuove frontiere che consentano ai veicoli elettrici (EV) di avventurarsi oltre le aree urbane.
Questa prospettiva a lungo termine si concretizzerà in un progetto di R&S ad ampio raggio, focalizzato su
nuovi componenti elettronici e tecnologie per le batterie (in linea con la strategia Road Map for Next
Generation Vehicle di METI*), sistemi di propulsione innovativi (come i motori “in-wheel”**) e veicoli a
lunga percorrenza/impatto ultraridotto – il cui primo esemplare sarà il P-HEV a base elettrica Outlander,
pronto al lancio nel corso del 2013.

Anteprima assoluta
Tutti questi promettenti brevetti non sono destinati a rimanere in vetrina. Al contrario, diventeranno
proposte commercializzabili, in grado di rispondere alle esigenze concrete e alle aspettative dei
consumatori di tutto il mondo. Uniti alle altre esclusive tecnologie Mitsubishi Motors, daranno vita a
prodotti MMC unici nel loro genere.

In tal senso, l’esordio del P-HEV Outlander rappresenterà una pietra miliare:
• Primo P-HEV prodotto da Mitsubishi Motors, si tratta di un veicolo a base elettrica, che attinge al
know-how della Casa in materia di auto elettriche ed elettronica e dispone di un motore benzina
supplementare in caso di necessità.
• Forte della leggendaria esperienza di Mitsubishi nel campo delle trazioni integrali, sarà anche la
prima auto elettrica 4x4 prodotta in serie.

• La particolare combinazione di sistemi di propulsione (motore elettrico anteriore + motore
elettrico posteriore + motore benzina con generatore/trazione anteriore) si tradurrà in tre diverse
modalità di guida:
1) Elettrico puro (EV 4WD a due motori)
2) Funzionamento in serie (EV 4WD a due motori, supportato da generatore endotermico)
3) Funzionamento parallelo (EV 4WD a due motori, integrato da motore a combustione
interna)
• Sfruttando le possibilità offerte dalla versatile architettura, il nuovo Outlander sarà il primo P-HEV
integrato, ossia progettato e costruito accanto alle convenzionali versioni con motore a
combustione interna del veicolo, non in un secondo momento – un’esclusiva sul mercato.
• La versione P-HEV non è quindi un semplice adattamento della controparte con generatore
endotermico già esistente: questa integrazione tecnica è stata prevista sin dalla progettazione
della piattaforma e dell’architettura elettronica di Outlander.
Base elettrica + modalità multipla + doppio motore + ibrido plug-in + 4WD
permanente (+ crossover)…
Il sistema ibrido plug-in a base elettrica di MMC si serve di batterie di trazione a elevata capacità che
consentono di percorrere oltre 50 km rimanendo in modalità elettrica 4WD; ciò significa che il veicolo può
essere guidato unicamente come EV nella maggior parte delle situazioni quotidiane. Ecco, inoltre, alcune
delle caratteristiche più rilevanti:
• A seconda del consumo energetico e dell’autonomia residua, il sistema avvia automaticamente il
motore benzina come generatore (modalità “in serie”).
• Alle velocità più sostenute (entro i limiti legali), il motore a benzina altamente efficiente eroga una
coppia supplementare per assistere i motori anteriore e posteriore (modalità “parallela”).
• In aggiunta, premendo semplicemente un pulsante, il conducente ha la possibilità di attivare la
modalità “Battery Drive” quando preferisce una guida 100% elettrica, più silenziosa e senza
emissioni (a livelli di batteria sufficienti) .
• Al tempo stesso, il conducente può passare alla modalità di ricarica in viaggio “Battery Charge”,
studiata per dosare la potenza della batteria e usare il motore come generatore per caricare le
batterie.
• Non appena il conducente aziona i freni, i motori anteriore e posteriore fungono da generatori,
recuperando l’energia cinetica per caricare la batteria di trazione.
• Il sistema P-HEV di Mitsubishi Motors si avvale di una rivoluzionaria combinazione fra doppio
motore, trazione integrale e S-AWC (Super-All Wheel Control) di nuova concezione. Basato sulla
tecnologia di trazione integrale sviluppata e affinata per Lancer Evolution, S-AWC controlla i
sistemi 4WD, ASC e ABS simultaneamente e, abbinato al sistema EV ibrido plug-in di Mitsubishi,
contribuisce a ottimizzare i consumi di carburante.
• I due motori elettrici muovono gli assi anteriore e posteriore indipendentemente. Essendo in
grado di offrire un controllo superiore, senza il minimo ritardo, i motori assicurano una gestione
molto più precisa della trazione integrale. Il sistema a due motori 4WD non prevede l’albero di
trasmissione, il sistema idraulico e il piatto della frizione usati per collegare gli assi anteriore e
posteriore dei sistemi 4WD tradizionali.
• Oltre a offrire tecnologie di sicurezza attiva all’altezza della sofisticata trasmissione 4WD, il
sistema P-HEV Mitsubishi rende immediatamente disponibile il 100% della coppia erogata dai
motori elettrici, per consentire accelerazioni grintose quanto un V6 da 3 litri – mentre i due motori
elettrici garantiscono una progressione fluida, particolarmente utile per la guida invernale.
Una volta montato sul nuovissimo Outlander, il sistema ibrido plug-in a base elettrica Mitsubishi (con
motore a benzina aggiuntivo) assicurerà un’autonomia di percorrenza ed emissioni analoghe a quelle
della show car Concept PX-MiEV II, ovvero rispettivamente 800 km di autonomia e un obiettivo di
emissioni sotto i 50 g/km di CO2.
(Dati soggetti a omologazione finale)