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giovedì 10 maggio 2012

L'AEEG ha illustrato la memoria sulle infrastrutture di ricarica su suolo pubblico per i veicoli elettrici

Veicoli elettrici, Autorità per l'energia: i costi non ricadano in bolletta 
“Servono normative a prova di futuro”: responsabilizzare il distributore sul rischio tecnologico e no a costi in bolletta.

I costi per gli incentivi alla realizzazione di infrastrutture di ricarica per le auto elettriche non devono ricadere sulla bolletta elettrica ma, solamente sui nuovi consumatori elettrici mobili; inoltre, se si sceglierà di perseguire il modello distributore (cioè affidare la costruzione e la gestione delle colonnine alle imprese di distribuzione dell'energia elettrica), sarà necessario garantire la separazione almeno contabile tra le attività  quella relativa ai sistemi di ricarica e quella di distribuzione dell'elettricità  garantendo inoltre l'accesso alle colonnine a tutti i venditori di energia che ne facciano richiesta; infine, bisognerà fare in modo che gli investimenti in sistemi di ricarica diffusi non si trasformino in investimenti stranded, ossia non recuperabili, escludendo la possibilità di copertura di tali costi attraverso le tariffe elettriche, in caso di rapida obsolescenza. Queste le osservazioni espresse dall'Autorità per l'energia in occasione dell'audizione, svoltasi ieri presso la commissione VIII Ambiente della Camera (pagina dei resoconti delle audizioni presso le commissioni), sul disegno di legge "Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani", che contiene, all'articolo 6, gli incentivi alla realizzazione delle infrastrutture di ricarica delle auto elettriche.

In generale l'Autorità ha chiesto che la legislazione in materia, visto il rapido sviluppo tecnologico atteso, sia ispirata alla logica della sunset rule, ovvero che includa termini o tempistiche per una revisione e che, in generale, contenga elementi di flessibilità e gradualità.

Quanto agli scenari di sviluppo, l'Autorità sottolinea che entro due-tre anni potrebbero essere disponibili veicoli equipaggiati con batterie da 24-36 kWh e autonomia compresa tra 150-250 km, ricaricabili rapidamente e completamente in meno di un'ora. Inoltre, si legge ancora nella memoria depositata, il costo degli apparati di ricarica rapida è in forte diminuzione, con costi a partire da 10.000 euro circa (connessione esclusa), mentre solo due anni fa avevano un prezzo oscillante fra i 20.000 e i 30.000 euro circa. Quanto alle batterie delle auto, il salto tecnologico ai materiali nanostrutturati che consentiranno autonomie di varie centinaia di chilometri potrebbe tradursi in realtà, e quindi con la necessità di vere e proprie stazioni di servizio lungo con notevole storage elettrico e punti di erogazione con potenze attorno al megawatt, anche da un punto di vista commerciale, secondo la più accreditata letteratura tecnico-scientifica, a partire indicativamente dal 2020.

“Data l’importanza della mobilità elettrica per lo sviluppo del nostro Paese, in un contesto di rilevanti cambiamenti tecnologici, dovrebbero essere privilegiate soluzioni normative aperte e flessibili – a prova di futuro –, idonee a favorire lo sviluppo concorrenziale dei mercati, nonché adeguatamente sperimentate e in grado di adattarsi alle evoluzioni tecnologiche in atto ed alle best practice gestionali individuate a livello nazionale ed europeo”. E’ quanto ha sostenuto l’Autorità per l’Energia nel corso dell’audizione di ieri in commissione Ambiente della Camera sul Ddl spazi verdi urbani che contiene norme per facilitare la realizzazione su suolo pubblico e aree private di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici.

Per il regolatore “ogni intervento normativo in materia dovrebbe ispirarsi alla logica della sunset rule, espressione con cui si è soliti indicare normative che già recano in sé termini o tempistiche per una loro revisione”.

Bisogna pertanto introdurre elementi di “flessibilità e gradualità”, soprattutto se il legislatore intendesse dare impulso immediato al “modello distributore” prefigurato nel Ddl, affidando appunto alle società di distribuzione il compito di installare, secondo criteri di programmazione stabiliti dell’Autorità, impianti di ricarica diffusi.

Per il regolatore l’opzione per il “modello distributore” dovrebbe configurarsi in maniera tale “da prevedere elementi di gradualità, che nella fase iniziale privilegino lo sviluppo concentrato delle infrastrutture di ricarica nelle aree con più alto potenziale di utilizzo (una sorta di ampliamento, su larga scala, dei progetti pilota), piuttosto che un’infrastrutturazione estensiva, maggiormente esposta al rischio di trasformarsi in un costo stranded”.

Occorre poi evitare che si creino “sussidi incrociati tra l’attività di distribuzione di energia elettrica e l’attività di realizzazione e gestione dei sistemi di ricarica e va responsabilizzata l'impresa di distribuzione locale rispetto al rischio tecnologico, escludendo espressamente che la tariffa elettrica possa essere utilizzata per coprire eventuali costi di ricarica divenuti irrecuperabili per obsolescenza”.

Bisogna infine garantire la compatibilità delle infrastrutture di ricarica realizzate dal distributore “con la logica dell’accesso non discriminatorio a tutti venditori di energia elettrica, in prospettiva pro-competitiva”.


Il documento
Osservazioni dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas al disegno di legge AC 3465-4290-B recante “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”

martedì 10 aprile 2012

Lista delle vetture e dei veicoli conformi al protocollo CHAdeMO per la ricarica rapida venduti in Italia

Veicoli e vetture conformi al protocollo CHAdeMO per la ricarica rapida venduti in Italia (nel 2011 e fino a marzo 2012).


Analizzando i dati di vendita di vetture elettriche vendute in Italia nel 2011 e neizoe primi tre mesi del 2012, emerge una evidenza assoluta. I modelli più venduti, anche considerando gli esigui numeri dei veicoli elettrici venduti sul mercato italiano - uno dei pochi in Europa e nel mondo industrializzato a non prevedere incentivi finanziari consistenti all'introduzione delle tecnologie di trazione più efficienti oggi disponibili - sono quelli provvisti anche di sistema di ricarica rapida in corrente continua ad alta potenza, conforme al protocollo di comunicazione CHAdeMO. Per la precisione: 189 su quasi 300 veicoli venduti nel 2011, mentre nel primo trimestre 2012, 86 veicoli CHAdeMO compliant contro 30.
Il protocollo CHAdeMO, nato in Giappone e applicato sin dal 2007 dai maggiori costruttori e dalla maggiore utility alle infrastrutture di ricarica pubblica ad alta potenza, collocate in numero esiguo (attualmente circa 1000 in tutto il Giappone e 200 in alcuni paesi europei) ma nei luoghi più frequentati, ha subito dimostrato di ridurre l'ansia di percorrenza e consentito agli utenti di percorrere più chilometri in città perché all'occorrenza in 5 minuti si può recuperare l'energia necessaria per "rientrare alla base", oppure aumentare fuori città il raggio di percorrenza giornaliero attrezzando una sorta di corridoi elettrici con punti ogni 30-40 km sulle arterie di comunicazione.
Il protocollo ha la funzione di trasferire i comandi del sistema di gestione del veicolo, che elabora i parametri della batteria di trazione, ad un caricabatteria esterno al veicolo che ha il compito di effettuare la conversione dell'energia elettrica da alternata a continua mediante potenze considerevoli, attualmente fino a 50 kW, ma in prospettiva a medio termine, fino a 100 o 200 kW per punto al crescere delle capienze delle batterie dei veicoli (grandi berline, pulmann, mezzi industriali, camion, grandi natanti dei servizi marittimi), nonché del miglioramento dei materiali. I dispositivi di ricarica con protocollo CHAdeMO sono connessi alla rete elettrica in corrente alternata trifase (125 A) come normali apparati industriali (un ascensore, una gru di cantiere, un grande forno elettrico, ecc.).

Questa tipologia di ricarica dei veicoli elettrici comporta l'utilizzo di caricabatteria di terra, (c.d. "modo 4") e comporta numerosi vantaggi e benefici, fra cui:
- brevi tempi di ricarica senza deterioramento della batteria;
- maggior flessibilità d'uso del veicolo essendo praticabili ricariche di 5, 10 o 30 minuti con recuperi di percorrenze consistenti (rispettivamente, di 25, 50 o >100 km);
- minor peso imbarcato a bordo del veicolo (circa 70 kg in meno);
- prezzo del veicolo più basso;
- assenza di calore da smaltire a bordo del veicolo in sosta che scaturisce dalla conversione della correte elettrica da alternata, proveniente dalla rete elettrica, in continua accettata dalla batteria (con altri sistemi basati sui sistemi di bordo, l'intenso calore va smaltito a veicolo fermo con possibili scadimenti di prestazione);
- mancata moltiplicazione degli apparati di conversione costosi alcune migliaia di euro: ne basta uno per servire 30 o 60 veicoli al giorno e non "n" per "n" veicoli, con vantaggio per gli acquirenti dei veicoli;
- affidabilità di gestione del processo di ricarica rapida mediante l'utilizzo di un protocollo di comunicazione resistente ai disturbi di segnale e ben collaudato dall'industria automotive (CAN bus);
- scalabilità delle potenze di ricarica, senza dipendere troppo dalla disponibilità della rete, se si utilizza un sistema di accumulo locale, con conseguenti meno oneri per la rete e i suoi utenti;
- interfacciabilità ed integrazione semplificata con sistemi di accumulo (in corrente continua) e di produzione di energia da fonte rinnovabile, in particolare fotovoltaica (fonte tipicamente in corrente continua);
- interoperabilità con i veicoli non dotati di porta di ricarica in corrente continua: predisponendo una presa di ricarica in corrente alternata trifase, è possibile alimentare anche i veicoli che accettano elevate potenze di ricariche in corrente alternata.

 

Dati di vendita delle vetture elettriche in Italia (fonte UNRAE) nel 2011 (senza incentivi finanziari):

n.
marca
modello
gen/dic 2011
CHAdeMO compliant
NON CHAdeMO compliant
1
CITROEN
C-ZERO
89
89

2
SMART
FORTWO
80

80
3
PEUGEOT
ION
59
59

4
MITSUBISHI
I-MIEV
36
36

5
FIAT
PANDA
9

9
6
FIAT
DOBLO
6

6
7
FIAT
500
5

5
8
NISSAN
LEAF
5
5

9
TESLA
ROADSTER
4

4
10
FIAT
QUBO (*)
3

3



296
189
107


Nel 2011 sono stati venduti a livello mondiale 43.237 veicoli elettrici.

Dati UNRAE al 31/12/2011
(*) disponibile con opzione CHAdeMO presso un trasformatore di veicoli nuovi.



Dati di vendita delle vetture elettriche in Italia (fonte UNRAE) nei primi tre mesi del 2012 (senza incentivi finanziari):

n.
marca
modello
gen/mar 2012
CHAdeMO
compliant
NON CHAdeMO compliant
1
CITROEN
C-ZERO
40
40

2
PEUGEOT
ION
36
36

3
SMART
FORTWO
27

27
4
NISSAN
LEAF
6
6

5
MITSUBISHI
I-MIEV
4
4

6
FIAT
500 (*)
2

2
7
RENAULT
FLUENCE
1

1



116
86
30





Dati UNRAE al 31/03/2012
(*) disponibile con opzione CHAdeMO presso un trasformatore di veicoli nuovi.

Se il mercato italiano potrebbe sembrare troppo ristretto per fare dei confronti fra i veicoli CHAdeMO compliant e quelli sprovvisti del protocollo CHAdeMO, è utile considerare che a livello europeo o globale i risultati non sono tanto difformi da quelli riscontrabili, in piccolo, in Italia.


Modelli compatibili con il protocollo CHAdeMO più diffusi a livello globale

Citroen C-Zero (*) 2.800 circolanti in Europa, oltre 200 immatricolazioni in Italia.

Mitsubishi i-Miev dal 2009 a ottobre 2011: 13.000 nel mondo, di cui 2.600 in Europa e 40 in Italia (marzo 2012).
  Passengers: 4
Weight: 1110 kg
Driving range: 140 km
Battery: 16 kWh
 Mitsubishi i-MiEV
Nissan Leaf da dicembre 2010 a marzo 2012: 27.000 circolanti nel mondo (nel 2011 sono stati venduti a livello mondiale 43.237 veicoli elettrici dai vari costruttori; le vendite della Nissan Leaf a febbraio 2012 erano così ripartite: 12.300 in Nord America, 10.800 in Giappone e 2.500 in Europa. Per l'italia: 11 in Italia, dati: marzo 2012, per il 2012 previste 270 consegne.
Dal 2013: 150.000 unità all'anno prodotte negli USA, 50.000 in Giappone, 50.000 in Europa.
Passengers: 5
Weight: 1520 kg
Driving range: 175 km
Battery: 24 kWh
Nissan LEAF
European Car of the Year 2011
World of the Year 2011
Japan Car of the year 2011

Peugeot iOn (*) 3.000 circolanti circa in Europa, di cui 95 in Italia a marzo 2012.

(*) Il Gruppo PSA Peugeot-Citroen in Europa afferma di aver consegnato 4 mila unità alle quali si aggiungono 6 mila contratti (a dicembre 2011): si tratta di una versione della Mitsubishi i-Miev.




Passengers: 4
Weight: 1120 kg
Driving range: 140 km
Battery: 16 kWh
Peugeot iON - Citroen C-ZERO 


Altri modelli dotati di protocollo CHAdeMO di prossima introduzione


Vetture

Infiniti LE (2014), berlina 5 posti di lusso, dotata anche di ricarica senza fili a risonanza magnetica.


Toyota iQ EV (2012?).

















Veicoli commerciali
LCV come Nissan e-NV200 (foto) e Mitsubishi Minicab Miev


Camion leggeri
e-NT400 ATLAS Concept (mostra di riferimento)





Veicoli elettrici compatibili trasformati partendo da veicoli endotermici

Fiat Qubo Micro-vett con opzione CHAdeMO.










Fiat 500 Micro-vett con opzione CHAdeMO.












Modelli sprovvisti del protocollo CHAdeMO più diffusi

Smart ED: 2000 esemplari circolanti. Dal 2013 è prevista una produzione di decine di migliaia di esemplari.
Tesla Roadster: 2600 esemplari (2008-2011).
Tesla Model S: 20.000 esemplari l'anno dal 2013.

Modelli di prossima diffusione (alcuni già prenotabili):

Ford Focus EV
Ford Transit Connect
Renault Zoe (produzione annua ignota, disponibile dal Q3 2012, dispone di un sistema di ricarica veloce in corrente alternata trifase da 22 a 43 kW con i medesimi contatti utilizzati per la ricarica monofase).
Renault Kangoo Z.E. (produzione annua ignota, disponibile entro il Q1 2012).
Renault Fluance Z.E. (produzione annua ignota, disponibile a metà 2012).
Non si considera il quadriciclo Renault Twizy.


Altri costruttori americani o europei, in particolare tedeschi, devono comunicare ancora le date di disponibilità dei loro prodotti e dei volumi produttivi (ma si parla del 2013 o per alcuni degli anni 2014-2015 e anche 2017-2018).

martedì 3 aprile 2012

La Nissan Leaf scende in strada anche in Italia.

Leaf: Nissan spiega l'auto elettrica


Nissan ha da poco lanciato sul mercato italiano la sua prima vettura interamente elettrica, la Leaf. Il marchio giapponese ha presentato l’auto con il Nissan Leaf Tour che si è svolto alla Triennale di Milano e dove il pubblico poteva avvicinarsi all’auto provando l’esperienza di guidare un’auto elettrica. Lo hanno fatto alcune centinaia di attenti tester.

L’hatchback giapponese, curatissima nell'aerodinamica per aumentare efficienza e comfort anche alle alte velocità, monta un motore elettrico sincrono trifase da 80 kW con una coppia massima di 280 Nm accoppiato alla trazione anteriore. La potenza è largamente sufficiente per un comodo utilizzo dell’auto, dalla città, all’autostrada, passando per le zone extraurbane. L’autonomia dichiarata di circa 175 km risulta ottimale per le percorrenze giornaliere mentre, per chi volesse percorrere tragitti maggiori, è possibile ricaricare l’80% della batteria in meno di mezz’ora tramite le colonnine a ricarica rapida che verranno installate sul territorio italiano.

La Leaf è stata premiata come Auto dell'anno 2011in Europa e, oltre ad avere un impatto bassissimo sull'ambiente grazie al propulsore ad emissioni zero, è riciclabile al 95%. Lunga 4.445 mm, larga 1.770 ed alta 1.550 l'elettrica di Nissan presenta un allestimento unico con solo pochi accessori proposti a pagamento: il modello ha di serie tutto ciò che serve ed anche di più. Climatizzatore, navigatore satellitare e sistema di infotainment sono presenti di serie su tutte le Leaf mentre un utile accessorio proposto come optional è il piccolo pannello solare montato in coda sul portellone posteriore che ricarica la batteria 12V dedicata agli accessori ed alle luci. Disponibile come optional, oltre alla vernice metallizzata, anche il Cold pack che aggiunge sedili, specchietti e volante riscaldabili.

L'equipaggiamento di serie comprende anche moltissimi accessori che hanno permesso alla vettura di ottenere le 5 stelle dei test EuroNcap. Oltre all'immancabile ABS ed ESP, sulla vettura è presente anche un sistema di controllo della trazione e della stabilità, non mancano gli airbag lato guida, passeggero e laterali, oltre alle cinture di sicurezza con pretensionatore e limitatore di sforzo. Ai massimi livelli di sicurezza anche il sistema di ricarica che, oltre ad essere utilizzabile anche quando piove, ha un sistema automatico che stacca le porte di alimentazione quando l'auto è in uso e impedisce di muovere la vettura se il coperchio del vano porte di ricarica o i coperchi delle stesse sono sollevati. Ovviamente Nissan ha pensato anche ad eventuali cortocircuiti durante la fase di ricarica, creando un sistema che spegne il sistema in caso di problemi isolando momentaneamente le varie parti elettriche della vettura.

Aprendo il cofano della Leaf si ha l’impressione che l’auto abbia un motore termico: quella che esteticamente sembra una testata è l’inverter del motore che converte l’elettricità da corrente continua a corrente alternata dalla batteria di trazione al motore elettrico e viceversa. Dietro l'inverter è collocata la centralina che sovraintende alla ricarica rapida in corrente continua quando la vettura è collegata ad un carica batterie ad alta potenza esterno. All’interno del vano motore anche una batteria di servizio che alimenta la parte elettrica dell’abitacolo e le luci esterne, oltre che il generatore del suono che avverte i pedoni alle basse velocità o in retromarcia. Sul frontale dell’auto è presente un vano che, aprendosi tramite una leva posta all’interno dell’abitacolo, svela le due prese di ricarica: una dedicata alle colonnine rapide ad alta potenza (fino a 50 kW/500V/125A), ed una alle ricariche a bassa potenza (3 kW/220V/16A) con colonnine tradizionali, oppure tramite l’hardware installato a casa. Con l’autovettura, oltre al cavo per la ricarica alle colonnine, è fornito anche un secondo cavo d’emergenza con il quale è possibile ricaricare le batterie tramite una normale presa di corrente domestica a 10A.

Al momento dell’acquisto Nissan permette ai propri clienti di scegliere tra due diversi tipi di contratto per ricaricare la vettura: con Enel, oppure con qualsiasi altro fornitore di energia. Nel primo caso, oltre alla ricarica della vettura nel proprio garage, ci sarà la possibilità di utilizzare le colonnine Enel presenti sul territorio, addebitando i costi sul proprio conto tramite l’utilizzo di una card. Nel caso si scegliesse di non voler stipulare un contratto dedicato con Enel, Nissan propone la sola installazione della base di ricarica Schneider a casa, lasciando poi libero il cliente di utilizzare qualsiasi altro gestore di energia.

La ricarica della batteria, come già detto può avvenire in tempi compresi tra i 30 minuti e le 8 ore, a seconda della presa utilizzata e del livello residuo di carica. Il pacco batterie è costituito da 48 elementi contenenti ciascuno 4 celle laminate agli ioni di litio che generano una potenza superiore ai 90 kW e con una capienza di 24 kWh, disponibili al 95% (22,5 kWh). Il propulsore elettrico genera invece una potenza massima di 80 kW e 280 Nm, portando la Leaf da 0 a 100 in 11.9 secondi e consentendole di arrivare ad una velocità massima di 145 km/h autolimitata (senza limitazioni la vettura raggiunge i 162 km/h). La vettura sfrutta inoltre un sistema di recupero dell’energia nella fase di frenata che ricarica le batterie utilizzando energia cinetica che altrimenti andrebbe sprecata, oltre a ridurre l'uso dei freni e la generazione di pulviscolo dei materiali d'attrito.

L’auto consente di viaggiare con due diverse modalità: la Drive e la Drive Eco. La modalità Drive è quella che utilizza tutta la potenza del sistema di trazione, consentendo di viaggiare con la massima prontezza di risposta dell’acceleratore e sfruttando al massimo gli 80 kW del propulsore. Se non si hanno esigenze particolari di accelerazione, è possibile limitare i picchi di potenza viaggiando nella modalità Drive Eco che permette di risparmiare preziosa energia, aumentando così l’autonomia. La modalità Drive Eco si inserisce e disinscerisce agendo sul selettore di marcia. In entrambe le modalità di guida l’auto è perfettamente utilizzabile in qualsiasi situazione; ovviamente in Drive Eco la risposta è leggermente meno pronta e l’auto risulta meno scattante ma si guadagneranno alcuni chilometri di percorrenza rispetto alla "Drive". 

La vettura dispone di un sistema di monitoraggio in tempo reale del consumo specifico e consente di gestire i consumi di accessori come il climatizzatore. Altre funzioni innovative sono la programmazione dell'ora di inizio della ricarica o della climatizzazione dell'abitacolo. Entrambe le funzioni sono gestibili a distanza tramite smartphone o un computer, così come monitorare lo stato della batteria. A livello mondiale si può competere in efficienza di guida con gli altri finora 27.000 utilizzatori della Leaf consultando i report del sistema Carwings.






sabato 31 marzo 2012

L'energia elettrica diventa FUEL per veicoli sostenibili e non nocivi: ne tenga conto la regolazione fiscale.

La corsa dell’auto elettrica fermata dalla burocrazia anche fiscale?
Uno dei principali ostacoli alla penetrazione di tecnologie innovative nel tessuto economico è spesso rappresentato dalla rigidità normativa pensata in altri contesti storici e applicativi. A volte anche le piccole, banali e semplici migliorie che la vita quotidiana potrebbe conoscere trovano ostacoli nella legge.

Una normativa pervasiva, che cerca di usare i propri canoni razionali per abbracciare una realtà complessa, tende a fotografare il presente o il passato senza però l’ambizione di aprirsi al futuro.
Ne è un esempio il caso dei centri di ricarica delle auto elettriche.

Per consentire il pagamento della ricarica di un veicolo elettrico mediante l’utilizzo di strumenti semplificati (schede magnetiche o elettroniche prepagate), così come accade per le ricariche del cellulare,serve una modifica legislativa.
Una proposta in tal senso è stata avanzata nell’ambito della conversione del decreto legge semplificazioni tributarie (dl 16/12), che deve essere approvata entro il primo maggio prossimo.

L’auto elettrica è ancora un oggetto strano nel nostro ordinamento. Essendo essa considerata quasi come un “crocevia” tra il settore dei trasporti e quello elettrico, il legislatore non ha ancora adeguato la normativa per tener conto delle potenzialità di sviluppo dei veicoli elettrici. Il motivo di questo ritardo potrebbe essere ricercato nel persistere della convinzione che dopotutto la tecnologia non è in grado di competere con i classici sistemi di trazione che utilizzano carburanti tradizionali.

Eppure sono molti i fattori che inducono a pensare che lo scenario potrebbe essere sul punto di cambiare. Tra questi i progressi tecnologici conosciuti dal comparto, l’aumento dei prezzi dei carburanti(dovuto in parte alle dinamiche dei prezzi del petrolio e in misura significativa anche ai continui aumenti delle accise) e il fatto che dopotutto la capacità di generazione elettrica in Italia, pur non essendo tra i parchi di produzione più efficienti, supera comunque il fabbisogno e cerca quindi nuovi sbocchi.

Un ostacolo alla diffusione dell’auto elettrica è dato dalla necessità di realizzare grossi investimenti iniziali per costruire una rete di centri di ricarica magliata sul territorio nazionale. L’automobilista non compra o non utilizza un'auto elettrica se non ci sono distributori, o ce ne sono troppo pochi, nella sua città.

Perché la tecnologia prenda piede serve un salto, serve colmare il gap infrastrutturale che la divide dalle tecnologie tradizionali. Ma perché qualcuno sia disposto a intraprendere questa scommessa occorre quanto meno che la normativa fiscale in materia di energia elettrica, accise e imposte sia chiara e tenga conto delle nuove modalità di impiego dell’energia elettrica che diventa un fuel. Per questo servono misure (che peraltro sarebbero a costo zero sia per lo Stato che per i contribuenti) che semplifichino la disciplina e chiarendo il regime fiscale applicabile, semplifichino il quadro per prendere le decisioni di investimento e quindi consentano la realizzazione di investimenti.

Investimenti che pur vengono auspicati a tutti i livelli di governo perché la diffusione dell’auto elettrica ridurrebbe drasticamente le soglie di inquinamento nelle città, e in generale nei centri abitati, a tutto beneficio della salute dei residenti e della bolletta energetica nazionale.


Fonte.

mercoledì 28 marzo 2012

Nissan LEAF in prova a La Triennale di Milano, acquistabile da aprile

Nissan Leaf: parte fra 3 giorni la commercializzazione in Italia

Tra pochi giorni partono le vendite dell'auto elettrica nipponica più venduta e premiata al mondo. L'obiettivo 2012 è di appena 270 contratti, dei quali 40 sono già stati acquisiti.

Per dare inizio alla commercializzazione in Italia della sua elettrica Leaf, Nissan ha scelto la data del primo aprile. La casa nipponica fa sul serio e i 16 concessionari Nissan italiani qualificati per vendere la Leaf se la vedranno con un mercato, quello della mobilità a batteria, che in Italia è ancora tutto da inventare.
Le prenotazioni in pre-lancio della Leaf per il mercato italiano hanno preso il via il 9 novembre scorso a un prezzo di 38.500 euro chiavi in mano (esclusa Ipt) senza incentivi statali che in Italia, a differenza di quanto accade in molti altri Paesi, ancora non ci sono. Le uniche facilitazioni che gli acquirenti italiani possono sfruttare consistono nell'esenzione dalla tassa di possesso per cinque anni dalla data d'immatricolazione (circa 200 euro l'anno) e nelle eventuali agevolazioni su base locale. In più, l'accesso ai veicoli elettrici è consentito anche nelle ZTL e il parcheggio negli stalli delimitati da strisce blu è gratuito. Le concessionarie autorizzate a vendere la Leaf sono ubicate in province importanti o in grandi centri urbani selezionati privilegiando le zone dove sono stati varati piani di incentivazione locali o dove lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica è più avanti o è stato già pianificato.
A parte la modalità d'acquisto tradizionale (le batterie, garantite 5 anni o 100 mila km, rimangono sempre di proprietà dell'acquirente), la Leaf può essere acquistata anche tramite Proposta Nissan, una formula buy-back a due o a tre anni che prevede un pagamento mediante rate d'importo contenuto saldate le quali è possibile restituire la vettura a un prezzo predeterminato e acquistarne un'altra nuova oppure tenersela pagando la maxi-rata finale. Per le aziende sono disponibili formule di leasing e di noleggio a lungo termine.
Le Leaf vendute nel mondo, secondo I dati aggiornati allo scorso febbraio, sono oltre 25.600: 12.300 in Nord America, 10.800 in Giappone e 2.500 in Europa. In Italia, le previsioni di vendita della Leaf per il 2012 sono di 270 esemplari. I contratti già acquisiti nella fase di pre-lancio sono 40, ma la casa nipponica dichiara che l'interesse verso questo modello da parte della clientela italiana è enorme: la web page della Leaf è stata visitata da 236.093 persone, delle quali 9.589 si sono registrate per ottenere informazioni più precise e aggiornamenti sulla macchina. Sul nostro mercato, la prima Leaf è stata consegnata nei giorni scorsi alla filiale italiana della Nec, la società che insieme a Nissan produce le batterie della vettura in base a una joint venture avviata nel 2007. Tra le iniziative studiate per favorire il successo della Leaf nel nostro Paese, Nissan ha messo in campo l'installazione di colonnine di ricarica rapida in corrente continua a 50 kW all'esterno dei centri Mediaworld e Saturn. Si tratta delle colonnine di ricarica ottimizzate e prodotte in serie da Nissan.
L'abbiamo provata a La Triennale di Milano: nel cruscotto compariva un'autonomia di 179 km.


Video della mostra Nissan LEAF TOUR.
Video della conferenza stampa di presentazione:

Watch live streaming video from studioray at livestream.com













Testare la nuova Nissan Leaf. La "foglia" nipponica è pronta ad "elettrizzare" i suoi futuri acquirenti e a fare il suo debutto in società. Complice la tiepida giornata primaverile, l'inizio della bella stagione si apre nel segno delle vetture elettriche e del solito traffico milanese. Un modo inconsueto per muoversi, quello a emissioni zero, che oltre ad avere il pregio di non violare l'ambiente, tutela pure il rumore, praticamente assente. Il colore bianco di Leaf, simbolo di purezza, svela un design che potrebbe non trovare il benestare di tutti. Le linee seguono un andamento a tratti ondulato, spezzato in parte dal disegno dei gruppi ottici posteriori, sottili e molto lunghi per gli standard europei. Ma le velleità artistiche dei designer sono giustificate dalla ricerca aerodimanica. Una volta a bordo si potrebbe scambiare il cockpit con quello dell'astronave Enterprise, ma siamo "solo" nell'abitacolo di una Nissan Leaf. Dopo aver premuto il bottone start, un gingle in chiaro stile nipponico informa che si può procedere con la marcia. Il quadro strumenti digitale, realizzato mediante una soluzione a doppia palpebra, racchiude tutte le informazioni necessarie per viaggiare sicuri. Il display al centro della plancia invece, include oltre al classico navigatore satellitare diverse altre funzionalità, come ad esempio la retrocamera posteriore. Il cruscotto offre una serie di tasti a cui è difficile resistere, ma l'interfaccia uomo macchina è tale da rendere l'apprendistato relativamente rapido. La tecnologia Nissan progredisce nel CARWINGS, un sistema che offre informazioni relative al livello di carica della batteria e l'autonomia residua, in grado di segnalare la stazione di ricarica più vicina. È possibile regolare e controllare lo status della vettura anche attraverso il proprio computer o uno smartphone di ultima generazione.
Lo spazio a bordo di Leaf è più che sufficiente per ospitare a bordo 4 adulti, perché nonostante il suo terreno di caccia sia la giungla urbana, la 100% elettrica giapponese si svela sotto le mentite spoglie di un'automobile del segmento C. Le dimensioni sono decisamente importanti per un'auto elettrica, in fatti la Nissan Leaf è lunga 4445 mm, larga 1770 mm e alta 1550 mm. E se avete necessità di carico, i 330 litri di volume del bagagliaio dovrebbero essere più che sufficienti per sopravvivere alla vita di città.
Guidare una Leaf è proprio come guidare una qualsiasi altra vettura, il volante si gira sempre allo stesso modo, e il pedale di acceleratore e freno sono collocati nella medesima posizione. Al posto della leva del cambio c'è un joistick, che oltre alla tradizionale posizione D ne ha una denominata Eco che garantisce il 10% di autonomia in più. In realtà la trasmissione della Leaf non ha un vero e proprio cambio, ma un semplice riduttore.
Non serve schiacciare a fondo per muoversi rapidamente, perché la progressione è immediata e decisa. Il compatto motore elettrico sincrono offre 108 cv e ben 280 Nm di coppia motrice disponibili da 0 giri/min, che valgono molto di più in termini dinamici di quelli di un motore termico con il cambio meccanico. Un dato che regala certezze in un traffico dove è fondamentale scattare al primo segnale del verde. Le vie della Milano della moda non sono certo le curve di Montecarlo, ma il baricentro molto basso, realizzato grazie al posizionamento sotto il pianale dei moduli che compongono il pacco batterie agli ioni di Litio, garantisce la giusta stabilità. L'autonomia dichiarata è intorno ai 160 km, dato variabile a seconda di come il piede destro "giochi" con l'acceleratore e comunque più che sufficiente per una giornata in città. In ogni caso la Leaf si ricarica in circa 7 ore da una normale presa domestica, mentre avendo la possibilità di usufruire di una stazione di ricarica rapida pubblica, bastano 30 minuti per raggiungere l'80% della sua capacità totale. La velocità massima è autolimitata a 145 km/h e il passaggio da 0 a 100 km/h avviene in 11,9 secondi. Quindi se la vostra unica preoccupazione rimane quella di farvi sentire dal grande pubblico di pedoni e ciclisti, la Leaf porta in dote un sistema che emette delle onde sonore, la cui intensità varia in base alla velocità e che lavora sino a 30 km/h. In ogni caso l'animale cittadino è già così distratto da smartphone e quant'altro, che difficilmente sarebbe in grado di sentire il rumore di uno small block americano a pochi metri.
L'elettrica Nissan arriverà nelle concessionarie nel giro di pochi mesi e dal primo di aprile sarà ordinabile presso la normale rete di vendita. Il prezzo "chiavi in mano" sarà di 38.500 euro (IPT esclusa), un valore importante, giustificato dalla tecnologia messa in campo e che si spera venga ammortizzato da eventuali incentivi statali. Che sa fare i conti potrà valutare i risparmi effettivi e i vantaggi di una vita urbana più facile.