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sabato 24 marzo 2012

La via all'efficienza: gli approcci diversi di Europa e Stati Uniti. Chi è più incisivo?

L'Europa punta sulla mobilità elettrica per raggiungere gli obiettivi che si è posta al 2050
Nei giorni scorsi al Parlamento europeo sono stati presentati 4 progetti (MOBI.Europe, ICT4EVEU, MOLECULES e sm@rtCEM) che si inquadrano nel programma della Commissione europea finalizzato all'appoggio della competitività e dell'innovazione (CIP), con l'obiettivo di dimostrare che la riduzione delle emissioni di CO2 collegate al trasporto sia nelle aree urbane che interurbane sia possibile, come anche aumentare il livello di conoscenza dei benefici della mobilità elettrica.
Del resto l'Unione europea si è posta un obiettivo ambizioso, cioè escludere qualsiasi veicolo a combustione interna dalle città e ridurre del 60% (rispetto al 1990) le emissioni di gas serra nel settore dei trasporti al 2050, obiettivo che può essere centrato solo attraverso un nuovo impulso alla ricerca indirizzata verso le nuove tecnologie e il consenso degli utilizzatori finali, cioè i cittadini.
I quattro progetti promossi dal Parlamento europeo hanno i seguenti obiettivi specifici: aumentare la cooperazione nel settore e supportare interoperabilità e standards comuni a beneficio degli utilizzatori finali; promozione della mobilità elettrica, da parte delle amministrazioni pubbliche, come una reale alternativa per la mobilità urbana e interurbana; testare e sviluppare standards per l'integrazione di sistemi di mobilità elettrica tra diversi paesi europei; testare soluzioni di ricarica intelligente (smart charging) dei veicoli al fine di aumentare l'efficienza della rete e contribuire ad una maggiore integrazione delle energie rinnovabili; dimostrare direttamente al pubblico i benefici prodotti dai nuovi veicoli, dai servizi ad essi associati e dall'interoperabilità delle soluzioni adottate a livello urbano, nazionale e transnazionale (con soluzioni di roaming tra paesi).
Uno dei progetti che ha destato maggiore interesse è MOBI.Europe, che presenta al suo interno le tre iniziative di mobilità elettrica che sono attualmente nello stato più avanzato in Europa: due di livello nazionale (MOBI.E in Portogallo e ecar IRELAND in Irlanda) e una di livello cittadino (Amsterdam electric). «Il nostro progetto - ha dichiarato João Jesus Caetano, coordinatore MOBI.Europe - riunisce dodici entità pubbliche e private, alcune delle quali sono pionieri e tra i principali attori del recente sviluppo tecnologico della mobilità elettrica in cinque paesi europei: Portogallo, Irlanda, Olanda, Spagna e Francia. MOBI.Europe è un progetto di integrazione, basato su sistemi Tic (Tecnologie dell'informazione e della comunicazione), che mira a garantire l'interoperabilità di quattro differenti iniziative in corso in Europa sia a livello di comunicazione che di business».
«Attraverso il progetto - ha continuato Caetano - contiamo di dare un contributo alla definizione di standards sia a livello di comunicazione che di business, che possano aiutare a creare, in un futuro molto prossimo, una infrastruttura europea per la mobilità elettrica pienamente interoperabile. Ci aspettiamo inoltre di mostrare come imprese europee stiano diventando i principali agenti di innovazione a livello mondiale in questo eccitante e promettente settore di sistemi intelligenti per la mobilità elettrica (smart-connected electro-mobility)». 

Incentivi auto elettriche 2012: negli USA Obama li innalza a 10mila dollari

obama
Auto elettriche, almeno negli Usa sembra stiano guadagnando lo spazio che meritano, visto che il Presidente Obama ha di recente annunciato che il nuovo bilancio 2012 prevede incentivi fino a 10.000 dollari per l'acquisto di veicoli elettrici.
Sale dunque la cifra stanziata dall'amministrazione Obama a vantaggio della mobilità sostenibile. Attualmente, per l'acquisto di un veicolo completamente elettrico, si ha diritto ad un credito d'imposta di 7.500 dollari (emanato ai tempi del suo predecessore, George W. Bush) che viene visualizzato quando si compila le dichiarazione dei redditi dell'anno. Ma grazie al nuovo piano di incentivi, gli sconti consentirebbero ai consumatori di tagliare ben 10 mila dollari dal costo stesso dell'auto elettrica, proprio al momento dell'acquisto.
Si tratta di un grosso passo in avanti, visto che molti dei modelli di auto alimentate ad elettricità sono ancora troppo costosi per i consumatori medi. In questo modo, ad esempio la Chevy Volt scenderebbe da 41.000 a 31.000 dollari, la Nissan LEAF da 36.000 a 26.000 e la nuova Mitsubishi a meno di 20.000.

Quest'ultima potrebbe essere già più accessibile, e comunque potrebbe essere considerato un buon investimento visto anche il rincaro globale dei prezzi dei carburanti. La mobilità americana presto potrebbe tingersi di verde.
E non è tutto. Lo sconto di 10.000 dollari potrebbe essere applicato anche ai veicoli a gas naturale e ad altri veicoli tecnologici ad energia pulita, o quelli a idrogeno.
E in Italia? Anche il Ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha fatto sapere di essere al lavoro per attuare un nuovo sistema di incentivi dedicati al settore delle auto elettriche. In Parlamento, promette Clini, si discuterà preso un disegno di legge bipartisan che sancirà l'avvio di nuovi incentivi: L'auto elettrica sta diventando un prodotto significativo, anche se di nicchia, per i sistemi urbani. Ci sono grandi case automobilistiche europee che stanno investendo su questo. Io spero che l'Italia riesca a consolidare la sua capacità produttiva per fare in modo che non succeda quello che è successo con il fotovoltaico. Siamo diventati importatori di moduli fotovoltaici, piuttosto che cogliere l'occasione degli incentivi per stimolare la produzione nazionale.


Se le tecnologie sono efficienti vanno diffuse e all'inizio, per un periodo limitato, possono essere incentivate con le risorse tolte alla tecnologie meno efficienti più diffuse, ma sovvenzionate. L'Europa promuove progetti pilota, gli Stati Uniti promuovono la costruzione fabbriche che producono le nuove tecnologie e contemporaneamente ne facilitano l'accesso dei consumatori consapevoli.

sabato 10 marzo 2012

Fatti e non chiacchiere: Nissan c'è.

Nissan annuncia i piani di espansione della gamma elettrica nel 2012
La tabella di marcia verso l'accesso alla mobilità elettrica, intrapresa per prima da Nissan, viene rispettata: quelli che hanno cominciato dopo o che hanno sbagliato progetto o che hanno perso tempo, saranno pronti al massimo fra 5 anni. Quindi? Chi può cominciare, cominci. Gli altri inseguiranno. KAIZEN!

Nissan ha annunciato la strategia per preparare il mercato ad accogliere l'aumento dei volumi produttivi, conseguenti all'avvio della produzione europea della pluripremiata Nissan LEAF nel 2013. Il piano è incentrato sulle misure per creare le migliori condizioni per la diffusione di massa dei veicoli elettrici: nell'anno fiscale 2012, Nissan LEAF 100% sarà commercializzata in nuovi mercati, attraverso una rete più ampia di concessionarie e potrà contare su un'infrastruttura di ricarica rapida ottimizzata.

Con questi importanti cambiamenti all'orizzonte, Paul Willcox, Senior Vice President Sales e Marketing di Nissan Europa, attende con entusiasmo il nuovo anno e commenta:"Questo è un anno importante per Nissan LEAF in Europa: il nostro impegno è orientato a creare le condizioni affinché le mobilità elettrica possa svilupparsi nel continente. Il 2011 è stato eccezionale per noi e grazie a tutti questi significativi e tangibili miglioramenti a livello di infrastrutture, rete di concessionarie e produzione, ci attendiamo una crescita importante alla vigilia dell'inizio della produzione europea.

Espansione dei mercati e della rete di vendita
Nel 2012 Nissan ha in programma di aumentare considerevolmente il numero di concessionarie autorizzate alla vendita di LEAF in Europa, rendendola più accessibile sul mercato di massa. Fino ad oggi Nissan LEAF era in vendita in 14 mercati europei e aveva una rete di 110 concessionarie. A fine marzo 2013, la cifra sarà decuplicata e ci saranno oltre 1000 concessionarie che commercializzeranno Nissan LEAF - tutte saranno dotate di colonnine per la ricarica che permetteranno di ampliare ulteriormente la rete infrastrutturale a disposizione dei clienti LEAF. Entro il 2013, Nissan LEAF sarà in vendita in 24 mercati europei.

Veicoli dimostrativi e di cortesia per i clienti
Contemporaneamente, aumenterà anche il numero di LEAF disponibili presso la rete: entro aprile 2012, oltre 700 concessionarie in Europa offriranno ai clienti la possibilità di provare Nissan LEAF. Questo programma continuerà nei prossimi 12 mesi, incrementando il numero di auto dimostrative e di cortesia disponibili in tutta Europa.

Ricarica rapida in 30 minuti: riduzione dei costi e sviluppo dell'infrastruttura
  

Nel 2011, Nissan ha compiuto un importante passo in avanti a livello tecnologico e di sviluppo del proprio sistema di ricarica rapida in Europa, che sarà disponibile al 50% del costo delle unità convenzionali (sotto i 10.000 euro in Europa). Questo sistema di ricarica veloce a corrente continua permette di ripristinare l'80% della capacità di Nissan LEAF o di qualsiasi altro veicolo elettrico compatibile con gli standard ChadeMo in meno di trenta minuti e di rifornirne almeno 40 nell'arco di 24 ore (altre tecnologie possono rifornire da zero solo 3 veicoli al giorno 8 ore a veicolo).

Il sistema è anche predisposto alla ricarica in corrente alternata necessaria per supportare l'arrivo dei veicoli elettrici dell'Alleata Renault progettati per punti di ricarica standard in corrente alternata da 43 kW. L'Alleanza Renault-Nissan promuove lo sviluppo delle infrastrutture, secondo una strategia che punta ad una mix di sistemi di ricarica rapida in corrente continua e alternata dato che di problemi tecnici per predisporli non ce ne sono.

La riduzione dei costi delle colonnine di ricarica ad alta potenza in corrente continua sarà di enorme stimolo allo sviluppo di un'infrastruttura di ricarica rapida in tutta Europa e semplificherà la mobilità dei clienti LEAF. Per incoraggiare ulteriormente l'implementazione della rete di ricarica e preparare la strada per il lancio commerciale su larga scala entro il 2012, Nissan donerà 400 unità per la ricarica rapida a città e regioni in tutta Europa. Queste colonnine daranno a migliaia di clienti la possibilità di sperimentare l'utilità e convenienza della ricarica rapida, che permetterà di aumentare l'autonomia del veicolo elettrico senza comprometterne la durata grazie alla esclusiva gestione in tempo reale del processo, in funzione delle condizioni della batteria del veicolo. L'iniziativa fa seguito a un accordo siglato dalla Casa con cinque grandi aziende energetiche e fornitori europei d'infrastrutture per veicoli elettrici allo scopo di favorire la diffusione del sistema di ricarica rapida di ultima generazione firmato Nissan. Il programma di Nissan prevede l'installazione di migliaia di postazioni di ricarica rapida ChadeMo in Europa entro fine 2012, e decine di migliaia entro la fine del 2015. Sono tutti punti di ricarica facilmente integrabili con produzione di energia da pannelli fotovoltaici, immagazzinabile lentamente in una batteria (storage) per utilizzarla velocemente quando serve ad un veicolo. Grazie a questo schema, in futuro sarà possibile utilizzare nelle colonnine di ricarica maggiori potenze (100 o 200 kW invece degli attuali 40-50 kW, senza pesare troppo sulla rete elettrica locale) per ricariche ancora più veloci o per mantenere servizi veloci (15-25 minuti) anche per batterie 4 o 5 volte più capaci di quelle odierne (quasi 600 km di autonomia).

Campagna marketing di Nissan LEAF
A marzo 2012 sarà lanciata un'innovativa campagna marketing online dedicata a Nissan LEAF: durerà 100 giorni e avrà l'obiettivo di portare il maggior numero di clienti verso la mobilità 100% elettrica, illustrando i vantaggi della mobilità elettrica ad un pubblico completamente nuovo. In parallelo sarà condotta una campagna pubblicitaria che vedrà Nissan LEAF, emblema dell'innovazione di cui Nissan è capace, comparire per la prima volta sui canali televisivi di molti paesi europei.

Produzione delle batterie nel Regno Unito
Nella prima metà del 2012 inizierà la produzione delle batterie di Nissan LEAF nello stabilimento di Sunderland, campione di efficienza: sarà il primo passo verso la costruzione dell'intera auto in Europa. La produzione delle batterie nel Regno Unito aumenta nettamente la flessibilità della supply chain e mette al riparo dalle fluttuazioni del cambio valutario, nonché consente una riduzione dei costi rispetto all'importazione delle batterie.

Produzione del veicolo elettrico
In questo modo Nissan intende preparare l'introduzione di LEAF "made in Europe": produrre l'auto nello stabilimento inglese di Sunderland permetterà di ridurre il lead time, aumentare la disponibilità del prodotto, limitare l'impatto delle fluttuazioni valutarie e ridurre le emissioni di CO2 legate al trasporto dei prodotti al cliente finale.

"Seconda vita" per le batterie delle auto
Che cosa succede alle batterie delle auto elettriche quando vengono rimosse dai veicoli? Nissan e l'alleata Renault stanno individuando delle aziende partner per dare una "seconda vita" alle batterie usate. Le batterie automobilistiche non più adatte ad alimentare i veicoli possono essere reimpiegate per immagazzinare in modo sostenibile l'elettricità generata da fonti rinnovabili, dove i picchi di produzione e domanda non sono sempre allineati. Altri usi sono lo stoccaggio di energia elettrica "di riserva" nelle aree non servite affidabilmente dalle utility o il supporto al bilanciamento energetico della rete. Al termine della seconda vita le batterie sono comunque riciclabili grazie al valore intrinseco e alla qualità dei materiali utilizzati al loro interno.
Ulteriori dettagli sul programma "Second Life" di Nissan saranno annunciati nel corso dei prossimi 12 mesi, anche se da una notizia riguardante gli Stati Uniti possono esseri prefigurati gli aspetti generali del programma. Nissan North America, Inc. (NNA) e ABB, il gruppo leader a livello mondiale nell'energia e nella tecnologia, che insieme a 4R Energy e Sumitomo Corporation of America hanno siglato un accordo per valutare le possibilità di riutilizzo delle batterie agli ioni di litio che alimentano la Nissan Leaf, la vettura 100% elettrica prodotta su larga scala per il mercato mondiale.
L'accordo ha lo scopo di analizzare e testare le possibili applicazioni commerciali e per uso domestico delle batterie agli ioni di litio, utilizzate in precedenza sui veicoli elettrici, in modo da sfruttarle come sistemi di stoccaggio dell'energia. Questi sistemi permettono di immagazzinare energia dalla rete elettrica nei momenti di basso utilizzo, restituendola alla rete nei periodi di picco della domanda, migliorandone così le prestazioni o consentendo di fornire energia in caso d'interruzione della corrente. L'idea è sviluppare un prototipo del sistema, che utilizzi la batteria della Leaf e abbia una capacità di almeno 50 (kWh) sufficiente a fornire corrente elettrica a 30 abitazioni per un'ora.
"La nostra capacità di gestire l'intero ciclo di vita della batteria del veicolo elettrico, anche dopo il suo utilizzo sulla vettura, è molto importante per Nissan", ha dichiarato Ken Srebnik, Senior Manager, NNA Corporate Planning. "Con lo sviluppo delle reti intelligenti, le innovazioni applicate ai sistemi di stoccaggio dell'energia stanno diventando sempre più diffuse:  Nissan è orgogliosa di lavorare con ABB, 4R Energy e Sumitomo per contribuire a portare queste innovazioni sul mercato."



Queste sono le concretizzazioni delle idee dell'approccio olistico alla mobilità sostenibile, in simbiosi con una comunità umana che viva in in maniera più sostenibile, adottato sin dal 2006 da Nissan nell'ambito dell'Alleanza con Renault, mettendo a disposizione con lealtà la miglior ricerca applicata sua e dei suoi partner: ora i prodotti ci sono e devono essere utilizzati, sempre più in maniera accessibile. Niente scuse, innovazione per tutti, innovazione per il Pianeta. KAIZEN!

venerdì 30 dicembre 2011

L'Italia si scrolla dalle spalle chi si isola e si organizza per la miglior mobilità elettrica


Anfia: convegno a Milano sull'auto elettrica
Infrastrutture, incentivi, normative e standard. Questi gli argomenti dell'incontro organizzato dall'Associazione della filiera italiana dell'auto


Si è tenuto a fine novembre nel capoluogo lombardo il convegno Veicoli elettrici: normativa e progetti industriali", organizzato dall'Anfia (Associazione nazionale filiera dell'industria automobilistica) in collaborazione con Confindustria Anie (Federazione Nazionale Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche), CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano) e CEI-CIVES (Commissione Italiana Veicoli Elettrici Stradali a Batteria, Ibridi e a Celle a combustibile) e con la partecipazione di Antonio Tajani, vice-presidente della Commissione Europea.

AVANTI ANCHE SENZA CHI SI ISOLA - Si è trattato del secondo appuntamento sull'argomento dopo quello organizzato due anni fa, durante il quale venne indentificata l'esigenza di indirizzare le aziende della filiera verso l'adozione di standard tecnico-normativi precisi e di sistemi infrastrutturali condivisi. Benché il costruttore nazionale (che tra l'altro è recentemente uscito sia dal sistema confindustriale sia dall'Anfia) non dimostri al momento grande interesse per la mobilità elettrica "pura" (cioè, esclusivamente a batteria) e ciò costituisca certamente un freno per lo sviluppo della diffusione di questo tipo di veicoli in Italia, è indubbio che il nostro Paese non può evitare di adeguarsi ai dettami dell'Unione Europea, che entro il 2050 intende abbattere del 60% le emissioni di CO2 provenienti dai combustibili fossili e vietare la circolazione nei centri urbani ai veicoli non ecologici. In altre parole, il nostro Paese non potrà fare a meno di seguire la strada già intrapresa da altri, che oltre alla riduzione vera e proprio delle emissioni da ottenersi con il miglioramento dei motori a combustione interna, ritengono che al raggiungimento del risultato comunitario ripartito per i vari Paesi membri potrebbe contribuire in modo significativo proprio la diffusione dell'auto elettrica. In un certo senso, è sembrato che proprio l'annunciata defezione di un membro importante abbia consentito ad Anfia di affrontare il convegno con energie più fresche e meno vincolate,e quindi con più libertà di manovra nell'affrontare argomenti legati a un settore, quello della mobilità elettrica, sul quale finora ci si è dimostrati tiepidi.

VANTAGGI ANCHE PER L'ITALIA "PETROL-DIPENDENTE" - Secondo uno studio della Direzione Clima della Commissione Europea, la diffusione dei veicoli a batteria permetterebbe, al 2030, abbattimenti della CO2 dal 20 al 30% rispetto a quelle attuali e un suo aumento limitato al 5% se la domanda di mobilità, prevista in aumento, venisse soddisfatta con auto elettriche secondo i tassi di sviluppo previsti, senza poi considerare i vantaggi dal punto di vista dell'inquinamento acustico e della riduzione della dipendenza dalle forniture petrolifere. A questo proposito, è significativo considerare che i numeri citati sono ritenuti validi anche per un Paese come l'Italia che dal punto di vista della produzione di energia elettrica è fortemente dipendente dai combustibili fossili ed è al terzo posto in Europa, dopo Germania e Francia, per il loro consumo legato ai trasporti.

LA STANDARDIZZAZIONE È UN FATTORE CRUCIALE - In questo scenario, è logico che il convegno milanese si sia focalizzato sugli aspetti normativi presenti e futuri inerenti l'auto elettrica, compresi quelli relativi alla standardizzazione in chiave europea di prese, spine e componentistica. Tutti aspetti che, al di là del quadro normativo, costituiscono presupposti utili a dare un vero impulso al mercato di questi veicoli. Da qui, ne è derivata la focalizzazione sugli aspetti tecnologici, che non sono ovviamente legati al solo veicolo, ma alle infrastrutture che ne consentono l'utilizzo e quindi la diffusione. Durante il convegno, i rappresentanti di CEI e CEI-Cives hanno sottolineato che standard, tecnologie e normative devono anche coinvolgere l'aspetto della regolamentazione edilizi che consenta di portare a compimento un pregetto di "diritto alla presa" elettrica che costituisce una condizione imprescindibile all'affermazione dei veicoli a batteria.

L'IMPORTANZA DEGLI INCENTIVI... Tuttavia, è stato sottolineato che la disponibilità di infrastrutture adeguate non potrà essere considerato dagli utenti un fattore sufficiente a convicerli a passare dall'auto tradizionale a quella elettrica. Almeno nella fase inziale, ci vorranno altri strumenti governativi (incentivi economici) e locali (incoraggiamento all'uso) che l'automobilista dovrà percepire come motivi validi per passare all'elettrico.

...CHE PERÒ NON BASTERANNO - Le linee guida che l'Anfia ritiene necessarie per portare anche l'Italia sulla "strada elettrica" sono state individuate in un miglioramento/aumento della produzione di energia che privilegi le fonti rinnovabili, nello sviluppo delle infrastrutture di distribuzione, nella riduzione dei costi delle batterie e nell'aumento della loro capacità. Infine, è stata sottolineata la necessità di mantenere le accise gravanti sull'energia elettrica destinata all'autotrazione a un livello pari a quello esistente al momento sull'elettricità domestica per un periodo di almeno 10 anni, un tempo ritenuto sufficiente a permettere al mercato dell'auto a batteria di stabilizzarsi. Infine, non è mancato un accenno alla necessità di sviluppare le reti di assistenza specializzate in veicoli elettrici, che tuttora in Italia sono carenti, e di favorire tutto quanto occorre al riutilizzo e al riciclo delle batterie, incoraggiando la nascita di business specifici.

GLI STANDARD? PRIMA BISOGNA AVERLI - Il convegno di Milano si è chiuso con l'intervento del commissario Antonio Tajani il quale, dopo aver assicurato che la Commissione Europea sta lavorando in tutte le direzioni atte a favorire la diffusione della mobilità elettrica, interpellato sull'argomento specifico della comunicazione riguardante gli standard costruttivi e normativi (prese e spine), ha dichiarato che «prima di comunicarli è necessario averlii», facendo capire che sul loro raggiungimento a livello comunitario ci sono ancora alcune difficoltà da superare, a quanto pare dovute, più che alla parte "colonnina", a quella veicolare.

Cosa esiste oggi?
Lo stato dell’arte di quella che promette di essere una vera rivoluzione per la mobilità nei centri urbani, le prospettive concrete e gli ostacoli ancora sul cammino

La tecnologia, i tempi e la cultura degli automobilisti italiani mostrano la propria maturità per consentire alla mobilità a zero emissioni di affermarsi su larga scala.
L’auto elettrica è pronta per accendere il suo silenzioso motore e portare un’aria nuova e pulita nelle città. I primi modelli completamente elettrici cominciano a percorrere le nostre strade, le amministrazioni locali, seppur a “macchia di leopardo”, ne incoraggiano la circolazione (esentandole dal pagamento del bollo, aprendo le ztl e rendendo gratuiti i parcheggi blu) e in Parlamento si discutono le misure per incentivarne l’acquisto e l’utilizzo.
Ma qual è lo stato dell’arte di quella che promette di essere una vera rivoluzione per la mobilità nei centri urbani? Quali le prospettive concrete e gli ostacoli ancora sul cammino?
A queste domande ha voluto dare una risposta l’incontro “La mobilità elettrica è pronta al via” organizzato ieri a Milano, presso il Palazzo delle Stelline, da Panorama Economy in collaborazione con Renault.
Ne hanno discusso Pierfrancesco Maran, assessore alla Mobilità, Ambiente, Arredo urbano e Verde del Comune di Milano, Jacques Bousquet, presidente di Renault Italia, Giuseppe Minoia, membro del Board e presidente onorario di GFK Eurisko e Marco Martina, Partner Deloitte.


Lo scenario della mobilità in Italia: qualità dell’aria e salute a rischio nelle grandi città
In Italia sono oltre 48 milioni i veicoli che circolano sulle strade, 15 milioni in più rispetto a 20 anni fa. Di questi, il 75%, circa 36 milioni, è rappresentato da autovetture private: un dato che fa dell’Italia uno dei Paesi con il più alto tasso di motorizzazione al mondo e che si traduce in un forte impatto sull’ambiente e sulla qualità dell’aria. Il settore dei trasporti è responsabile in Italia di circa 1/4 del totale delle emissioni in atmosfera di sostanze climalteranti.
Nello specifico, i trasporti sono responsabili a livello nazionale del 43% del monossido di carbonio, del 51,7% degli ossidi di azoto, del 23,5% del PM10 e del 54,7% del benzene emessi in atmosfera. La percentuale sale ancora se consideriamo soltanto le aree urbane dove si concentra il maggior numero di veicoli circolanti.
Basti pensare che auto, moto e veicoli commerciali sono responsabili del 50% delle polveri sottili di Roma o dell’84% degli ossidi di azoto di Napoli. (Fonte: Elaborazione Legambiente 2010 su dati Ispra).
Una situazione che si traduce in costi elevati e sanzioni UE per il nostro Paese. La multa per i continui sforamenti nelle emissioni di PM10 dovrebbe aggirarsi intorno ai 700 milioni all’anno, superiore, secondo Legambiente, agli investimenti necessari per rendere operativo un piano nazionale di riduzione dell’inquinamento urbano, il cui costo sarebbe di 600 milioni l’anno.


A farne le spese è anche e soprattutto la salute.
Secondo dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sono circa 7 mila le morti premature provocate ogni anno dallo smog nelle sole Regioni del Nord Italia.
L’auto elettrica può essere la soluzione? In questo scenario l’auto elettrica può dare un grande contributo in termini di sostenibilità della mobilità urbana. Attualmente il 13,3% delle autovetture circolanti in Italia sono Euro 0, quindi prive di qualsiasi dispositivo anti-inquinante, mentre soltanto l’1% dispone di motorizzazioni Euro 5. In questo contesto anche la sola sostituzione con veicoli elettrici del 10% del parco circolante complessivo porterebbe un significativo miglioramento della qualità dell’aria con una riduzione annua di circa 3.600 tonnellate di PM10, 55.000 tonnellate di ossidi di azoto (NOx) e 470 tonnellate di benzene.
Un obiettivo che, grazie alle prestazioni del tutto simili a quelle dei veicoli tradizionali e a un’autonomia che ormai raggiunge i 160 km con una ricarica, sembra del tutto alla portata delle nuove auto elettriche in commercio o in via di commercializzazione: secondo dati CIVES, infatti, il 60% dei guidatori europei precorre meno di 30 km al giorno e più del 90% non supera i 100 km.

L’impegno di Renault nella diffusione di massa della mobilità elettrica: una gamma completa per tutte le esigenze e un business model innovativo
Prima fra le tutte le grandi aziende produttrici, Renault ha creduto con forza nella diffusione dell’auto elettrica su larga scala, investendo oltre 4 miliardi di euro dal 2008 e coinvolgendo nel progetto Zero Emission 2.000 persone in tutto il mondo. L’obiettivo è stato fin da subito rendere l’auto elettrica un’opzione disponibile e allettante per il più vasto target possibile: un concetto di auto elettrica “democratica”, destinata a una larga diffusione sul mercato e non un prodotto di nicchia o di apparenza.
Per questo Renault ha realizzato non una singola auto, ma un’intera gamma di veicoli elettrici, in grado di coprire tutte le esigenze di utilizzo privato e professionale in ambito urbano: dall’urban crosser Twizy alla berlina compatta Zoe, dalla berlina grande Fluence Z.E. alla furgonetta Kangoo Z.E. Vero fulcro dell’offerta commerciale Z.E. Renault è il business model basato sulla separazione della proprietà del veicolo dalla batteria (che invece verrà noleggiata) che consente di abbattere i costi dei veicoli rendendoli del tutto equiparabili ai loro omologhi con motore termico. Si tratta di un concetto innovativo che si pone l’obiettivo di superare uno degli ostacoli maggiori alla diffusione, finora, su larga scala dei veicoli elettrici, ossia l’elevato prezzo di acquisto (dovuto in buona parte al costo della batteria).
La mobilità elettrica Renault è pronta a diventare realtà anche grazie alla predisposizione di un’organizzazione di vendita ed assistenza presso l’intera rete di concessionarie Renault, e l’innovativa logica del “One Stop Shopping” , cioè la possibilità di risolvere presso la Rete Renault tutte le esigenze per accedere agevolmente alle infrastrutture di ricarica domestica e ad ogni servizio utile al cliente.
Sinergie per la creazione di un sistema a sostegno della mobilità elettrica - Renault basa il proprio obiettivo di sviluppo di massa della mobilità elettrica a zero emissioni sulla collaborazione con Governi, amministrazioni locali e società energetiche, che hanno tutti un ruolo determinante nel creare le condizioni strutturali, economiche ed operative di sviluppo della mobilità elettrica.
A tutt’oggi, l’Alleanza Renault-Nissan ha sottoscritto oltre 120 accordi, destinati a preparare i mercati e le infrastrutture per una commercializzazione di massa dei veicoli elettrici. Anche in Italia, Renault è impegnata nella collaborazione con le principali amministrazioni comunali e compagnie elettriche, nella prospettiva di realizzare progetti congiunti per la mobilità a zero emissioni, promuovere i veicoli elettrici e sviluppare le idonee infrastrutture.
In tale ambito, rientrano gli accordi sottoscritti da Renault con quattro fra i principali operatori energetici in Italia, Enel, Eni, Hera e A2A, ed il progetto pilota E-Moving in corso nelle città di Milano e Brescia.
Un impegno la cui bontà trova conferma anche dagli ultimi sondaggi di Deloitte e Gfk Eurisko sull’auto elettrica che evidenziano come il mercato sia pronto per l’affermazione della mobilità a zero emissioni (7 italiani su 10, secondo le due stime indipendenti, si dicono pronti a considerare l’acquisto di un’auto elettrica) a condizione che vengano predisposte in maniera capillare le infrastrutture di ricarica necessarie.

Una proposta di legge per lo sviluppo della mobilità a zero emissioni
La consapevolezza della necessità di creare basi solide per lo sviluppo della mobilità sostenibile è sempre più avvertita dalle istituzioni centrali e locali.
Sulla scia di provvedimenti già elaborati in Paesi come Francia, Germania, Spagna, Usa, Giappone e Paesi Bassi che hanno già cominciato ad investire sullo sviluppo dell’auto elettrica, anche in Italia, una proposta di legge bi-partisan è in attesa di essere discussa in Parlamento. Fra gli interventi che verranno esaminati, misure per favorire la mobilità a zero emissioni attraverso la creazione di un’infrastruttura di ricarica sul territorio nazionale, incentivazioni all’acquisto di veicoli elettrici, agevolazioni fiscali.

giovedì 17 novembre 2011

Verso un regolamento tecnico mondiale per i veicoli elettrici


PASSO AVANTI CONVINTO SULL'AUTO ELETTRICA: UE, GIAPPONE E USA UNITI SULL’E-MOBILITY
L’introduzione delle auto elettriche avrà un nuovo slancio grazie a un accordo internazionale siglato oggi a Ginevra e destinato a creare approcci comuni sul fronte della mobilità elettrica



Tre potenze alle prese con una crisi senza precedenti ma unite da un obiettivo comune, accelerare la diffusione della mobilità elettrica. Unione Europea, Stati Uniti e Giappone collaboreranno per rendere meno irta la strada che porta la trazione elettrica alla piena competitività commerciale. Rappresentati delle tre parti si sono incontrati oggi a Ginevra per siglare un accordo di cooperazione sul tema che renda più omogenei norme, approcci e caratteristiche tecniche del settore dell’e-mobility. La neo intesa mira a far convergere gli obblighi normativi, oggi ancora allo stadio iniziale, relativi ai veicoli elettrici a livello mondiale, creando un orientamento condiviso. Si tratta secondo le parti, della percorso più diretto alla realizzazione di economie di scala e dunque alla livellazione dei costi per l’industria automobilistica che attualmente può contare su una produzione ancora contenuta.


 



“Questo – ha commentato il vice presidente della Commissione europea Antonio Tajani, responsabile per l’industria e l’imprenditoria - è un passo fondamentale per lo sviluppo e la diffusione delle auto elettriche. L’accordo di cooperazione in campo normativo aiuterà a incrementare il potenziale di mercato per questo importante tecnologia innovativa e contribuirà alla competitività e maggiore sostenibilità del trasporto stradale”. Secondo quanto previsto dall’intesa di cooperazione saranno istituiti due gruppi di lavoro informali sui veicoli elettrici – aperti a tutti i paesi parti contraenti dell’accordo delle Nazioni Unite - ai sensi di quanto convenuto nel 1998 sui regolamenti tecnici applicabili a livello mondiale. L’iniziativa è stata presa dalla Commissione europea, dalla National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) e dalla Environmental Protection Agency (EPA) degli Stati Uniti e dal Ministero del Giappone del territorio, delle infrastrutture, dei trasporti e del turismo.

Il primo gruppo si occuperà degli aspetti riguardanti di uno degli argomenti più attuali della mobilità elettrica: la sicurezza dei veicoli e dei loro componenti. Il gruppo si occuperà di valutare la sicurezza degli occupanti contro le scosse elettriche, sia durante la ricarica che dopo un incidente o sulla sicurezza della chimica delle batterie anche dopo un'impatto. Il secondo work-group si concentrerà sugli aspetti ambientali delle norme applicate ai veicoli elettrici scambiandosi informazioni relative alle iniziative legislative attuali e future in questo campo e, laddove possibile, definendo prescrizioni comuni sotto forma di un regolamento tecnico mondiale (RTM).


Il Forum mondiale per l'armonizzazione dei regolamenti sui veicoli, noto anche come Gruppo di lavoro 29 (WP.29), opera per conto della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite (UNECE) che ha sede a Ginevra. Esso fissa un gran numero di norme sui veicoli come prescrizioni per la sicurezza e l'ambiente per le automobili e altri veicoli. L'obiettivo del Forum è quello di promuovere prescrizioni tecniche armonizzate che riducano i costi di sviluppo, impediscano doppioni delle procedure amministrative per l'industria e contribuiscano così all'efficienza e a costi ridotti per i consumatori e la società.

Questa la roadmap per arrivare all'accordo:
14-18 novembre 2011: Forum mondiale per l'armonizzazionedelle regolamentazioni sui veicoli (WP 29) (155a seduta) - un accordo sulla costituzione di due Gruppi di lavoro informali sui veicoli elettrici presentati al AC.3.
Gennaio 2012: Fine del lavoro del gruppo RESS informale, il suo risultato finale da considerati nel gruppo informale sui requisiti di sicurezza dei veicoli elettrici.
Gennaio 2012: Valutazioni di altre parti interessate ad unirsi al gruppo sulla proposta.
13-16 marzo 2012: Adozione ufficiale della decisione di lanciare i due informale WG da WP 29 a Ginevra, presidente e segretari vengono eletti.
Marzo 2012: Primi incontri dei due gruppi di lavoro informali
Primavera 2012: Adozione dei termini di riferimento per ogni gruppo di lavoro informale dal GRPE e
GRSP, rispettivamente.
I rispettivi presidenti gestiranno i vari aspetti del lavoro garantendo che il concordato piano d'azione sia implementato correttamente e che i traguardi e le scadenze siano impostati e raggiunti.
2012-2013: Incontri del gruppo di lavoro, relazioni periodiche al Comitato Amministrativo 7
2014: Possibile adozione del regolamento tecnico mondiale.

Il documento completo.

giovedì 10 novembre 2011

La BEI eroga 220 milioni di euro per la produzione di serie di un veicolo elettrico per famiglie

Finanziata anche dalla UE la fabbricazione in Europa della Nissan Leaf: si parte dal 2013
In arrivo 220 milioni di euro dalla Banca Europea per gli Investimenti per la produzione della 100% elettrica Nissan LEAF e delle batterie modulari agli ioni di litio
Fonte.

Impianto di Nissan a Sunderland.
La Banca europea per gli investimenti BEI ha accordato un finanziamento di 220 milioni di euro a Nissan per l'avvio della produzione a Sunderland, nel Regno Unito, della Leaf, la vettura che nella nota della Commissione viene definita “la prima automobile completamente elettrica a costi accessibili e per un mercato di massa”. L'accordo è stato firmato a Sunderland da Trevor Mann vice presidente Manufacturing di Nissan Europe, e da Simon Brooks, vice presidente della Bei per il Regno Unito.
La produzione della Leaf nello stabilimento di Sunderland inizierà nel 2013 con un obiettivo iniziale di 50.000 esemplari l'anno. Il finanziamento servirà anche a realizzare la linea di produzione delle batterie agli ioni di litio nello stabilimento di Sunderland. La produzione delle batterie inizierà già nel 2012.
L'investimento complessivo da parte di Nissan ammonta a 420 milioni di sterline (468,2 milioni di euro), per un impatto sull'occupazione di 2250 posti di lavoro compreso l'indotto. La casa giapponese ha ricevuto un ulteriore finanziamento di 20,7 milioni (23,1 milioni) dal governo inglese.
I finanziamenti europei per gli investimenti sostengono l'investimento in nuovi macchinari e attrezzature per la produzione della vettura 100% elettrica Nissan LEAF, il primo veicolo elettrico al mondo per il mercato di massa offerto a prezzi accessibili. La Nissan LEAF, Auto d'Europa dell'anno in carica, andrà in produzione anche a Sunderland nel 2013 con una capacità produttiva iniziale di circa 50.000 veicoli l'anno (dopo Oppama, in Giappone da ottobre 2010 previste 20.000 LEAF e 50.000 l'anno prossimo e Smyrna, in Tennesee - USA dalla seconda metà del 2012).
Simon Brooks, European Investment Bank Vice Presidente per il Regno Unito
e Trevor Mann, Nissan Europe Senior Vice Presidente Manufacturing 
Questo finanziamento, inoltre, sostiene la costruzione del nuovo "stabilimento madre europeo" per la produzione dei moduli con le celle agli ioni di litio della batteria del veicolo elettrico all'interno dello stabilimento di Sunderland, uno dei più efficienti in Europa. L'insieme dei progetti, per la batteria e la LEAF rappresentano un investimento di 420 milioni di sterline (468.2 milioni di Euro) per Nissan e sono volti a mantenere circa 2250 posti di lavoro in Nissan e nell'indotto britannico. L'investimento è supportato anche da 20.7 milioni di sterline (23.1 milioni di Euro) del fondo Grant for Business Investment (GBI) dal governo britannico.
Secondo Brooks ha commentato che investimento di Nissan dimostra il passaggio dell'oggetto "auto elettrica" da prototipi avanzati frutto della ricerca a prodotti per tutti pienamente commerciabili. La Banca europea per gli investimenti è impegnata a sostenere i veicoli elettrici competitivi e la tecnologia delle batterie dal prezzo competitivo che possono contribuire a migliorare la qualità dell'aria e alla lotta ai cambiamenti climatici.
La produzione di batterie elettriche nello stabilimento Nissan di Sunderland è prevista per l'inizio del 2012, prima della produzione del veicolo. Questo progetto legato all'impianto per la produzione delle batterie, consentirà sia la salvaguardia dell'occupazione locale sia la creazione di nuovi posti di lavoro nel settore dell'ingegneria avanzata.
In Gran Bretagna, conclude la nota, è in via di sviluppo una rete di ricarica per le auto elettriche: solo nel nordest del Regno Unito sono previsti oltre 1.000 punti di ricarica entro il 2013, anche per la ricarica rapida in 30 minuti.
Riduzione delle emissioni di carbonio legati al trasporto è un obiettivo chiave dei prestiti della Banca europea per gli investimenti volti a contrastare i cambiamenti climatici. Sostegno allo sviluppo della tecnologia dei veicoli elettrici e della ricerca batteria aiuterà a migliorare le competenze specialistiche e conoscenza del settore. La Banca europea per gli investimenti ha finanziato lo sviluppo del veicolo elettrico con un certo numero di produttori europei, a fianco di espansione finanziamento di reti dedicate e stazioni di ricarica in tutta Europa.
Le Nissan Leaf costeranno meno una volta prodotte in Europa (50.000 unità in più, oltre a quelle riservate agli Stati Uniti e lì prodotte in 150.000 dal 2012 e Giappone 50.000) per le maggiori economie di scala, l'assenza del trasporto via nave e perché le batterie saranno costruite in Europa (sempre a Sunderland) e non saranno quindi gravate dell'accisa sulle batterie importate (come, ad esempio, accade anche per l'elettronica di consumo).
Le consegne della Nissan Leaf sono già iniziate in Gran Bretagna, Olanda, Irlanda, Francia, Spagna, Svizzera e Portogallo. Gli ordini sono stati aperti anche in Belgio, Norvegia (600 vetture ordinate in 3 giorni), Svezia e Danimarca: i clienti in questi mercati dovrebbero iniziare a ricevere le loro auto nel nuovo anno. Al momento sono state consegnate nel mondo oltre 17.000 Leaf a un anno dall'inizio della produzione (rallentata dal terremoto-maremoto in Giappone dell'11 marzo e dalle sue conseguenze) e alcune delle prime LEAF consegnate negli Stati Uniti hanno già percorso oltre 16.000 km in meno di 10 mesi. E' del tutto probabile che verrà centrato l'obiettivo di produrre 20.000 esemplari entro dicembre 2011.


European Investment Bank (www.eib.org/press)
La Banca Europea per gli Investimenti (BEI), istituita dal Trattato di Roma nel 1958, è l'istituzione che si occupa dei finanziamenti a lungo termine dell'Unione Europea. Il ruolo della BEI è contribuire all'integrazione e allo sviluppo equilibrato degli stati membri della UE e promuoverne la coesione economica e sociale, fornendo finanziamenti a lungo termine per specifici progetti di investimento. Oltre a sostenere progetti all'interno della UE, la BEI ha tra le sue principali priorità anche il finanziamento di investimenti nei paesi membri futuri e in paesi partner dell'Unione Europea.
La Banca Europea per gli Investimenti è una delle maggiori istituzioni finanziarie multilaterali. Nel 2010 ha concesso prestiti per oltre 70 miliardi di euro, sia all'interno dell'Unione che a paesi terzi. La banca opera in conformità alle prassi bancarie e in stretta collaborazione con il settore bancario.